Scuole in rosso: l'Einstein resiste!

Le scuole sono in rosso, ma il Liceo Einstein di Milano, nonostante i tagli, resiste.

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Da tempo si leggono notizie (riporto il Fatto, ScuolaOggi, La Repubblica) che riportano che le scuole sono in grave difficoltà a pagare anche i servizi essenziali, a causa di enormi crediti, meglio detti “residui attivi”, da riscuotere presso il Tesoro.

Secondo Manuela Ghizzoni, Capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, il credito che le scuole vantano nei confronti dello Stato ha raggiunto complessivamente la cifra esorbitante di un miliardo di euro (sì, proprio 109 €!).

Ma cosa fa il ministero? Con la nota 9537 del 2009-12-14 dice questo:

I finanziamenti non vincolati dovranno essere impegnati al perfezionamento dell’obbligazione giuridica (es. contratto collettivo integrativo d’istituto, contratti di supplenza breve, contratti di servizio per la pulizia dei locali, ecc…).
Si segnala l’opportunità di applicare l’avanzo di amministrazione presunto, nell’entità pari al fondo di cassa al netto dei residui passivi, per far fronte ad eventuali deficienze di competenza.
L’avanzo di amministrazione determinato da residui attivi di competenza di questa Direzione Generale, va inserito opportunamente nell’aggregato “Z – Disponibilità da programmare”, fino alla loro riscossione.

Tradotto dal burocratese, vuol dire che le scuole non possono utilizzare i soldi dovuti dallo Stato, non ancora incassati (residui attivi), e  che devono “arrangiarsi” senza, con quello che hanno: l’avanzo di amministrazione degli anni precedenti (cioè il surplus finanziario degli anni precedenti).

Per cosa? Per coprire le spese di funzionamento, cambiando la destinazione originale di quelle somme, violando ogni regola! L’avanzo di amministrazione è infatti composto in gran parte dai contributi volontari che le famiglie versano alle scuole. Tale disposizione contraddice pertanto quanto affermato dal Ministero in precedenza, cioè che “eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria”, e che “non è dunque consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico”. Insomma, i contributi delle famiglie, che prima servivano per arricchire l’offerta formativa, ora possono essere usati anche per coprire le spese ordinarie di funzionamento (supplenze brevi, Esame di Stato…), poiché il Ministero ha “congelato” i finanziamenti agli istituti.

Le scuole sono costrette ad anticipare i soldi delle famiglie per coprire delle spese che poi lo Stato dovrà (presumibilmente) rimborsare. E per fortuna che esistono i contributi volontari delle famiglie, altrimenti molti istituti sarebbero andati incontro ad un vero e proprio crack finanziario.

La situazione economica del nostro Liceo Einstein, per fortuna, non è drammatica come quella di altri istituti, avendo accantonato nei periodi di vacche grasse un’ingente ed esagerata quantità di denaro. Da un avanzo di 475.012,66 € registrato il 1° gennaio 2009, siamo scesi a 321.759,96 € registrati il 1° gennaio 2010. Questo cambiamento di rotta nella politica finanziaria della scuola (a mio avviso più che giusto!) è dovuto anche all’avvento del nuovo Preside prof. Edgardo Pansoni, subentrato in data 1° settembre 2009 alla prof. Maria Sebastiana Spoliti, che aveva guidato l’Istituto per ben 24 anni (dal 1985).

Bene, passiamo ad esaminare i nostri crediti nei confronti dello Stato (altresì detti residui attivi). Dal Programma Annuale 2010, approvato dal Consiglio di Istituto del 10 febbraio 2010, risultano ben 107.768,70 € nell’aggregato Z (“Disponibilità finanziaria da programmare”). Sono tutte somme che lo Stato ci deve e che non abbiamo ancora riscosso. Di tutti questi residui attivi, 75.687,80 € sono attribuiti all’Esercizio Finanziario 2009, mentre i restanti 32.080,90 € “resistono” e “invecchiano” addirittura dagli esercizi precedenti!
Questi soldi, come ho già detto, non sono programmabili e sono di fatto inutilizzabili fino alla loro riscossione.

Come avrete forse indovinato, la nostra ricchezza (e la nostra sopravvivenza…) dipende in larga parte dal contributo volontario delle famiglie, che ammonta a 120 € annui, per 895 studenti; se tutti pagassero, l’introito per questo Esercizio Finanziario sarebbe di 107.400 €. Beh, più o meno ci siamo: nel “pre-consuntivo” 2009 le somme accertate provenienti dalla voce “contributi famiglie non vincolati” ammontavano a 117.695,00 € (e gli studenti erano un po’ di più); per l’Esercizio Finanziario 2010 sono programmati 102.000,00 €.

Viene allora da chiedersi se la scuola pubblica sia ancora tale, visto che il funzionamento degli istituti dipende necessariamente dai contributi delle famiglie degli studenti. Miei cari Gelmini e Tremonti, rendete il dovuto.

Autore: pietrodn

Sono nato nel 1993 e studio Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Amo leggere, programmare, costruire cose. Nella mia vita sono stato un Wikipediano e ho fatto parte del Consiglio di Istituto della mia scuola che è il Liceo Scientifico "Albert Einstein" di Milano. I miei interessi spaziano dall'informatica nelle sue diverse espressioni fino alla politica universitaria e a tutte le cose che possono definirsi geek.

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