Abolire i voti bassi? No, non ci siamo.

Il preside del Liceo Berchet di Milano, Innocente Pessina, propone di abolire i voti sotto il 4 in sede di scrutinio: «Vorrei escludere, in sede di scrutinio, i voti inferiori al 4. I due e i tre creano troppa frustrazione nei ragazzi. Che cosa ne pensate?».

La proposta non è affatto buona. Essa propone la riduzione del range di valutazione degli studenti 1-10 ad un range più ristretto 4-10. La scelta dei primi 10 numeri naturali (zero escluso) è arbitraria ma sensata: è facile da capire e da utilizzare per tutti noi abituati al sistema decimale.

Una scala 4-10 con sei voti è anch’essa arbitraria ma del tutto controintuitiva: perché partire proprio da 4 e perché utilizzare proprio sei voti? Tanto varrebbe fare una scala 1-7, o 10-16, o 3-9, o 5-11.

I voti “tradizionali” 1-10 funzionano così: il minimo è 1, il massimo è 10, la sufficienza è 6. Ma come verrebbe operata, in sede di valutazione, la conversione alla scala 4-10? Si possono considerare due approcci: alzare al 4 tutti i voti minori, oppure riscalare proporzionalmente tutti i voti. La seconda ipotesi è esclusa perché la sufficienza è fissata per legge al 6 e tale valore non può assolutamente essere modificato.

Wave clipping
Fenomeno del "clipping" di un'onda: tutti i valori minori (o maggiori) di una certa soglia vengono "segati". Fonte: Wikimedia Commons

Allora tutti i voti minori di 4 sarebbero portati alla soglia minima del 4. I vecchi voti 1, 2, 3, 4 diventerebbero tutti, nella nuova scala, 4. Si perderebbe una parte di informazione, analogamente a quanto accade per il clipping di un’onda.

Se l’analogia non fosse sufficientemente chiara, aggiungo di seguito la tabella di conversione tra le due scale, che è piuttosto eloquente:

Scala 1-10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Scala 4-10 4 4 4 4 5 6 7 8 9 10

Si potrebbe obiettare che uno studente sarebbe meno demoralizzato da un 4 rispetto che da un 1. Ma esaminando la cosa da un punto di vista razionale, è evidente che tali voti sono entrambi i minimi rispettivamente delle scale 4-10 e 1-10. Che lo si chiami 1, che lo si chiami 4, che lo si chiami F o “paperino”, sempre minimo è: nessuno sarà mai contento di prendere il minimo dei voti. Insomma, se prendessi 100 in una scala 100-200, non avrei conseguito esattamente un risultato brillante.

Inoltre, se le scuole decidessero scale di valutazione arbitrarie, sarebbe la confusione totale sul piano nazionale e sarebbe difficile capire quanto realmente vale un voto, anche solo nelle intenzioni dei docenti. È interesse di tutti che le scuole utilizzino scale di valutazione il più possibile uniformi.

Piuttosto, occorre insistere affinché tutti i docenti utilizzino, sempre, tutta la scala 1-10. È inconcepibile che per alcuni docenti il massimo dei voti corrisponda a 9, per altri a 8.5, per altri a 8… se la scala è in decimi come dice la legge, il massimo deve essere 10 decimi. Altrimenti gli studenti migliori a cui non venisse attribuito un meritato 10 sarebbero danneggiati dal sistema dei crediti, che si basa sulla media dei voti finali e influisce sul punteggio della maturità.

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

7 thoughts on “Abolire i voti bassi? No, non ci siamo.”

  1. Il problema della valutazione è molto complesso. In fondo questo 4 “flat” è simile al modello americano di ABC (passed) D (near passed) F (fail). In cui si da una scala dettagliata della sufficienza, una chance per le insufficienze non gravi (il 5) e un’unico calderone delle insufficienze totali.

    Riguardo al non arrivare al 10 il problema è soprattutto dovuto al fatto che MANCA una effettiva regolamentazione a riguardo (o se esiste è ignorata). In università non si possono, è noto, prendere voti minori del 18. Però da noi un 30 è molto più comune di un 10 nelle università spagnole (che usano l’1-10) tanto che mi si dice di gente andata in erasmus con ottime medie e tornata con un disastro perchè la prendeva 8. Che è “ha fatto tutto giusto ma senza nessun segno di eccellenza”. Da noi distinguere tra “tutto giusto” e “Genio” a scuola è impossibile (poi, si potrebbe discutere se sia effettivamente necessario) . In università ci si salva con la lode. Tanto che ora che sto presentando documenti per i PhD vedo che di solito per informare gli altri degli effettivi valori dei voti si usa un metodo che è forzatamente empirico ma molto interessante (credo nasca in inghilterra ma non sono sicuro): dire la percentuale di studenti che raggiunge un tale voto. Così da noi un 10 in pagella in latino non sarebbe cosa molto comune (1%? ) mentre un 30 in un esame stupido all’università magari è da 50% (in tal caso però… dei passati e già qua la cosa si fa diversa in realtà)…
    insomma tu che hai una buona testina ragionaci su e vedi un po’ cosa ti viene in mente.

