Vogliono abolire i rappresentanti di classe (e il PD è d’accordo)

Un disegno di legge sta per distruggere gli organi e le assemblee partecipative di genitori e studenti. Quasi nessuno ne parla, mentre fa molto clamore l’irrilevante “riforma del merito” del ministro Profumo.

Meme Jackie ChanQuella del rappresentante di classe è la forma di partecipazione più semplice e diretta degli studenti e dei genitori alla vita della scuola. Il rappresentante ha una duplice funzione: da una parte è eletto e coordina la componente di cui fa parte, dall’altra rappresenta gli studenti o i genitori di una classe davanti ai docenti e all’amministrazione scolastica. Nella scuola superiore l’elezione dei rappresentanti di classe è inoltre la prima esperienza di democrazia rappresentativa per gli studenti.

Ma forse non tutti sanno che il rappresentante di classe sta per scomparire.

Avevo già parlato del ddl Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche statali (ex-Aprea) in discussione alla Commissione Cultura della Camera. Tra le altre cose, il ddl abrogherebbe la figura del rappresentante di classe come la conosciamo ora. Insieme ai rappresentanti di classe spariscono anche le assemblee di classe e di istituto, che adesso sono un diritto degli studenti garantito dalla legge.

Lo statuto di ogni scuola potrebbe decidere di lasciare più o meno spazio alla voce di studenti e genitori all’interno degli organi collegiali.

Questo disegno di legge, originariamente presentato dalla deputata PDL Valentina Aprea nel 2008, poi ripetutamente affossato, riproposto e modificato, è attualmente sostenuto da una strana ammucchiata composta da PD, PDL e UDC. L’unica forza politica parlamentare che sta facendo opposizione è l’Italia dei Valori. Prenderò nota per le elezioni politiche del 2013.

In particolare il Partito Democratico, dopo una prima fase di opposizione al testo originale, sostiene di aver migliorato il ddl e ora è ufficialmente favorevole al nuovo testo, definito una buona legge. Salvo ripensamenti

Nota tecnico-parlamentare

Per non appesantire il post, e contemporaneamente non effettuare un’analisi troppo superficiale, ho separato il commento più “tecnico”, che riporto qui sotto.

Il ddl originale di Valentina Aprea è stato presentato il 12 maggio 2008 in Commissione Cultura (che fino ad aprile 2012 era presieduta dalla stessa Aprea). Da allora ha seguito un complesso iter parlamentare, sempre in Commissione, ed è stato abbinato con altri 9 disegni di legge (Napoli (2x), Frassinetti, De Torre, De Pasquale, Cota, Carlucci, Capitanio Santolini, Di Pietro).

L’ultimo testo unificato della Commissione è del 22 marzo 2012. Il 4 aprile 2012 la Camera dei Deputati assegna il ddl-mostro-di-Frankenstein alla Commissione Cultura in sede legislativa. Ciò significa che la Commissione può approvare definitivamente il testo senza coinvolgere l’intera Camera dei Deputati. Un vero e proprio bypass della normale procedura parlamentare.

Il 30 maggio Manuela Ghizzoni (PD) è eletta Presidente della Commissione Cultura in sostituzione di Valentina Aprea, che si era dimessa per entrare nella Giunta Regionale Lombarda.

La prossima riunione della Commissione Cultura, che in teoria potrebbe già approvare in via definitiva il ddl, è stata fissata per il 7 giugno.

Il ddl abrogherebbe (art. 12 del testo unificato) gli articoli del Testo Unico sulla scuola che definiscono la composizione e il funzionamento dei Consigli di Classe e il diritto di assemblea di studenti e genitori (artt. 5, 12, 13, 14, 15 del d.lgs. 297/94). Secondo l’art. 1, comma 4, del ddl, gli statuti delle istituzioni scolastiche regolerebbero l’istituzione, la composizione e il funzionamento degli organi interni nonché le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica, ivi compresi gli stessi Consigli di Classe.

L’art. 6 del ddl definisce i Consigli di Classe come articolazioni del Consiglio dei Docenti e stabilisce che la partecipazione di genitori e studenti alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe sia obbligatoria, ma non dice nulla sul diritto di assemblea né sulle modalità di costituzione della stessa rappresentanza.

L’art. 7 del ddl recita: Le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia organizzativa e didattica riconosciuta dalla legge, valorizzano la partecipazione alle attività della scuola degli studenti e delle famiglie, di cui garantiscono l’esercizio dei diritti di riunione, di associazione e di rappresentanza. Esso però non garantisce con disposizioni dettagliate le assemblee di genitori e studenti, cosa che invece fa il vecchio Testo Unico del 1994.

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

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