Il mio primo CCS: dentro il Polimi

tavrot3Se leggendo il titolo la reazione è stata: “il suo primo cosa?”, niente paura! Ora riassumerò in modo rozzo, informale e un po’ inesatto la faccenda.

A fine maggio 2013 sono stato eletto tra i rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Corso di Studio di Ingegneria Informatica (CCS) del Politecnico di Milano. Il CCS è l’organo che sovraintende alla didattica di un singolo corso di studio (e.g. ingegneria informatica, ingegneria elettronica, ingegneria meccanica… ogni corso ha il suo CCS) e il suo compito principale è quello di approvare il Regolamento Didattico, il documento fondamentale che “presenta” il Corso di Studio definendone gli insegnamenti, i vincoli sugli esami e tutte le regole correlate.

Il CCS è composto da tutti i docenti che insegnano in quel corso di studio, più una rappresentanza degli studenti che per legge deve essere al minimo del 15% dell’intero organo. Io faccio parte di quella rappresentanza, che non è neppure pienamente costituita: avremmo diritto a 25 rappresentanti, ma i candidati che si sono presentati sono stati appena 15.

La prima riunione dopo il rinnovo di maggio della rappresentanza studentesca è stata il 27 settembre. Per un resoconto dettagliato nel merito delle questioni vi rimando ai miei appunti presi in seduta; qui voglio parlare delle mie impressioni.

La prima cosa che ho notato è stata la scarsa partecipazione al CCS da parte dei docenti. Alle 9:00, ora per cui era previsto l’inizio della seduta, la Sala Conferenze del DEIB era sostanzialmente vuota. Nei minuti seguenti si è riempita, ma per raggiungere il numero legale abbiamo dovuto aspettare le 9:28. Tutto questo al netto di coloro che avevano “giustificato” in anticipo la propria assenza al Coordinatore e pertanto non contribuivano al calcolo del numero legale.

Il peso degli studenti è dunque molto più importante di quanto possa sembrare: nell’ipotesi più ottimistica di 25 studenti sempre presenti, su non più di una cinquantina di docenti… capite che il discorso cambia rispetto al 15% previsto per legge.

La riunione è durata circa 3 ore e 16 minuti: meno di quanto temessi, visti i 10 argomenti all’ordine del giorno.

Uno dei due argomenti principali è stata la discussione e l’approvazione del Rapporto di Riesame del Corso di Studi per AVA (Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento). Questo è stato un momento molto positivo: la questione poteva rimanere un mero adempimento burocratico, ma si è trasformata in un momento di confronto costruttivo su punti di forza e debolezza del nostro Corso di Studio sulla base dei dati raccolti grazie all’accurato e prezioso lavoro di una commissione interna composta sia da docenti sia da studenti. Senza l’obbligo (comunque pesante) dell’AVA, probabilmente non avremmo avuto a disposizione quest’occasione e questi dati.

I dati sono stati raccolti sia mediante le statistiche già naturalmente in possesso dell’Ateneo (immatricolazioni, voti, tasso di drop-out, lauree, regolarità nel corso di studi, …) sia attraverso i questionari sulla qualità della didattica sottoposti agli studenti (valutazione sui programmi dei corsi, sulla didattica, sugli esami, informazioni sul tipo di lavoro trovato dopo la laurea, ecc.).

Qui al Politecnico, infatti, la valutazione della didattica da parte degli studenti è presa molto sul serio. Mi si consenta di dire che questa cultura e questa sensibilità risultano completamente assenti nel mondo della scuola, o almeno nella mia scuola: quando noi studenti pubblicammo i risultati delle nostre “pagelle ai prof.”, ottenemmo in risposta reazioni più o meno scomposte, e articoli da parte della stampa locale che tentavano di montare lo scandalo.

Tornando al CCS, la discussione sul Rapporto di Riesame è stata ampia e articolata. Si è discusso animatamente sull’opportunità di dar più spazio agli insegnamenti specialistici rispetto a quelli “fondazionali” o ingegneristici di base. Poi, sono venuto a conoscenza dei problemi peculiari della sede distaccata di Como, che ospita anche un corso di laurea online in Ingegneria Informatica.

