Svolta autoritaria al Liceo Einstein di Milano: genitori e studenti esclusi dai consigli di classe

Mentre la politica nazionale ci riserva delle belle sorprese, pare che la situazione nella mia ex scuola stia degenerando.

Con un provvedimento che si colloca ben oltre i confini della legalità e del buon senso, il Dirigente Scolastico Edgardo Pansoni ha convocato i Consigli di Classe senza i rappresentanti degli studenti e dei genitori. È davvero inaudito, e antidemocratico, che un dirigente impedisca ai rappresentanti eletti di svolgere il proprio ruolo istituzionale.

L’atto è in contraddizione con l’art. 5 del dlgs. 297/94 (T.U. sulla scuola), che stabilisce che facciano parte del consiglio di classe anche «due rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe, nonché due rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della classe». Per non parlare dell’art. 9 del Regolamento di Istituto della scuola. La normativa prevede che il CdC chiuso per soli docenti si possa avere solo per «esercitare le competenze in materia di coordinamento didattico e di rapporti interdisciplinari e di valutazione periodica e finale». Non è questo il caso: basta guardare l’ordine del giorno.

Le regole si rispettano solo quando fa comodo?

Vedremo se i genitori e gli studenti dell’Einstein avranno il coraggio di reagire contro questa svolta autoritaria, o se la faranno passare sotto silenzio. Da parte mia, auspico che gli uffici competenti reagiscano con fermezza contro abusi di questa portata.

Ecco la circolare della vergogna:

ConvocazioneCDC

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

5 thoughts on “Svolta autoritaria al Liceo Einstein di Milano: genitori e studenti esclusi dai consigli di classe”

  1. Caro Pietro, ho letto della circolare di Pansoni grazie alla segnalazione di mio figlio. L’unico commento che mi viene spontaneo è che anche in passato c’erano indicazioni circa la scarsa disponibilità al dialogo del dirigente nei confronti del corpo docente, mentre sembrava molto aperto nei confronti di studenti e genitori. Che sia una naturale evoluzione della sua personalità?
    Azzeccato lo spezzone da “il dittatore dello stato libero di Bananas”.
    Paola

    1. Cara professoressa (quanto tempo…!), purtroppo la disponibilità al dialogo con genitori e studenti era diventata già poca durante il mio ultimo anno di liceo. Peccato.

  2. Caro Pietro,

    abituato all’equilibrio che solitamente è la cifra dei tuoi interventi, lasciami dire che, questa volta, sono rimasto assai sorpreso dalla sostanza e dai toni della tua “denuncia” (“degenerazione”, “autoritarismo”, “circolare della vergogna”, inviti a “reagire”, invocazione degli “uffici competenti” contro gli “abusi”: dai, suvvia…). Vorrei, assai pacatamente e pro veritate, esporre le ragioni per le quali mi pare che, nella fattispecie, gli strali da te lanciati questa volta siano decisamente fuori luogo e… fuori bersaglio.

    Anzitutto, ricorderei come primo punto fermo che il “piano annuale delle attività”, recanti gli impegni del personale docente, è deliberato, a norma del CCNL (art. 28 c. 4), all’inizio dell’a.s., *dal Collegio dei docenti*. Nell’ambito di tale competenza esclusiva il nostro Collegio ha – democraticamente e liberamente – previsto, per il corrente a.s., due “tornate” di consigli chiusi (ossia alla sola presenza del personale docente) in ottobre e in marzo, e due tornate “aperte”, in novembre e in maggio.

    Tale scelta non solo è perfettamente lecita sotto il profilo giuridico, ma ha anche una sua ratio “pedagogico-didattica”: il corpo docente ha ritenuto opportuno disporre di momenti di riflessione in cui il tempo fosse in toto disponibile alla discussione e all’analisi della situazione di ogni studente, nell’esercizio proprio di quelle “competenze relative al coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari” che la norma prevede in capo al CdC “con la sola presenza dei docenti” (D.lgs. 297/94 art. 5 c. 6): nel “gergo buro-scolastico”, il punto 1 all’odg della circolare da te citata. Immagino che non sia intenzione né tua né di nessun altro negare alla discrezionalità tecnica del collegio tale libertà valutativa.
    Per inciso, posso dirti che gli altri punti all’odg sono stati marginali, e hanno costituito oggetto di discussione del tutto residuale (in effetti di libri si parlerà nei prossimi CdC “aperti”, le classi coinvolte dal “progetto tablet” sono pochissime).

    Ma abbandoniamo le considerazioni giuridiche (importantissime certo, ma non mai preminenti rispetto all’essenza del nostro agire, che si inscrive nella complessità della relazione educativa): la “chiusura” di questi incontri non può neppure in minima parte essere letta come (tentativo di) riduzione degli spazi di informazione e dialogo con le famiglie dei nostri studenti (come le tue righe lascerebbero intendere – se mi sbaglio a interpretare mi correggerai). Andiamo al di là dell’introduzione del registro elettronico (partito da febbraio), la cui efficacia nell’informare tempestivamente le famiglie degli esiti didattici di ciascun ragazzo è incontestabile. Posso dire per testimonianza diretta che la stragrande maggioranza dei miei colleghi è pienamente disponibile all’incontro e al dialogo diretto con mamme e papà, negli spazi istituzionalmente previsti ma spesso *anche al di fuori di essi*, quando necessario: vorrei dirti che anche gli insegnanti sono in gran parte mamme e papà, e ben comprendono le esigenze e, talvolta, le preoccupazioni di altre mamme e di altri papà, ossia di quelle famiglie che ci affidano i loro figli e che per ciò stesso ci stanno molto a cuore (senza che questo possa/debba comportare l’oblio della differenza dei diversi ambiti di competenza e dei diversi ruoli).

    Mi risulta – ma chiudo subito la parentesi perchè non voglio fare polemica alcuna – che una tale disponibilità non sempre sia riscontrabile presso il corpo docente di altri “blasonati” (o ritenuti tali) licei cittadini.

    Insomma, in un mondo imperfetto come quello in cui viviamo è ben lecito, e forse doveroso, illuminare con critica costruttiva gli ambiti di miglioramento. Ma ritengo che, questa volta, non sia proprio il caso.

    Un caro saluto ed un augurio di buone festività pasquali,
    Ivan Cervesato

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