Sulla valutazione dei docenti

Mia valutazione sulla proposta del MIUR sulle due proposte di introduzione del merito nelle scuole.

QuestionarioIn questi giorni fa molto discutere la proposta datata 18 novembre 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di avviare nelle scuole delle province di Torino, Napoli, Pisa e Siracusa, su base volontaria, due sperimentazioni del merito. Considerato che l’anno scorso noi studenti del L.S. Einstein di Milano avevamo osato valutare i docenti, con esiti a dir poco nefasti, vediamo cosa propone il Ministero.

Progetto sperimentale per la valutazione delle scuole

Le scuole saranno valutate prendendo in considerazione:

  • il livello di miglioramento degli apprendimenti degli studenti, individuato attraverso i test INVALSI;
  • una serie di indicatori (rapporto scuola-famiglia, rapporto scuola-territorio, gestione delle risorse, livelli di abbandono…) verificati da un team di osservatori esterni composto da un ispettore e da due esperti indipendenti che, al termine delle attività, proporranno una relazione complessiva.

Sulla base dei risultati ottenuti verrà formulata da una Commissione tecnica regionale una graduatoria finale.
Alle scuole che si collocheranno nella fascia più alta sarà assegnato un premio (fino ad un massimo di 70mila euro) da destinare esclusivamente al personale effettivamente impiegato nell’istituto durante il periodo di sperimentazione.

L’idea è interessante, ma presenta dei punti critici:

  • Se una scuola fosse già al top, e dunque non fossero riscontrabili significativi miglioramenti nei risultati degli studenti, già bravissimi, la scuola verrebbe penalizzata, perché il “livello di miglioramento degli apprendimenti” (cioè il delta) sarebbe uguale a zero.
  • Le risorse da destinare esclusivamente al personale: assolutamente NO! È un’iniziativa assurda per un Ministro che si dichiara contrario ai finanziamenti a pioggia. In una stessa scuola, mediamente ottima, ci possono essere insegnanti bravissimi e alcuni incapaci. Questo sistema di valutazione distingue tra scuole, non tra insegnanti. Dunque assegnare il premio al personale non ha senso: va assegnato alla scuola, con la destinazione esclusiva di spese di investimento (nuovi laboratori, informatizzazione, sperimentazioni a livello di istituto).

Progetto sperimentale per premiare i docenti migliori

In ogni scuola verrà costituito un “nucleo” composto dal Dirigente scolastico, da due docenti eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di Istituto in qualità di osservatore. Il “nucleo” avrà il compito di valutare i docenti che hanno aderito volontariamente alla sperimentazione.
La valutazione farà riferimento a due elementi:

  • curriculum vitae;
  • documento di valutazione.

In aggiunta a questi elementi il nucleo dovrà considerare anche i risultati di indagini realizzate per rilevare l’apprezzamento dei docenti da parte dei genitori e degli studenti. Sperimentare l’utilizzo di indicatori dell’apprezzamento da parte di genitori e studenti costituisce un elemento qualificante della sperimentazione, poiché rende la valutazione più completa, significativa e soprattutto non autoreferenziale.
Gli insegnanti meritevoli saranno individuati e premiati entro aprile/maggio 2011.
Una quota del 30% consentirà, inoltre, di rafforzare l’azione dell’INVALSI ed estendere ad altre materie e livelli scolastici l’utilizzo di test per la valutazione degli apprendimenti.

Innanzitutto la composizione del nucleo di valutazione mi lascia seriamente perplesso: perché il genitore presidente del Consiglio di Istituto non ha diritto di voto, e perché non è prevista la partecipazione degli studenti a questo organo?

Positiva invece la valutazione del CV e di un documento di autovalutazione di ciascun docente. Più importanti ancora le indagini tra studenti e genitori, le famigerate pagelle dei prof. È questo punto che fa davvero la differenza tra una valutazione e una finta valutazione, perché sono gli studenti a stare in aula ogni giorno con i propri professori e a saperli valutare meglio e nel dettaglio.

Certo è che questo progetto lascia un’enorme e pericolosa discrezionalità al nucleo di valutazione, composto da sole tre persone (forse facilmente influenzabili?), nella definizione dei criteri di valutazione e dei quesiti delle indagini. Il Ministero avrebbe fatto meglio a definire delle griglie e dei questionari standard, in modo da rendere le valutazioni il più uniformi possibili tra le scuole del territorio.

C’è anche da dire che la meritocrazia non deve soltanto premiare, ma anche punire. Infatti, con questo sistema i docenti peggiori, che non hanno l’interesse di migliorare e di percepire un’ulteriore mensilità, ma semplicemente quello di tirare a campare, potrebbero andare avanti tranquillamente a rovinare i propri studenti senza perdere né guadagnare nulla.

Detto questo, non sono aprioristicamente contro una forma di valutazione: secondo me vale la pena di sperimentare soprattutto la valutazione dei docenti, rilevarne i problemi e proporre dei miglioramenti. Per come è formulata ora la proposta, nessuno avrebbe da perderci. Sarei comunque contrario alla messa a regime della proposta as is, per le obiezioni sopra sollevate.

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

1 thought on “Sulla valutazione dei docenti”

  1. «Positiva invece la valutazione del CV e di un documento di autovalutazione di ciascun docente. Più importanti ancora le indagini tra studenti e genitori, le famigerate pagelle dei prof. È questo punto che fa davvero la differenza tra una valutazione e una finta valutazione, perché sono gli studenti a stare in aula ogni giorno con i propri professori e a saperli valutare meglio e nel dettaglio.»

    Io, invece, sono molto perplessa su questo punto. Ne ho scritto qualcosa già due estati fa: http://marisamoles.wordpress.com/2009/06/24/i-voti-ai-prof-mah/

    Sono fermamente contraria al progetto del MIUR per la sperimentazione del merito perché non poggia su basi solide e gli strumenti di valutazione sono alquanto discutibili. Prova ne sia anche la ferma opposizione di molte scuole alla proposta, tanto ferma e diffusa da mettere in seria difficoltà la Gelmini che ha già esteso la proposta ad altre province, dopo il fallimento in quelle cui era destinato il progetto all’inizio. Anche su questo ho scritto diversi post, prendendo in esame anche l’opinione di un esperto come Giorgio Israel che la pensa più o meno come me.

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