La guerra dei profilattici 2 – La cronaca

Cronaca completa della “guerra dei profilattici”, che ha impegnato per quasi 12 mesi me, il Preside, il Consiglio di Istituto, i genitori, i docenti, l’Ufficio Scolastico Regionale e ultimamente la stampa.

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Credo che sia opportuno dare un resoconto ordinato e coerente dell’iter della famosa proposta di installazione di alcuni distributori di preservativi ed assorbenti nei bagni del Liceo Scientifico “Albert Einstein” di Milano. È un conflitto che ha coinvolto me, gli studenti, i docenti, i genitori, il Preside, il Consiglio di Istituto, l’Ufficio Scolastico Regionale e ora anche la stampa. La questione si è trascinata per quasi un anno e ha comportato reazioni spropositate rispetto all’importanza della proposta, trasformandosi in un vero conflitto di competenza istituzionale tra Preside, Consiglio di Istituto e Collegio Docenti.

Come ho sempre sostenuto, questo dramma collettivo che occupa inutilmente le nostre energie potrebbe essere risolto semplicemente rispettando la volontà della maggioranza, anche se legittimamente sgradita da altri.

Ecco dunque i fatti. Ho linkato tutti i documenti ufficiali pubblici, in modo che la maggior parte delle affermazioni siano verificabili.

