Il TAR stoppa le lauree magistrali in inglese al Politecnico di Milano: una sentenza ingiusta

Il TAR della Lombardia ha bocciato ieri la delibera del 2012 del Senato Accademico del Politecnico di Milano che stabiliva che tutti i corsi di laurea magistrale fossero tenuti in lingua inglese a partire dal 2014/2015, accogliendo il ricorso di una minoranza di docenti del Politecnico.

Il testo completo della sentenza non è disponibile sul sito ufficiale del TAR Lombardia, ma sono riuscito ad ottenerlo per vie traverse. Ecco qui la sentenza nella versione originale. (Nota a margine: voi cosa ne pensate di un’istituzione che ha un sito come questo?)

Ecco il testo completo della sentenza.

Sono estremamente amareggiato da questa decisione e credo che non renda affatto giustizia al percorso e agli sforzi compiuti dal Politecnico di Milano, riconosciuto da più parti come la miglior scuola di ingegneria d’Italia. Gli organi decisionali del Politecnico lavorano in maniera efficiente e democratica, e non hanno certo bisogno che qualcuno da fuori dica loro come fare il proprio lavoro.

Studenti e docenti stavano collaborando costruttivamente per gestire la transizione in modo ottimale. Tutti i rappresentanti degli studenti del Politecnico negli organi centrali hanno approvato le linee strategiche dell’Ateneo in materia di internazionalizzazione. Sono state istituite delle commissioni di lavoro. La decisione è stata studiata, perché se il Politecnico fa una cosa, la fa bene! Mesi di lavoro mandati in fumo, insomma.

La completa conversione alla lingua inglese dei corsi di laurea magistrale avrebbe permesso di dare un autentico respiro mondiale alla didattica del Politecnico, e formare professionisti con orizzonti più ampi e capacità linguistiche avanzate. Avrebbe permesso di attrarre in misura ancora maggiore gli studenti migliori e i docenti prestigiosi dall’estero. Avremmo superato il problema della “ghettizzazione” per cui i corsi in inglese sono frequentati prevalentemente da studenti stranieri e quelli italiani da studenti italiani.

Il TAR è intervenuto a gamba tesa su una questione squisitamente didattica di competenza dell’università. In questa decisione nessuno ha tenuto conto del parere dei diretti interessati: gli studenti. È assai triste constatare che un coraggioso tentativo di riforma venga così brutalmente segato dalla giustizia amministrativa. Si potrà mai cambiare qualcosa, in questo Paese?

La Terna Sinistrorsa, l’associazione studentesca di cui faccio parte, che esprime 2 rappresentanti in Senato Accademico e 1 in Consiglio di Amministrazione, ha già pubblicato un comunicato stampa sulla vicenda. Il Rettore del Politecnico Giovanni Azzone ha già informato gli studenti che il 3 giugno Senato Accademico e CdA si riuniranno per valutare il da farsi.

Spero che gli organi centrali di governo del Politecnico reagiscano con forza a questo attacco: bisogna fare ricorso al Consiglio di Stato, e vincerlo!

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