Oops!… I Did It Again: caro libri al liceo Einstein di Milano

Britney Spears: Oops!... I Did It AgainAncora una volta il Liceo Scientifico Einstein supera i tetti di spesa stabiliti dal Ministero dell’Istruzione sui libri di testo: spese fuori controllo per le famiglie degli studenti. I docenti trasgrediscono impunemente il budget di spesa imposto loro dal Ministero dell’Istruzione, senza che la dirigenza glielo impedisca. Nessuna notizia nemmeno dal fronte dei rappresentanti dei genitori e degli studenti.

La prima segnalazione del problema caro-libri (insieme alla denuncia del Dirigente Scolastico all’Ufficio Scolastico Regionale) sortì effetti molto positivi nell’anno successivo, ma l’effetto deterrente non è durato.

I tetti di spesa stabiliti annualmente dal Ministero dell’Istruzione per i libri di testo di ogni tipologia di scuola sono “elastici”: possono essere superati fino al 10%, ma in questo caso il Collegio dei Docenti deve fornire un’opportuna motivazione e farla approvare dal Consiglio di Istituto (D.M. 43/2012). Il Consiglio di Istituto non ha, ad oggi, approvato alcuna deroga. Comunque, due classi superano il limite ben oltre il 10% di tolleranza.

Di seguito è riportata la tabella con il costo complessivo dei libri segnalati come “da acquistare” per ogni sezione, confrontati con quelli massimi previsti dal Decreto Ministeriale. Le classi che superano il limite entro il 10% sono colorate di grigio, quelle che lo superano oltre il 10% sono colorate di rosso. Il noioso lavoro di scaricamento delle liste e di calcolo è stato effettuato da Simone Fiorentino e successivamente ricontrollato da me.

Classe 1 2 3 4 5
Max € 320,00 € 223,00 € 320,00 € 288,00 € 310,00
A € 275,90 € 129,55 € 244,85 € 204,75 € 318,15
B € 252,75 € 85,75 € 282,85 € 178,60 € 286,15
C € 339,15 € 134,55 € 319,85 € 204,35 € 334,00
D € 348,75 € 172,30 € 290,05 € 237,40 € 320,00
E € 393,60 € 130,95 € 314,45 € 277,95 € 331,80
F € 353,95 € 119,00 € 268,45 € 178,65 € 277,30
G € 348,75 € 108,85 € 259,25 € 222,05 € 283,80
H € 340,40 € 129,55
I € 337,25 € 100,95
L € 111,75
M € 106,85

11 classi superano complessivamente il limite di spesa; di queste, 2 prime lo superano di oltre il 10%. Le classi interessate sono solo prime e quinte.

La maggior parte degli sforamenti avviene nelle classi prime: questa è una bella vigliaccheria perché i “primini” e i loro genitori sono generalmente – senza offesa – quelli meno informati e che hanno meno strumenti per difendersi dagli abusi della scuola.

È così difficile capire che le disposizioni ministeriali vanno rispettate? Dinanzi a quest’ostinata e recidiva aggressione ai portafogli delle famiglie, ho denunciato oggi stesso la situazione all’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, come feci due anni fa.

Avanzai in Consiglio di Istituto, tempo fa, una proposta per la soluzione finale del problema caro-libri. Inutile dire che fu respinta.

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

9 thoughts on “Oops!… I Did It Again: caro libri al liceo Einstein di Milano”

  1. che cosa vergognosa e soprattutto inutile contando che molti libri non vengono nemmeno utilizzati. molto meglio che li compri la scuola e li dia agli studenti che poi, alla fine dell anno, li restituiscono, se poi uno si vuole comprare una copia personale va in libreria, peccato che in italia (a differeza della germania, gran bretagna e scommetto altri paesi) sia impossibile farlo.

  2. Nella mia scuola media, in una città vicina a Padova, si faceva esattamente così.
    Un esempio più unico che raro, comunque.

  3. caro pietro, bene la tua campagna moralizzatrice, però ti inviterei a fare un altro passo, con un solo esempio: se non mi sbaglio (sono un po’ di fretta…) il testo di storia adottato in 1A non è cambiato dal 2011/12 al 2012/13, ma il prezzo (dello stesso libro) è passato da 30,20 a 31,10 euro. Un aumento di 90 centesimi su 30,20 euro di partenza a me sembra più o meno un aumento del 3%, dunque il DOPPIO del tetto di inflazione programmato, assunto (risibilmente) per decreto come parametro per il calcolo degli aumenti dei tetti di spesa. Sarebbe interessante a questo punto verificare – lo lascio a te e a fiorentino, io ho già una mia idea… – se gli aumenti di prezzo di tutti i testi hanno seguito il tasso programmato di inflazione o piuttosto quello reale. Così potresti puntare l’indice accusatore 🙂 oltre che sui docenti e la presidenza della tua ex scuola, anche contro le case editrici, ree di ignorare l’inflazione valevole per decreto (che è ben altra da quella reale: ma questo a chi importa?) e magari anche contro il ministero, reo di omessi controlli sull’operato delle case editrici.
    Un saluto e, già che ci sono, complimenti per il successo agli esami…
    ciao
    ivan cervesato