  • Maggio 2010: gli studenti rappresentanti in Consiglio di Istituto (tra cui me) propongono l’«installazione di alcune distributrici di preservativi e di assorbenti nei bagni degli studenti all’interno dell’Istituto, chiarendo che rientra in una campagna promossa dalla LILA (Lega italiana per la lotta contro l’Aids), che si tratterebbe di un servizio gratuito (le distributrici sono del tutto meccaniche e non hanno bisogno quindi di alimentazione elettrica) e che lo scopo della proposta è contribuire all’educazione dei giovani alla propria e altrui sicurezza.» (Dalla delibera del Consiglio di Istituto). Niente costi per la scuola, niente energia elettrica necessaria, recesso possibile in qualsiasi momento.
  • 22 maggio 2010: il Comitato Genitori (l’assemblea dei rappresentanti di classe) «è favorevole a tale iniziativa che ritiene rientri nella funzione formativa della scuola nell’ambito del progetto salute/educazione sessuale» (dal verbale del Comitato Genitori).
  • 25 maggio 2010: La proposta è esaminata in Consiglio di Istituto; i consiglieri si esprimono variamente. «Il Ds dichiara che, nel caso la proposta della LILA venga approvata dal CdI, sospenderà l’esecuzione della delibera fino a quando non avrà acquisito il parere dell’avvocatura dello Stato ovvero fino a quando non avrà ottenuto l’autorizzazione da parte dei competenti organi superiori. Al termine della discussione, il presidente sottopone alla votazione la proposta di installare 3 distributori di preservativi e assorbenti al 1°, 2° e 3° piano del Liceo. La proposta è approvata con 10 voti a favore e 4 contrari.» (Sempre dalla delibera del Consiglio di Istituto). Con l’approvazione del Consiglio di Istituto, organo di indirizzo politico della scuola, la questione parrebbe conclusa. In verità, è appena cominciata.
  • 29 maggio 2010: parte dal Dirigente Scolastico una richiesta all’Ufficio Legale dell’Ufficio Scolastico Regionale sulla legittimità della delibera del Consiglio.
  • 7 ottobre 2010: la risposta dell’USR arriva al Dirigente Scolastico, ma sarà resa nota al Consiglio solo il 27 gennaio 2011 (più di 3 mesi dopo).
  • 17 gennaio 2011: Il Comitato degli Studenti (l’assemblea dei rappresentanti di classe) richiede esplicitamente al Dirigente Scolastico l’esecuzione di alcune delibere del Consiglio di Istituto, tra cui l’installazione dei distributori.
  • 27 gennaio 2011: in Consiglio di Istituto (verbale) sono all’Ordine del Giorno le “delibere pregresse”, su richiesta degli studenti. Il Dirigente Scolastico legge la risposta dell’USR. Essa dice, tra l’altro, che «la determinazione assunta dal Consiglio d’Istituto non parrebbe contraria a disposizioni sostanziali e procedimentali talché possa ritenersi palesemente illegittima» e che essa è stata «assunta dall’Organo collegiale nell’ambito delle sue proprie competenze e nell’esercizio delle facoltà allo stesso attribuite dalla vigente normativa». Seguono dei consigli e delle indicazioni di merito affinché l’installazione sia accompagnata da un’opportuna campagna di informazione (ma come vedremo, il Collegio Docenti non recepirà quest’indicazione).
  • 8 febbraio 2011: il Collegio dei Docenti esprime (9 mesi dopo la delibera del Consiglio di Istituto) parere contrario sull’iniziativa. «La proposta di adesione alla campagna della LILA viene posta in votazione e respinta con 34 voti contrari, 16 a favore e 13 astenuti» (dal verbale del Collegio Docenti). Come si deduce da sopra, tale parere non è affatto vincolante perché la competenza sulla questione è del Consiglio di Istituto (lo dice l’USR).
  • 16 aprile 2011: il Comitato Genitori discute nuovamente della questione, riflettendo sul conflitto apertosi, e «accetta la proposta del consigliere Zambetti di presentare in Cdi una nuova delibera sulla questione, facendo riferimento alla mancata adesione del Collegio Docenti al progetto come motivazione per la non installazione dei distributori» (dal verbale del Comitato Genitori).
  • 17 aprile 2011: dopo aver invano tentato di convincere il Preside ad applicare la delibera, per sbloccare la situazione invio un’email all’Ufficio Scolastico Provinciale, all’Ufficio Scolastico Regionale e al Ministero dell’Istruzione (nella speranza che almeno uno di questi mi risponda) segnalando l’inadempienza del Preside. Per conoscenza invio la mail anche al Preside stesso e al Consiglio di Istituto.
  • 19 aprile 2011: la Giunta Esecutiva (senza che io abbia nemmeno dovuto chiederlo) mette all’Ordine del Giorno del successivo Consiglio di Istituto l’esecuzione della delibera del 25 maggio 2010.
  • 2 maggio 2011: seduta del Consiglio di Istituto. Il Preside legge in Consiglio un suo Decreto Dirigenziale che illustra le motivazioni della disapplicazione della delibera: (in sintesi) l’installazione dei distributori rientra nella programmazione didattica nella scuola e come tale deve essere inclusa nel POF; ma solo il Collegio Docenti può scrivere e approvare il POF. Faccio notare che la delibera originaria non prevedeva alcuna modifica al POF, ma la semplice installazione di tali distributori. Alcune attività, come l’educazione sessuale per le seconde (Edusex) non sono incluse nel POF e vengono comunque effettuate. Alcuni consiglieri fanno notare che la delibera è stata assunta da un precedente Consiglio di Istituto, che poi si è rinnovato; essa potrebbe non esprimere il parere degli attuali consiglieri. Altri consiglieri ritengono inutile votare di nuovo, altri ritengono che il parere del Collegio sia comunque vincolante; perciò annunciano la loro astensione. Si procede dunque ad una votazione per abrogare la delibera del 25 maggio 2010. La proposta di abrogazione è respinta con 2 favorevoli, 8 contrari e 8 astenuti. La delibera è confermata e ancora valida.
  • 3 maggio 2011: arriva dall’USR la risposta alla mia email del 19 aprile (non so se posso pubblicarla integralmente, quindi non lo faccio). La risposta cita l’art. 14, comma 7, del D.P.R. 275/1999: «I provvedimenti adottati dalle istituzioni scolastiche, fatte salve le specifiche disposizioni in materia di disciplina del personale e degli studenti, divengono definitivi il quindicesimo giorno dalla data della loro pubblicazione nell’albo della scuola. Entro tale termine, chiunque abbia interesse può proporre reclamo all’organo che ha adottato l’atto, che deve pronunciarsi sul reclamo stesso nel termine di trenta giorni, decorso il quale l’atto diviene definitivo. Gli atti divengono altresì definitivi a seguito della decisione sul reclamo.» Aggiunge che, una volta definitiva, la delibera del Consiglio può essere impugnata con ricorso giurisdizionale al TAR o con ricorso straordinario al Capo di Stato rispettivamente entro 60 e 120 giorni. Tali termini sono evidentemente scaduti per la delibera del 25 maggio 2010: quindi essa è definitiva. Evidentemente l’USR mi dà ragione.
  • 4 maggio 2011: City (senza che io abbia contattato alcun giornalista) pubblica un articolo sulla questione preservativi, in modo piuttosto preciso e accurato.

Continua…

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

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