Roma 2020: una ragionevole rinuncia

Immagine tratta da "il Post" e rielaborata.

Questo pomeriggio il governo Monti ha detto no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020 (e sì a Valsoia :-D). Infatti, come affermato dal Presidente del Consiglio Mario Monti, «non ci sentiamo di prendere un impegno finanziario che potrebbe gravare in misura imprevedibile negli anni a venire».

È una decisione di assoluto buon senso: sarebbe stato del tutto irresponsabile assumere degli impegni che avremmo avuto difficoltà a mantenere; già per l’Expo 2015 a Milano i lavori procedono a rilento e i fondi scarseggiano. Soprattutto se si chiedono sacrifici alla popolazione, non è possibile sperperare prezioso denaro pubblico per iniziative senz’altro meritorie ma superflue. Anzi, invece di lanciarsi in imprese dal dubbio esito, occorre ridimensionare le proprie ambizioni, effettuare tutti i tagli meno dolorosi e utilizzare le risorse in modo intelligente e trasparente.

Nella realizzazione di “grandi eventi” o “grandi opere” in Italia il costo inizialmente preventivato può tranquillamente raddoppiare o triplicare, a vantaggio delle varie “cricche” a cui sono stati affidati i lavori, mediante procedure di urgenza assolutamente non concorrenziali e opache (come per la ricostruzione dell’Aquila) o appalti più o meno truccati; basta guardare qualche puntata di Report o aver letto le recenti cronache giornalistiche per rendersene conto. E dopo aver letto i nomi dei membri del comitato promotore ho cominciato a rabbrividire. Un tale divario preventivo/consuntivo renderebbe inaffidabile un’eventuale stima costi/benefici, poiché entrambi i termini del confronto sarebbero assai incerti, se non aleatori.

Monti ha quindi evitato l’ennesima figuraccia internazionale, nonché una spesa pubblica ingente e inquantificabile, dai dubbi effetti sull’economia. Non mi rende felice sapere che la nazione non sia in grado di mantenere degli impegni internazionali, semplicemente lo constato: e se non siamo in grado di mantenere degli impegni, è meglio non assumerli proprio.

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

2 thoughts on “Roma 2020: una ragionevole rinuncia”

  1. Hai ragione, Pietro: avere rinunciato alla faraonica candidatura è una buona notizia. Restiamo in fiduciosa (?) attesa di altre rinunce virtuose, dall’inutile TAV all’ignobile acquisto dei 130 F35 (quanti miliardi? 15?). Sperare – d’altronde – non costa nulla. Ciao, ic

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