Una wiki per la classe: un interessante esperimento didattico

Da un anno la nostra classe usa una wiki per appunti e materiale didattico. Ecco i risultati.

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L’idea di utilizzare una wiki di classe come piattaforma di apprendimento collaborativo non è nuova, ma vorrei parlare di un esperimento che mi riguarda da vicino. La nostra classe ha attivato ormai da un anno una propria wiki (link) sulla piattaforma Wikidot, dove raccogliamo appunti di varie materie. Avendo collaborato a Wikipedia, che è un progetto davvero ammirevole, sono incuriosito dalle applicazioni delle wiki anche in ambito didattico.

Ci siamo appoggiati a Wikidot, una piattaforma estremamente interessante, soprattutto per le wiki “educational“. Infatti la piattaforma permette di creare un sito pubblico, privato o con accesso ristretto e personalizzato con un qualsiasi numero di membri, ha 5 GB per i file, il supporto per le formule matematiche LaTeX (vedi matematica), note a pié di pagina, struttura ad albero, menu di navigazione, template, liste dinamiche di pagine, navigazione criptata, ecc.

L’idea di creare un sito del genere proviene dal nostro prof. di lettere. Infatti il lavoro più interessante è stato quello fatto sul latino. Al posto di tradurre ognuno tutti i brani, ci siamo spartiti (chi più, chi meno) le versioni da tradurre. Il risultato è una serie di testi latini con traduzione affiancata e note di analisi a pié di pagina (esempio). È possibile predisporre le pagine in modo che la grafica resti separata dai testi e che l’inserimento delle traduzioni sia molto semplice. L’elenco delle traduzioni è automatico e non va aggiornato ogni volte che si crea una nuova pagina nel giusto namespace (esempio). Con questo sistema abbiamo tradotto brani dell’Eneide di Virgilio, del De Catilinae coniuratione di Sallustio, alcune odi di Orazio e dei passi di Seneca.

Ci sono appunti teorici di italiano, latino, storia dell’arte. L’altro lavoro significativo è stato però quello della filosofia del quarto anno: abbiamo trascritto gli appunti della nostra prof. sul sito (si veda ad esempio Leibniz). Ciò comporta dei vantaggi:

  • Si mettono in bella copia gli appunti presi in classe, per di più in comodo formato elettronico (a prova di cattiva grafia!). E se li perdi? Nessun problema: li ristampi!
  • Gli appunti sono condivisi con tutti.
  • Grazie a successive riletture, modifiche e integrazioni, si correggono le reciproche lacune e si giunge a una versione comune e definitiva, che è migliore degli appunti degli studenti presi singolarmente.

Ovviamente il gioco funziona fintantoché gli studenti collaborano tra loro e hanno tempo sufficiente per star dietro al sito. Altrimenti esso rischia di diventare un deposito di spezzoni incompleti, completamente inservibili. Non si pensi di poter inserire sul sito ogni cosa che si fa in classe: è necessario concentrarsi su poche materie o su argomenti selezionati.

Devo dire che la wiki, da quando è stata creata, ci è stata molto utile. Quasi tutti studiano sugli appunti sul sito, quando sono ben fatti. Il problema maggiore è però il poco tempo a disposizione e la scarsa collaborazione; del resto in classe non siamo tantissimi. Forse la riforma Gelmini, con le sue “classi pollaio”, renderà più fruttuosi questi esperimenti: avere 30 studenti invece che 18 fa una bella differenza. 😀

Un altro piccolo ostacolo è stato quello di dover usare il wikitesto; infatti quasi tutti sono abituati ad usare editor WYSIWYG come Word (orrore!). Però almeno le cose più semplici si imparano in fretta, e comunque esiste una toolbar di formattazione.

In definitiva, la wiki può essere uno strumento decisivo per migliorare l’apprendimento della classe. Può però funzionare solo se gli studenti sono disponibili ad utilizzare parte del proprio tempo per i compagni (investimento che poi è ampiamente ripagato). Non è strettamente necessario che il progetto sia seguito da un docente: infatti soltanto il prof. di lettere ha seguito le sezioni di italiano e latino, mentre per gli appunti di altre materie (ad es. filosofia) ci siamo mossi in autonomia. Ci deve però essere qualcuno che sappia gestire tecnicamente il sito.

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

4 thoughts on “Una wiki per la classe: un interessante esperimento didattico”

  1. Io avrei implementato in maniera diversa il sistema. All’università ogni professore ha una sua pagina, con un suo forum, e con una sua sezione dove mettere esercizi, sondaggi, anche esercitazioni a casa online, e il professore interagisce direttamente con gli studenti per chiarimenti o altre informazioni. Il wiki è un pò troppo statico e restrittivo per i miei gusti

    1. Ma la situazione è diversa, dunque anche la soluzione è diversa. 🙂
      Al liceo la maggior parte dei professori interagisce poco online, la cosa di cui abbiamo bisogno è uno spazio gestito quasi solo dalla classe in cui gli studenti condividano i propri appunti.

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