Una brillante analisi del berlusconismo

Pubblico di seguito un articolo scritto il 13 novembre 2011 da Luigi Luca Borrelli.

Silvio Berlusconi da giovaneDe Bortoli disse che gli storici sarebbero stati con Silvio Berlusconi meno duri di quanto non lo siano stati i giornalisti e la cronaca. Il direttore del Corriere ha certamente ragione, ma le motivazioni non vanno cercate tanto nella persona in questione, semmai nel lavoro stesso e nella natura della storia: chi la studia è costretto a prendere nota di un susseguirsi inesausto di malati e massacratori tra i quali un uomo come Berlusconi risulta persino decoroso in quanto molto limitato nello spazio e nel tempo. Inoltre egli non ha inventato nulla: la corruzione non è invenzione sua. La maleducazione non è invenzione sua. La demagogia non è invenzione sua. Il conflitto di interessi non è una sua invenzione. Il fazionismo non lo è. La pornocrazia nemmeno.

Chissà che qualcuno non provi ad innalzarlo a Superuomo di Nietzsche: ha piegato in due un paese di disinformati riuscendo alla perfezione nell’intento di gestire al meglio le proprie aziende e i propri dolorosissimi problemi giudiziari. È giusto che lasci la scena politica dicendo di essere fiero di ciò che ha fatto: è riuscito persino ad evitare il carcere, cosa per la quale anche un Craxi ha necessitato di una fuga. Lodi e controlodi. Assurde figure internazionali a raffica. Premier e cittadini d’altrui paesi sgomenti e increduli. Italiani onesti rassegnati.

Qualche liberal-liberista ha cercato di difenderlo: per la verità a me pare che abbia fatto poco anche per la parte ricca e produttiva del paese (tanto è vero che persino Confindustria ha dovuto “scaricarlo”).
I suoi sostenitori dicono che abbia fatto male ad una sinistra invidiosa che non ha fatto altro che odiarlo: in realtà Berlusconi ha fatto forse più male alla destra italiana (ormai pressoché scomparsa sotto i suoi tacchi), tanto è vero che il Paese ancora oggi vive di questa alienazione da lui prodotta, di una errata e assai pericolosa identificazione destra-berlusconi sinistra-contro berlusconi.
Ci vorranno almeno trent’anni per ripulirci del modello che il berlusconismo ha portato : alzare la voce o il dito medio, insultare l’avversario, far deragliare le problematiche nei telegiornali pilotati, drogare gli italiani con divertimenti sessuali o sportivi per evitare di discutere di un paese che va a rotoli.

Grinta da vendere, personalità sfiancante senza eguali, ma è anche vero che moltissimi, praticamente tutti, lo hanno seguito per i suoi soldi: quando un politico dispone di una capitale di tale questione, l’ascesa è con evidenza più semplice. Andreotti, Craxi, Almirante, Berlinguer, Cossiga, nessuno dei grandi politici italiani ha avuto a disposizione nemmeno un decimo di quello che Berlusconi avrebbe potuto bruciare senza problemi. Pertanto è errato considerare Berlusconi un grande nell’arte della politica pura. Si è comprato un partito nel quale ha comandato allo stesso modo con cui un proprietario comanda una azienda, e di fatto questa è la notivà rispetto ai dinosauri della I Repubblica: ha portato l’aziendalismo in politica. L’incapace, insignificante, irritante opposizione italiana non è praticamente mai riuscita a buttarlo giù.

Ad ogni modo non è con lui che l’Italia colta, che paga le tasse, educata e pensante deve prendersela, quanto semmai perlomeno con i ceti popolari che lo hanno sostenuto. È stato forse il più funzionale demagogo italiano sceso in politica nell’ ultimo mezzo secolo, quello che meglio ha saputo interpretare il panem et circenses in un paese profondamente mediterraneo e decaduto dove i verba contano più dei facta. Ha fatto disperare un paese intero talmente tanto da far rimpiangere un partito come La Democrazia Cristiana.

Spero vivamente di ritrovarmi a seguire i corsi di Storia Contemporanea con Berlusconi assunto già nell’inevitabile corso di quel che è stato e non di quel è. Detto questo chiedo scusa per la mia incursione nel secolo e me ne torno tra problematiche romano-orientali-puniche.

Buona Domenica a tutti.
(Luigi Luca Borrelli)

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Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

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