Le panzane del Corriere

Il Corriere di Milano racconta un mucchio di panzane su una nostra attività studentesca.

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Sul Corriere di Milano del 22 febbraio 2010 è apparso un articolo, firmato Benedetta Argentieri, titolato: “Su Facebook i voti degli studenti ai prof.”. Lo commento punto per punto.

LA POLEMICA

Su Facebook i voti degli studenti ai prof

Il preside dello Scientifico Einstein: oggi le «pagelle» in bacheca. Malumore tra i docenti: «Non c’è rispetto»

Già il titolo è superficiale e approssimativo: l’iniziativa non si è svolta su Facebook, che è stato solo un mezzo di comunicazione per raggiungere gli studenti. I risultati dello scrutinio, scritti su un’apposita tabella cartacea, vengono consegnati dai rappresentanti di classe ai quattro rappresentanti d’istituto, che si occuperanno della redazione del “tabellone finale”. I dati non sono ancora interamente pervenuti, quindi le pagelle non possono essere state pubblicate oggi, né tanto meno lo saranno domani o dopodomani. Il preside è stato meramente informato dell’iniziativa, che è e resta interamente studentesca.

MILANO – Doveva essere un’iniziativa riservata. Una valutazione degli studenti per giudicare «pregi e difetti degli insegnanti ». Insomma, un gioco.

Un gioco un cavolo: è un’iniziativa approvata dal Comitato Studentesco del 29 gennaio e che ha degli scopi più che seri!

Invece, da questa mattina, al liceo scientifico Einstein le pagelle ai professori saranno esposte in bacheca. «Appena si è saputo che stavamo dando i voti ai docenti su Facebook, il preside ha chiesto che i risultati fossero resi pubblici», spiegano i ragazzi.

Intanto vorrei sapere quali “ragazzi” hanno asserito una cosa simile. Il preside i dati non li ha, che cosa avrebbe pubblicato? Da quanto mi risulta, poi, il preside non ha avanzato tali richieste agli studenti. L’unica cosa che ci ha chiesto è stato il verbale del Comitato, che gli abbiamo fornito proprio oggi.

E non senza polemiche, visto che «molti di loro si sono sentiti offesi e hanno protestato». Già, non è bello trovarsi dall’altra parte della cattedra: «Il nostro compito è giudicare e non venire giudicati», sottolineano alcuni insegnanti. Reazione inutile. E appunto, oggi, per molti di loro sarà il giorno della «verità».

Quali insegnanti? Quale “giorno della verità”? Mi sembra più che altro il “giorno delle falsità”…

Pagelle ai prof. Un’iniziativa comune a molti istituti. Il primo è stato il liceo classico Berchet. Poi è venuto il Carducci e quindi l’Einstein.

Ok.

Questa volta, però, gli studenti volevano fosse un «segreto». Una cosa tra loro.

Nel senso che non avremmo coinvolto gli insegnanti nell’iniziativa, ma ovviamente i risultati saranno pubblicati. Se no che ce ne facciamo?

«Una classe aveva un’idea molto precisa di un insegnante: spiegava male, non era efficiente», racconta Francesca, al terzo anno. Qualcuno «voleva andare dal dirigente e lamentarsi. Ma poi un rappresentante ha avuto l’idea: e se paragonassimo la nostra sensazione con quella degli altri?». Ed ecco che è partita un’email sul social network. Allegata, una scheda con una griglia da compilare durante un’assemblea di classe. «I voti vanno decisi tramite discussione, qualora non si raggiungesse un accordo condiviso, ogni studente proporrà un voto e si farà la media matematica», si legge. Con una raccomandazione: «Evitare leggerezze e dispetti». Altrimenti si rischia di «pregiudicare l’intero lavoro». Tutti i voti «sono anonimi», quindi nessun rischio di ritorsione da parte degli insegnanti. Insomma, un «lavoro serio». Da consegnare entro sabato 13 febbraio, cioè l’ultimo giorno prima della vacanze di Carnevale.

Qui cita il messaggio inviato agli studenti su Facebook. Va bene.

Ma tenere nascosto un progetto del genere è molto difficile. Soprattutto se sono coinvolte 25 classi e quasi 800 studenti.

La Relazione illustrativa della Giunta Esecutiva al Programma Annuale E.F. 2010 dice invece che ci sono 895 studenti suddivisi in 38 classi. Uno scarto rispettivamente dell’11% e del 34% rispetto ai valori esatti.

Pochi giorni dopo il via, la voce è arrivata al corpo docente. Tanto che «ne è stato discusso in consiglio di istituto», spiegano i ragazzi.

Chi sono questi fantomatici ragazzi dispensatori di balle? Ero presente al Consiglio di Istituto, mi è stata fatta una domanda sull’argomento ma ho risposto di non voler ufficializzare la questione, che era e resta solo un affare studentesco. Quindi l’argomento non è per niente stato discusso!

Da qui la decisione del preside, Edgardo Pansoni, di «rendere pubblici i risultati».

Il Dirigente Scolastico non mi ha informato di questa sua presunta intenzione. Comunque non vedo come egli possa pubblicare dati non in suo possesso.

E il conseguente malumore dei professori. «Tanti si sono lamentati con i propri studenti, hanno detto che era necessario più rispetto per il loro lavoro. Ma il nostro obiettivo non è minare la loro credibilità, bensì dare spunti interessanti per, magari, migliorarsi». Senza contare che all’inizio nessuno doveva scoprirlo, «doveva essere un gioco».

Tanti, quanti? Chi parla?

Benedetta Argentieri
22 febbraio 2010

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

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