Manifesto per un Liceo migliore (o meno peggio, quantomeno)

Manifesto per un liceo migliore: avanza ai docenti del Liceo Scientifico Einstein di Milano alcune proposte di miglioramento per quanto riguarda la didattica, il rispetto delle regole e l’utilizzo della tecnologia.

Annunci

Gentili professori del Liceo Einstein!

In questi anni gli studenti del nostro Liceo hanno avanzato nelle sedi istituzionali alcune proposte volte a migliorare la vita scolastica, alcune delle quali sono state approvate dal massimo organo di governo della scuola, il Consiglio di Istituto. Tuttavia si sono verificate delle vistose “scollature” tra le decisioni del Consiglio e la vita scolastica di tutti i giorni. Inoltre il Consiglio non ha grandi competenze sulla didattica, che spettano in massima parte ai docenti.

Le istanze di cambiamento, per essere efficaci, devono essere recepite e fatte proprie dall’intera comunità scolastica: non vi può essere alcuna riforma epocale senza la fattiva collaborazione dei docenti.

Pertanto avanziamo alcune proposte che possono essere subito messe in atto, a costo zero, e che migliorerebbero notevolmente la qualità della vita scolastica. Non richiedono investimenti finanziari, ma qualcosa di molto più difficile: la volontà di cambiare le abitudini consolidate.

Didattica

dobbiamo […] consentire alla scuola di sviluppare – nel rispetto dell’autonomia scolastica – le capacità di rispondere con flessibilità e progetti educativi più personalizzati alle esigenze dei nostri studenti, tenendo conto che i mezzi di comunicazione e interazione dei ragazzi sono in continuo mutamento, e dunque una scuola proiettata nel futuro non può limitarsi a un’interazione unica e statica che si estrinsechi nel professore in cattedra e nello studente al banco di fronte.

Queste sono le chiarissime parole del Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, nel discorso1 tenuto a Fiuggi il 2 dicembre 2011, ospitato dall’Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola.

La lezione frontale come unico e invariato strumento di trasmissione del sapere è monotona e tediosa. Essa deve essere uno dei momenti fondamentali della lezione, ed è tanto efficace quanto è alto il livello di concentrazione dei discenti. Ma superato un certo intervallo di tempo, con lo scemare dell’attenzione essa diviene improduttiva, poiché sfrutta solo una minima parte delle potenzialità degli studenti, che potrebbero rendere molto di più.

Per questo affermiamo con forza la necessità di una fase della lezione che sia partecipativa e creativa. Ogni studente deve avere la possibilità di porre delle domande e di ottenere le risposte; è opportuno, inoltre, impostare dei veri e propri dibattiti focalizzati su determinati argomenti ritenuti importanti.

Lo studio delle materie curricolari non può ridursi, come talvolta accade nel triennio, alla memorizzazione meccanica di decine di pagine, il cui contenuto sarà ripetuto dallo studente all’interrogazione e magari dimenticato entro pochi giorni. Non ha senso! Lo studente, dopo la necessaria fase di studio della teoria, deve essere messo nelle condizioni di produrre una propria creazione, di esprimere un punto di vista critico e personale, anche in forma scritta.

La scelta dei libri di testo ricopre un ruolo decisivo per la didattica. In questo senso rappresentano esempi virtuosi le dispense scritte dagli stessi docenti con grande impegno personale, spesso distribuite liberamente su Internet o comunque a costi “calmierati” e utilizzate in sostituzione o come integrazione dei libri di testo tradizionali.

La nostra scuola da due anni realizza, per mezzo di una commissione composta da docenti e studenti, tre giorni annuali di cogestione, nella quale si svolgono conferenze, dibattiti e attività organizzate dai docenti, dagli studenti, dai genitori o da esponenti della società civile. La cogestione è un esempio di didattica alternativa che ha ottenuto risultati di alto valore grazie alla collaborazione dell’intera comunità scolastica.

Rispetto delle scelte delle famiglie

Gli studenti che si sono iscritti al nostro liceo si sono iscritti ad un liceo scientifico, più o meno “riformato”, definito sulla base delle indicazioni ministeriali.

