Sfilata di moda al Liceo Parini di Milano: modernità o aberrazione?

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità. (Ec 1, 2)

Sfilata di moda al Liceo Classico "Giuseppe Parini" di MilanoLo storico Liceo Classico “Giuseppe Parini”, in pieno centro di Milano, ha ospitato ieri (Corriere) una vera e propria sfilata di moda. L’iniziativa è stata della stilista Chiara Boni. Sono state scelte venti “modelle” pariniane più altre 10 esterne.

Ora 18, inizia la sfilata. Accompagnamento musicale a cura dei «Kaiserfall», band della scuola. Le ragazze scendono un po’ tese (ma si sciolgono poco a poco), come intermezzi ci sono i brani (tratti dal «Piacere» di D’Annunzio, da Goldoni, dal «Manifesto futurista», da una lettera di Pietro Verri alla figlia) recitati dai compagni. In cortile, il resto del liceo assiste allo show da due schermi al plasma.

Sarò uno zotico, ma non comprendo appieno il collegamento con la letteratura. Andiamo avanti.

Pare che l’iniziativa sia stata approvata con una maggioranza risicatissima sia dal Consiglio di Istituto, sia dai genitori. I dati vanno presi con le pinze perché non sono riuscito a trovare i verbali, e come è noto non ci si può fidare del Corriere quando parla di scuola. Cosa vuol dire “nulla osta dei genitori”? Del Comitato genitori, dell’Assemblea dei genitori, dei genitori in Consiglio di Istituto? Non è dato saperlo; ma non è questo il punto.

«Una piccola manifestazione di buon gusto e cultura», commenta il preside Carlo Arrigo Pedretti, visibilmente soddisfatto. «Ma questo è il Parini» e racconta di aver accettato la proposta di Chiara Boni perché «volevo svecchiare l’immagine del liceo classico e del mio in particolare». Analisi finale: «Questa iniziativa è un esempio della vita che va avanti, una proposta di riflessione sulla moda e sull’estetica».

Quando ho letto la notizia, sono inorridito. Chiunque mi conosca sa che non ho mai preso posizioni “bacchettone”. Ma la sola idea di trasformare una scuola in una passerella per sfilate di moda mi turba nel mio intimo. Non accetterei mai che l’Einstein promuovesse una sfilata di moda tra le studentesse mie coetanee, con l’approvazione del Consiglio di Istituto, del preside e dei genitori. Mi vergognerei a votare una cosa del genere. A proposito, i rappresentanti degli studenti in Consiglio di Istituto che cosa dicono?

Per non parlare degli “illustri” ospiti. Daniela Santanché? Salvatore Ligresti? Ci rendiamo conto di che personaggi siano costoro!?

Secondo il preside, la sfilata sarebbe un’idea per svecchiare la scuola. Posto che effettivamente la scuola è in molti suoi aspetti anacronistica, per “svecchiarla” bisogna intervenire pesantemente sulla didattica di tutti i giorni, proponendo dei nuovi metodi di insegnamento che integrino e sostituiscano almeno in parte la lezione frontale, che mostra gravi limiti. Gli studenti dell’Einstein hanno per due anni proposto la cogestione: per tre giorni all’anno studenti ed insegnanti insieme propongono delle idee per avvicinare la scuola al mondo della cultura, della scienza e della società civile in modo diverso dalle consuete lezioni curricolari. È certamente più difficile innovare la scuola che organizzare una sfilata di moda per una sera, ma presidi e insegnanti sono professionisti pagati anche per questo. Se questa è l’idea di modernità proposta dal prof. Pedretti, io mi tengo volentieri il vecchiume, grazie.

Quali sono i valori (parola abusatissima) che trasmette questo modello di scuola? È giusto essere disposti a tutto pur di guadagnare un articolo sulle pagine del Corriere di Milano, ad utilizzare le studentesse per un’operazione di marketing? È più importante per la scuola apparire o fare qualcosa di veramente importante per i propri studenti, magari ignorati dalla stampa?

La scuola deve essere “alla moda” per avvicinarsi ai giovani? No, questa è una solenne idiozia. La scuola deve essere giusta, sincera, onesta e umile. L’essere conta più dell’apparire.

Voi che cosa ne pensate?

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

9 thoughts on “Sfilata di moda al Liceo Parini di Milano: modernità o aberrazione?”

  1. Un liceo come il Parini, austero e tradizionale, deve confrontarsi con le realtà di oggigiorno. Ecco perché l’iniziativa della sfilata di moda assume, pur con contorni che potrebbero sembrare aberranti in un edificio scolastico, l’idea di collegamento ideale tra mondo della bellezza culturale e bellezza estetica. Considerare la moda aberrante e ridicola, specie in quella Milano che è Capitale europea del fashion (così come informa Trip Advisor) e la seconda città più importante per la moda dopo Parigi, è una posizione estremamente bacchettona. Che poi si voglia disquisire negativamente sui convenuti è un altro conto, ma estraniarsi nel prestigio di una scuola che come tutte soffre per una riforma scolastica è un atteggiamento inutile. Chissà invece che questa innocente sfilata non sia una giusta iniziativa per congiungere due mondi spesso troppo divisi.

    1. Non considero la moda in sé aberrante e ridicola, considero aberrante e ridicolo trasformare una scuola in una passerella. Una ragazza maggiorenne, anche liceale, può decidere liberamente che lavoro fare.
      Altro è invece che la scuola proponga determinati modelli, il che presuppone una precisa scelta educativa.

  2. Abbiamo scritto anche noi un post, perché come educatori, artisti, donne e uomini che hanno a che fare con la scuola, troviamo questa iniziativa grave, molto.

    Appena ho un attimo cerco di inserire un link al tuo post.
    Ciao.
    Oliviero

  3. Mi stupisco ogni giorno, con tutto quello che accade, di come io riesca ancora a sdegnarmi. Evidentemente il mio liceo classico è stato un buon liceo. Al preside del Parini faccio un bel marameo: mio figlio, che quest’anno finisce la terza media, non lo iscrivo lì di sicuro.

  4. P.S. Ho cercato di scrivere un messaggio sul blog del Liceo Parini, ma invano. Sono un’incapace, o piuttosto le complicazioni per iscriversi sono deliberate?
    Mi viene quasi il sospetto, viste le frequentazioni della scuola, che il preside si stia portando avanti con la legge bavaglio.

    1. Ti riferisci al forum dei genitori? Io non penserei male… spesso e volentieri i siti delle scuole sono incasinati, difficili da utilizzare e poco mantenuti.

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