    E comunque in fisica se non ti interessano le code e ti serve per migliorare le caratteristiche dello strumento fare clipping non è necessariamente sbagliato 😉

    1. Capisco. Ma cambiamenti del genere non possono comunque essere decisi da delibere di una singola scuola (altrimenti è il caos), ma devono derivare da un ripensamento complessivo del sistema italiano di valutazione. E di “riforme epocali” forse ne abbiamo già avuto abbastanza 🙂

  2. ciao!
    Sono una ex-studentessa, ho finito da un po’ di anni il mio percorso scolastico e adesso lo sto affrontando in qualità di genitore..
    Innanzitutto complimenti per quello che metti nel tuo blog, davvero è sintomo di persona profonda e impegnata sotto molti punti di vista..
    per il resto sono molto d’accordo con quello che scrivi in questo post. Continua a darci le informazioni.. vorrei sapere se conosci e che cosa ne pensi delle operazioni di dimensionamento scolastico che stanno avvenendo in molte Regioni d’Italia e che hanno portato alla creazione di mega istituti anche di 2000 alunni…
    Ti lascio il link di un articolo apparso sull’Unità recentemente:

    http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/accorpare-per-ridurre-i-costi-la-scuola-vara-una-nuova-migrazione.flc

    grazie, Monica

    1. Grazie 😀 Personalmente credo che diventi problematico, per la dirigenza, gestire scuole con più di 1000 alunni. Il liceo Einstein, che frequento, da due anni a questa parte è una scuola da 900 – 1050 alunni circa e già come rappresentante di istituto talvolta faticavo a contattare il preside quando ne avevo l’esigenza. All’inizio di quest’anno non ci si muoveva più… senza contare che il nostro dirigente scolastico ha anche un altro istituto da gestire. Dunque:
      1) Se si vogliono attribuire maggiori poteri e responsabilità ai Dirigenti Scolastici (vedi ddl Aprea), è necessario un numero sufficiente di essi (1 per scuola). Non ci devono essere scuole senza dirigente.
      2) Assolutamente da abolire la prassi di istituti sparpagliati su più edifici distanti: ad ogni plesso (edificio) deve corrispondere un istituto con il proprio dirigente. Il personale che “viaggia” genera inefficienze e perdite di tempo.
      3) Le scuole devono essere correttamente dimensionate anche relativamente ai parametri di sicurezza: in una scuola da 2000 studenti diventa difficile muoversi e lavorare. Operazioni di routine come la redazione dell’orario, le elezioni studentesche o gli scrutini diventano lunghe e difficili.

  3. D’accordo sulla conclusione: alzare al 4 non va bene, per niente anzi. Tuttavia non mi trovo concorde sul ragionamento che ha portato al risultato. Prima di tutto il sistema che tu chiami tradizionale, teoricamente, è 2-10 e non 1-10 semplicemente perché se io prendo il voto massimo e il voto minimo la media necessariamente dev’essere 6, non più non meno. In ogni caso se uno prende il voto minimo, comunque lo si chiami, è sempre avvilente e frustrante non raccogliere il risultato del proprio (supposto) lavoro. Tuttavia sono dell’avviso che non bisogna alzare la quota minima semplicemente perché i soggetti peggio caproni possono permettersi di prendere 4 tutto l’anno e impegnarsi alla fine per passare: questa secondo me è la cosa più inammissibile e controversia che ci possa essere; se uno fa il 30% si merita 3 e non 4. Dunque sarà necessario, per l’alunno che al primo inciampo sa ricominciare a correre, impegnarsi subito per andare meglio alla verifica successiva e non, ribadisco, a quella finale o le ultime due.

    1. Boh, sulla questione del voto minimo neanche la normativa (Legge 169/08) è chiarissima: dice solo che i voti sono espressi in decimi. Ho posto come minimo 1 perché nella nostra scuola il POF stabilisce così: in effetti la tua osservazione ha molto senso, bisognerebbe poter recuperare il minimo voto con il massimo voto.

    2. Sinceramente io ho sempre pensato che il voto dovesse esser dallo 0 al 10 dove lo zero veniva generalmente abbuonato per bontà di patria. Infatti l’idea della sufficienza messa a 6 parte dall’idea che uno dovrebbe fare meglio della mediocrità (ossia la media che è 5). uno con un egual numero di voti massimi e minimi NON viene promosso. altrimenti secondo il tuo ragionamento il voto minimo per un esame universitario sarebbe 6/30 (per avere media max/min18 ) e per la maturità 20 60: è vero che sono casi in cui non si danno voti non sufficienti, ma resta secondo me di base l’idea di dover dare “più del 50%”. La cosa ha senso anche con quanto dice Pietro della legge 0/10 è un valore in decimi assolutamente ammissibile.

      Sono invece d’accordo con te sulla storia del fare media: a causa di una lettura poco attenta avevo chissà come mai pensato che la storia del livellare a 4 si riferisse ai voti in pagella. In tal caso secondo me potrebbe avere un senso (non penso che poi in fase di decisione di bocciatura si facciano poi tante differenziazioni dall’avere un 3 o un 4.. un 5 invece credo cambi abbastanza). I compiti in classe, invece, si recuperano e fanno media per cui ha senso dare (0) 1 2 3 …

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