Ebbene, che scientifico sia! Si abbia il coraggio di affermare l’indubbia preponderanza delle materie di indirizzomatematica, fisica e scienze – sul piano dell’impegno richiesto agli studenti e delle ore di studio necessarie. Gli studenti non dovrebbero mai subire un carico di lavoro tale da indurli a trascurare tali materie.

Alcuni studenti hanno scelto, in passato, di effettuare la sperimentazione del Piano Nazionale di Informatica; analogamente, per gli studenti del biennio dell’indirizzo unico riformato è previsto l’insegnamento di Matematica e Informatica. La loro scelta deve essere rispettata; l’insegnamento dell’informatica non è opzionale e deve far parte a pieno titolo del curricolo scolastico.

Più in generale, si riscontra una forte disomogeneità tra docente e docente nell’utilizzo dei laboratori. La nostra scuola ha stanziato ingenti risorse per attrezzare, rinnovare e mantenere funzionali i nostri laboratori, che rappresentano un punto di forza del Liceo. Tutti devono pertanto poter beneficiare di quest’investimento.

È inaccettabile che oggigiorno la didattica non si avvalga delle enormi potenzialità offerte della tecnologia, soprattutto in campo informatico. È come comprare un’auto costosa e procedere con il freno a mano tirato.

Regole e cittadinanza

La funzione educativa della scuola non si esaurisce nella trasmissione delle conoscenze proprie delle materie di studio. La scuola ha anche la funzione di formare degli onesti cittadini: il fallimento di questo compito ha la grave conseguenza di alimentare comportamenti socialmente riprovevoli.

L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale2 è da intendersi obbligatorio per disposizione di legge e non deve essere trascurato.

Ma l’educazione alla legalità passa anche e soprattutto attraverso l’esempio e il rispetto delle regole da parte degli stessi educatori. Più che mai questo principio è oggi disatteso.

Da una parte ci sono i docenti che non rispettano i propri doveri.
Troppe volte abbiamo visto i docenti telefonare in classe.
Troppe volte abbiamo visto i docenti effettuare prove di verifica in violazione del Regolamento.
Troppe volte abbiamo visto i docenti negare arbitrariamente lo svolgimento delle assemblee di classe, garantite per legge.

Ci sono gli studenti che violano le regole; ciò è in una certa misura fisiologico, ma la situazione diventa patologica nel momento in cui la scuola non interviene affatto, legittimando di fatto dei comportamenti irregolari. Pensiamo a quante volte si deroghi – sia in senso restrittivo sia in senso permissivo – alla procedura per la gestione dei ritardatari, che rappresenta un buon compromesso tra le esigenze di tutti, raggiunto non senza fatica.

Per mesi si è permesso ai fumatori di fumare negli spazi ove era loro esplicitamente proibito. Questo è stato un caso in cui il mancato rispetto delle regole ha danneggiato la salute di tutti.

Occorre dunque che chi ha il dovere di vigilare sul rispetto delle regole abbia il coraggio di svolgere il proprio compito senza indugi, comminando ove necessario le sanzioni previste. Al contrario, non è mai accettabile punire qualcuno per un comportamento che non fosse punibile da alcuna legge scritta nel momento in cui è stato commesso.

Ci sono poi le irregolarità commesse direttamente dalla nostra scuola. Per anni si è spacciato il contributo volontario richiesto alle famiglie come obbligatorio ai fini dell’iscrizione3, ignorando il fatto che una scuola non può elevare alcun tributo obbligatorio4 a carico delle famiglie.

I limiti di spesa per i libri di testo adottati nell’anno scolastico 2010/2011 sono stati calpestati: sulle 38 classi di allora ben 11 superavano il budget previsto, in violazione delle disposizioni ministeriali.

Una scuola che permette ciò è una scuola screditata agli occhi degli studenti: che valori potrà mai trasmettere? Se la scuola non rispetta nemmeno le regole che si auto-impone, diventa addirittura ridicola.

Troppo spesso ci siamo mascherati dietro ad un’ipocrita invocazione di flessibilità, che in certi contesti non è altro che inerzia e lassismo sotto falso nome.

Basta! Occorre che la scuola si auto-educhi per tornare in una situazione di normale legalità. È senz’altro possibile che nella vita sociale ci si imbatta in una regola ritenuta ingiusta, ma ignorarla non è il modo di affrontare il problema: bisogna adeguarsi, oppure cambiarla – esistono le sedi istituzionali per farlo.

