La “nota per la STANPA” del Governo Italiano

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Governo Italiano - Nota per la STANPA

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Un governo poco trasparente

FOIASolo nel nostro Paese il Governo riesce ad approvare un decreto legislativo sulla trasparenza delle informazioni nelle Pubbliche Amministrazioni… senza rendere pubblico il testo del decreto!

Il decreto in questione è di fondamentale importanza perché riguarda le politiche di accesso ai documenti delle Pubbliche Amministrazioni e dunque il controllo dell’operato di esse da parte dei singoli cittadini. Da tempo si spinge per l’approvazione di un FOIA (Freedom Of Information Act) da parte del Governo Italiano.

Infatti, dal comunicato stampa della chiusura del CdM si apprende che:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, il decreto con la disciplina degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle PA. Il testo conferma sostanzialmente l’impianto di quello già approvato in sede preliminare. Infatti sono state introdotte limitate modifiche, in massima parte di carattere tecnico e formale, in accoglimento di osservazioni contenute nei pareri del Garante della privacy e delle vari componenti della Conferenza Unificata (Regioni, province e Comuni).

Segue una descrizione sommaria del decreto sulla trasparenza, che contiene anche molte belle cose, ma… manca il testo!

Un altro esempio di scarsa trasparenza è sicuramente quello del decreto attuativo della riforma Gelmini sul diritto allo studio. Tutti ne parlano: l’Unione degli Universitari lo deplora, i ciellini lo esaltano, il Ministro Profumo in persona difende la sua «proposta» (quale? sul sito del MIUR non c’è!), ma sembra impossibile leggere il testo di questa bozza e farsi un’opinione autonoma.

È purtroppo consolidata la pessima prassi secondo la quale il Consiglio dei Ministri approva atti il cui testo viene diffuso solo molti giorni dopo, magari prestandosi ad ulteriori modifiche, fuori da ogni circuito istituzionale. Si lascia che alcune, frammentarie, informazioni trapelino alla stampa in modo da “sondare” preliminarmente gli umori dell’opinione pubblica e “aggiustare” di conseguenza gli atti. Questo modo di procedere è oltraggioso e offensivo dell’intelligenza dei cittadini; non permette un’adeguata discussione pubblica dei provvedimenti governativi.

Senza un accesso diretto e ufficiale ai testi degli atti del Governo, la partecipazione democratica dei cittadini risulta molto difficile. Non è più rimandabile una riforma incisiva sulla pubblicità degli atti del Governo Italiano.

«Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti…»

"Not bad" Obama face (meme)Il senatore Roberto Calderoli (Lega Nord) presenta un’interrogazione parlamentare, con tono assai polemico, chiedendo se il Presidente del Consiglio Mario Monti abbia o no realizzato, e con che modalità, il 31 dicembre 2011 a Palazzo Chigi (sede istituzionale del Governo Italiano) una festa utilizzando strutture e personale pubblici. Si chiedono informazioni sulla natura dell’evento, sugli invitati e sulla copertura delle spese.

Monti lo fa a pezzi in modo epico tramite un comunicato stampa, che credo valga la pena riportare per intero.

Precisazioni del Presidente del Consiglio

4 Gennaio 2012

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.