Concorso per presidi: l’ennesimo EPIC FAIL targato Profumo

Il Ministero tecnico dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, presieduto dal prof. Francesco Profumo, ultimamente non ne imbrocca una giusta.

I quiz preselettivi per il Tirocinio Formativo Attivo – preparati da un team di esperti nominati da Mariastella “Tunnel” Gelmini (AHAHAHAHAH) – contenevano diverse domande sbagliate. Il MIUR è stato costretto a scusarsi e ad “abbuonare” una notevolissima parte dei quesiti affinché l’intera procedura non fosse affondata dai ricorsi. La pezza si è rivelata forse peggiore del buco, perché ciò ha comprensibilmente scatenato le ire dei candidati che avevano superato il quiz e si sono invece ritrovati superati da candidati che sarebbero stati bocciati.

Le abilitazioni nazionali per i professori universitari stanno procedendo male, anzi malissimo. Se ne sta occupando nel dettaglio la redazione di ROARS (di cui fa parte anche mio papà). Le irregolarità sono tali che è prevedibile che l’intero bando sarà disintegrato dai ricorsi amministrativi.

Ma un terzo, catastrofico fallimento si profila all’orizzonte: quello del concorso per dirigenti scolastici. Il concorso si compone di un “quiz” preselettivo – che se non superato dai candidati impedisce il proseguimento nel concorso – di due prove scritte e di una prova orale. Già il numero di domande errate e ambigue nel “quizzone” iniziale aveva fatto presagire il peggio, tuttavia la questione sembrerebbe assestata senza sostanziali conseguenze.

Il punto critico è però un altro. Per garantire equità ed imparzialità nella valutazione delle prove scritte dei candidati, si procede in questo modo: l’aspirante preside svolge la propria prova (su cui non è scritto il nome) e la inserisce in una busta grande. Scrive poi il proprio nome in un cartoncino, lo pone in una busta piccola, la sigilla, inserisce la busta piccola dentro la busta grande, che infine chiude e consegna. La commissione apre tutte le buste grandi (ma non quelle piccole), corregge e dà il voto alle prove. Solo successivamente la commissione apre le buste piccole e attribuisce i voti ai candidati. In questo modo i commissari non sanno a chi appartenga la prova che stanno correggendo.

Ma alcuni candidati lombardi si accorgono che le buste piccole sono trasparenti e che il nome del candidato è visibile in controluce anche prima di aprire la busta piccola. Il principio dell’anonimato è dunque stato violato: i candidati presentano ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, che lo accoglie (sentenza 1489 del 18 luglio 2012), annullando gli atti delle prove scritte del concorso in Lombardia.

L’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR. Il presidente del Consiglio di Stato (decreto 3218 del 3 agosto 2012) sospende temporaneamente l’efficacia della sentenza del TAR autorizzando il proseguimento del concorso.

Oggi però la Sezione Sesta del Consiglio di Stato respinge l’istanza cautelare dell’USR Lombardia (ordinanza 3295 del 28 agosto 2012), bloccando ancora il concorso. I giudici ritengono infatti:

[…] che, in relazione al merito della controversia, il rispetto del principio dell’anonimato degli elaborati nelle prove concorsuali costituisce garanzia ineludibile di serietà della selezione e dello stesso funzionamento del meccanismo meritocratico, insito nella scelta del concorso quale modalità ordinaria di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni (art. 97 Cost.) (tra gli altri, Cons. Stato, Sez. VI, 6 aprile 2012, n. 1928);

che, nella specie, tale principio non è stato rispettato; […]

La sentenza definitiva di merito sarà emessa dal Consiglio di Stato nell’udienza pubblica del 20 novembre 2012.

Non sono un giurista, ma con queste premesse credo che i giudici del Consiglio di Stato non saranno affatto clementi riguardo alla questione dell’anonimato e delle buste trasparenti. La situazione si sta trasformando in un vero e proprio disastro: 500 scuole lombarde rimarranno senza presidi in una situazione cronica e prolungata di penuria di dirigenti; inoltre, i candidati che hanno onestamente superato tutte le prove, avendo speso soldi e tempo per prepararsi e partecipare al concorso, si ritrovano raggirati e danneggiati dall’incompetenza dell’amministrazione pubblica, che non è stata in grado di acquistare delle buste sufficientemente opache.

Vi è inoltre il rischio che, sulla scia lombarda, simili ricorsi siano accolti anche nelle altre regioni italiane, demolendo, per effetto domino, l’intero concorso su scala nazionale.

Meno male che questo era il governo dei tecnici, loro sì che sono competenti, dicevano. Figuriamoci gli altri.

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

2 thoughts on “Concorso per presidi: l’ennesimo EPIC FAIL targato Profumo”

  1. Caro Pietro, la vicenda del concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici in Lombardia è incredibile. Faccio notare che gli stessi giudici del TAR scrivono nella loro sentenza (da te citata) che non c’è alcuna evidenza concreta di avvenute irregolarità (“non essendo, peraltro, emerso in concreto alcun elemento in grado di avallare l’ipotesi che la commissione giudicatrice abbia effettivamente violato la garanzia dell’anonimato” (sentenza breve TAR Lombardia N. 02035/2012 del 18/7/12).
    Annullano sulla base di una mera eventualità. Annullamento che – pare – sia stato invece negato dal TAR Emilia Romagna (per fortuna abbiamo festeggiato il 150° dello Stato unitario!).
    Ad ogni modo, sul sito http://www.appelloscuola.it chi volesse può sottoscrivere un appello. Nessuna validità giuridica, ma solo morale.
    Ciao

    1. Caro professore, da quanto ho capito anche in altre regioni (avevo letto Umbria e Calabria) ci sono stati dei ricorsi che rischiano di pregiudicare il tutto. Come procede la cosa?
      Non vedo via d’uscita, per la Lombardia: è improbabile che il Consiglio di Stato ribalti la propria decisione a novembre (ha, di fatto, già emesso un giudizio di merito) e a quel punto la sentenza diventerebbe definitiva.
      Per “rimettere in carreggiata” il concorso lombardo occorrerebbe un’apposita legge “salva-presidi” approvata dal Parlamento, ma sarebbe una decisione molto problematica e difficile da giustificare da parte del Governo (per il concorso in Sicilia del 2010 si era provveduto così – ma sappiamo che il governo precedente non si faceva troppi scrupoli…).
      Per quanto riguarda l’eterogeneità dei giudizi, è una naturale conseguenza del fatto che i tribunali amministrativi siano organizzati su base regionale (perché è così? mi sembra un approccio suicida) e che il nostro sia un sistema giuridico di civil law e non di common law, per cui le sentenze non sono vincolanti per gli altri giudici. In fase di appello tuttavia è ragionevole supporre che il Consiglio di Stato resti coerente con se stesso.

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