Tecnologia

[…] perché essere preparatissimi nella propria disciplina non significa essere bravi insegnanti, abbiamo bisogno di docenti moderni, capaci di stimolare i ragazzi, di gestire le loro aspettative, anche attraverso modalità nuove, la tecnologia per esempio.

Chi parla è ancora il Ministro Francesco Profumo, intervistato5 dal Corriere della Sera il 6 maggio 2012.

La didattica può essere migliorata dall’utilizzo intensivo e diffuso della tecnologia, il che non vuol dire necessariamente spendere una montagna di denaro, ma usare in modo più intelligente le risorse che si hanno.

Un esempio virtuoso e da imitare è certamente quello dell’utilizzo di una wiki di classe (gratuita) per la condivisione di piccole dispense, appunti ed altri contenuti. In estrema sintesi, una wiki è una piattaforma web progettata per la redazione di contenuti in maniera collaborativa. L’esperimento è stato condotto con successo per due anni, a partire dalla classe quarta, nell’attuale V G: la wiki contiene allo stato attuale appunti di italiano, filosofia, storia dell’arte e traduzioni di latino. L’idea è stata promossa da un professore della classe e realizzata grazie alla collaborazione tra gli studenti. Inizialmente concepita per ospitare materiali di italiano e latino, la wiki ha progressivamente “abbracciato” i contenuti di altre materie.

Oltre che ad essere una discreta sfida sul piano informatico, la redazione di una wiki è un utile esercizio di scrittura, di creazione, di rielaborazione personale e di collaborazione tra studenti. Risponde in parte alle esigenze “creative” delineate nella prima sezione, perché ogni studente è invitato a scrivere non dei semplici “compiti a casa”, ma dei contenuti che saranno letti e migliorati dagli altri.

È stato un errore approvare il divieto di utilizzo di strumenti elettronici durante le lezioni. Durante l’attività didattica può essere molto comodo avere un dispositivo che consenta di controllare velocemente sul web le informazioni di cui eventualmente fosse necessario disporre. Tale norma va abrogata.

Le tasche e le schiene degli studenti potrebbero trarre gran beneficio dall’utilizzo degli eBook in sostituzione dei tradizionali libri di carta. I grandi classici della letteratura sono disponibili gratuitamente in pubblico dominio sul web, in diversi formati; altri libri possono essere acquistati online a prezzi ridotti, ammortizzando il costo iniziale della dotazione tecnologica. Senza contare la grande quantità di dispense di autori indipendenti disponibili gratuitamente sul web.

Nell’ottica di una didattica basata su testi digitali utilizzati sugli appositi dispositivi di lettura – ricordiamo infatti che a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 il Ministero dell’Istruzione vieta6 l’adozione di libri di testo esclusivamente cartacei – è opportuno che gli studenti abbiano la possibilità di connettersi a Internet con i propri dispositivi a scuola: pertanto la rete WiFi va resa pubblica.

Milano, 14 maggio 2012

Firmato

Pietro De Nicolao

Simone Fiorentino

Disclaimer: il manifesto riflette soltanto le opinioni personali dei firmatari, che se ne assumono l’esclusiva responsabilità. Tali opinioni non necessariamente coincidono con quelle della maggioranza degli studenti del Liceo.

Questo documento è rilasciato sotto la licenza libera
Creative Commons Attribution Share-Alike 3.0 Unported (CC-BY-SA 3.0)

1. Il testo completo del discorso di Profumo è disponibile all’indirizzo http://bit.ly/profumo-anp

2. Legge 169/2008, art. 1 (Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università), c.d. “Riforma Gelmini”.

3. Si vedano a tal proposito le circolari scolastiche n. 126/2006, 138/2007, 160/2008, 173/2009, 251/2010, 228/2011.

4. MIUR: nota prot. 312 del 20 marzo 2012.

5. L’intervista completa è reperibile all’indirizzo http://bit.ly/profumo-corriere

6. Circolare Ministeriale 18/2012 (Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2012/2013 – Indicazioni operative).

Leggi e scarica il Manifesto in formato PDF!

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

One thought on “Manifesto per un Liceo migliore (o meno peggio, quantomeno)”

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...