Il secondo, grande argomento oggetto di discussione è stato quello del numero di appelli per ogni esame. O meglio, della proposta sul numero di appelli che il CCS presenterà in Giunta di Scuola (lo so, è complicato). Senza annoiare i miei lettori con i dettagli che si trovano nel resoconto, basti dire che per la Laurea Triennale abbiamo approvato di proporre di aumentare leggermente il numero di date in cui è possibile sostenere un esame.

Nel Consiglio di Istituto del mio ex liceo l’argomento “tabù” che, se trattato, scatenava risse verbali e istinti primordiali da parte di certi simpatici personaggi era quello dei viaggi di istruzione (le gite, sì). Ho imparato subito che all’università la questione del numero di appelli è assolutamente fondamentale sia per gli studenti sia per i docenti, quindi bisogna stare attenti quando se ne parla e muoversi con molta cautela (mai quanto le gite nel mio ex liceo, però). Per questo motivo non mi addentrerò qui nel merito della questione. 😀

Per concludere, alla fine della seduta si è concordato di pubblicare i verbali del CCS sul sito dello stesso. Per quanto riguarda il Rapporto di Riesame, noi studenti abbiamo chiesto di pubblicarlo, ma prima che ciò sia possibile è necessario che esso completi il proprio iter burocratico.

Nel complesso, è stata un’esperienza positiva. Ammetto di avere ancora poca esperienza e di dover studiare un bel po’ di regolamenti e documenti ufficiali… lo farò, e spero di dare un contributo positivo nei miei prossimi due anni di mandato!

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

3 thoughts on “Il mio primo CCS: dentro il Polimi”

  1. Ciao, visto che fai parte del CCS vorrei chiederti il motivo che sta dietro alla grande frammentazione di esami per quanto riguarda la sola LM in Ing. Inf.
    Mi spiego meglio: osservando il manifesto degli studi si nota subito che la LM in Ing. Inf. si contraddistingue per il fatto che TUTTI gli esami valgono 5 CFU, cosa che porta a dover sostenere 20 esami in 2 anni, con una media di 5 esami per sessione. Ora questo mi porta a riflettere su diverse questioni:
    1) Dato l’elevato numero di corsi il numero di sovrapposizioni delle lezioni è elevato. Per cui ritengo inutile dover studiare 20 esami se poi posso frequentare le lezioni solo per 15.

    2) Se ogni esame vale 5 CFU significa che ogni settimana ci saranno un tot di ore di lezione (mi pare 4). Prendendo come esempio alcuni esami come LFC o INGSW2 si nota che in altri atenei (polito, unibo) gli stessi esami valgono fra i 9 e i 12 crediti, cosa che porta ad avere un numero di ore di lezione almeno doppio rispetto al polimi. Mi chiedo, quindi, come sia possibile garantire una preparazione altrettanto efficace avendo a disposizione meno tempo. La conclusione a cui giungo è la seguente: o si tagliano degli argomenti o si va di fretta, soluzioni che a mio avviso sono contrarie a quello che ritengo che un’università debba fare, ovvero mettere in condizione gli studenti di apprendere.

    Quali sono i tuoi pensieri al riguardo?

    1. Io sto per cominciare il secondo anno della Triennale, quindi forse non mi rendo ancora bene conto dei problemi delle Specialistiche.
      Quello che ti so dire è che la frammentazione degli esami è un problema noto, per quanto riguarda le LM. Il CCS ha nominato proprio nell’ultima seduta una commissione che si occuperà di riscrivere il Regolamento Didattico della LM in Ingegneria Informatica. Sicuramente questo sarà uno dei principali argomenti all’ordine del giorno.

      1. Ti ringrazio. Ma queste eventuali scelte immagino che si ripercuotano solamente su chi si iscrive nei prossimi anni no? Cioè spero di sbagliarmi, ma immagino che iscrivendomi quest’anno per me non cambi nulla se anche il prossimo anno venisse eventualmente riscritto il regolamento.

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