    1. Grazie per i consigli 🙂
      Penso che le case editrici si trovino di fatto in un regime di oligopolio, e ciò è possibile a causa della normativa. Da quanto ho capito, i docenti possono adottare formalmente (devono?) solo i libri registrati presso il Ministero, e non qualunque testo (per esempio, dispense autoprodotte). Mi corregga pure se sbaglio, perché non ho trovato indicazioni precise su questo punto. Se il mercato dei libri di testo fosse liberalizzato, le case editrici dovrebbero competere al ribasso, avendo sperabilmente più concorrenza.
      Verificherò sicuramente i tassi – veri o presunti – d’inflazione, magari approfondirò in un prossimo articolo.
      Del resto non credo che questi consistenti sforamenti possano essere interamente giustificati da questo fattore. Il Collegio dei Docenti avrebbe inoltre potuto premurarsi di chiedere delle motivate deroghe per i ragionevoli superamenti (entro il 10%) di alcune classi; dalle informazioni che ho, non lo ha fatto. Vi è inoltre il problema ricorrente di libri eccessivamente voluminosi e costosi, usati solo in minima parte. Insomma, ce n’è per tutti 🙂

  4. caro pietro, leggerò con piacere gli esiti delle tue indagini (se e quando…). Circa le questioni che poni, a mia conoscenza non c’è un obbligo di adozione di un testo commerciale, potendo ben darsi il caso di un insegnante che usi materiale “alternativo”, magari autoprodotto (non so se conosci qualcuno che fa così…): mi piace pensare che la scuola sia luogo (anche) di “ricerca, sperimentazione e sviluppo” (DPR 276/99 art. 6), dove singoli e gruppi possano battere vie alternative. Il fatto che, nello specifico dei testi, ordinariamente questo non si faccia è connesso certo anche alla mole di tempo e fatica che richiede la scrittura di un testo, specie se organico (ammettendo che lo scrittore abbia la necessaria competenza…)
    Per quanto attiene alle “deroghe”, a me risulta che l’ultimo collegio abbia proprio deliberato in proposito: farei anche notare che forse sarebbe sensato guardare al costo pluriannuale (es: un testo adottato in prima e che vale per due anni potrebbe aumentare i costi il primo anno ma abbassarli il secondo, ecc.)
    Buone vacanze (io sono in partenza…spero lo stesso per te)
    ciao
    ic

    1. Un insegnante potrebbe quindi inserire nella lista dei libri di testo in adozione semplicemente le proprie dispense, anche se fuori dal circuito commerciale “tradizionale” e prive di ISBN?
      Per quanto riguarda le deroghe, i rappresentanti degli studenti mi hanno riferito che l’argomento “libri di testo” non è stato proprio trattato negli ultimi CdI (dei quali purtroppo non sono disponibili i verbali). Vuol dire che se l’USR interverrà le deroghe verranno approvate direttamente a settembre…
      È economicamente rischioso per lo studente anticipare in prima le spese per gli anni successivi: nei primi anni di superiori c’è un consistente “traffico” di studenti tra diverse classi o addirittura tra diverse scuole. Ad esempio, nella classe 1D (2006-2007) di cui facevo parte siamo arrivati in corso d’anno ad un massimo di 26 studenti, per scendere a 13 alla fine della seconda, poi siamo stati “smembrati”. Non so se dopo la riforma la situazione sia cambiata.
      Se uno studente si trasferisse dopo il primo anno, avrebbe comprato del materiale che non userà nel secondo anno. Inoltre la continuità didattica è stata (nel nostro caso) nulla, e questo è un altro fattore di rischio, tanto che la scuola raccomanda di non effettuare acquisti fino a settembre.
      Per questo credo che idealmente converrebbe acquistare tutti e soli i libri necessari per l’anno in corso.
      È pure vero che gli argomenti trattati dai libri sono spesso “a cavallo” tra un anno e l’altro e non seguono affatto i programmi (ma perché?), quindi non resta altra soluzione che comprare tutto il “pacchetto” e sperare in bene.
      Per fortuna sono già partito da tempo. Buone vacanze!

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