Archivio

Posts Tagged ‘valutazione’

Le prove INVALSI non possono essere valutate sul registro

15 maggio 2012 1 commento

Crystal Clear mimetype vectorgfxDomani nelle scuole superiori italiane si svolgeranno le prove INVALSI. Le prove dovrebbero servire a valutare il sistema scolastico, ma possono essere usate dai prof. per valutare i propri studenti?

Proprio oggi uno studente dell’Einstein mi ha posto una domanda simile, e francamente non ho saputo rispondergli. Poi mi sono imbattuto in un articolo dell’Unione degli Studenti (che si oppone fermamente a tali prove) che a sua volta linka all’informativa 2012 dell’INVALSI. Ne parla anche skuola.net.

Spiegherò brevemente la questione attenendomi ai testi normativi. L’INVALSI, nella somministrazione delle prove, richiede una massiccia quantità di dati personali degli studenti che deve trattare come previsto dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).

Continua a leggere…

Abolire i voti bassi? No, non ci siamo.

14 aprile 2012 7 commenti

Il preside del Liceo Berchet di Milano, Innocente Pessina, propone di abolire i voti sotto il 4 in sede di scrutinio: «Vorrei escludere, in sede di scrutinio, i voti inferiori al 4. I due e i tre creano troppa frustrazione nei ragazzi. Che cosa ne pensate?».

La proposta non è affatto buona. Essa propone la riduzione del range di valutazione degli studenti 1-10 ad un range più ristretto 4-10. La scelta dei primi 10 numeri naturali (zero escluso) è arbitraria ma sensata: è facile da capire e da utilizzare per tutti noi abituati al sistema decimale.

Una scala 4-10 con sei voti è anch’essa arbitraria ma del tutto controintuitiva: perché partire proprio da 4 e perché utilizzare proprio sei voti? Tanto varrebbe fare una scala 1-7, o 10-16, o 3-9, o 5-11. Continua a leggere…

Scuole superiori: ci si può fidare della classifica della Fondazione Agnelli?

9 aprile 2012 5 commenti

Agli inizi di aprile 2012 la Fondazione Agnelli ha rilasciato una vera e propria classifica delle scuole superiori della Lombardia. Siccome i dati INVALSI del Ministero dell’Istruzione non sono pubblici, le scuole sono state valutate in base a due indicatori rappresentativi della performance universitaria degli studenti usciti da una data scuola: “il profitto (media dei voti agli esami) e la velocità (numero di crediti conseguiti rispetto a quelli dichiarati come impegno annuale)”. Questi due indicatori vengono poi normalizzati e mediati, e vanno a costituire il ranking secondo il quale sono ordinate le scuole della classifica.

Con metodi statistici (non chiarissimi) tale ranking “grezzo” viene “depurato” di vari fattori come la tipologia dello studente, il territorio, le differenze fisiologiche tra diversi indirizzi: si ottiene così il rank effetto scuola, che permetterebbe di valutare il “merito” di ogni singola scuola. Le scuole vengono comunque ordinate secondo il rank “grezzo”.

I dati si riferiscono all’anno accademico 2007/2008 e a quello successivo, quindi all’offerta formativa scolastica del 2006 (6 anni fa).

Possiamo fidarci di questa classifica?

Continua a leggere…

Sulla valutazione dei docenti

5 gennaio 2011 1 commento

QuestionarioIn questi giorni fa molto discutere la proposta datata 18 novembre 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di avviare nelle scuole delle province di Torino, Napoli, Pisa e Siracusa, su base volontaria, due sperimentazioni del merito. Considerato che l’anno scorso noi studenti del L.S. Einstein di Milano avevamo osato valutare i docenti, con esiti a dir poco nefasti, vediamo cosa propone il Ministero.

Progetto sperimentale per la valutazione delle scuole

Le scuole saranno valutate prendendo in considerazione:

  • il livello di miglioramento degli apprendimenti degli studenti, individuato attraverso i test INVALSI;
  • una serie di indicatori (rapporto scuola-famiglia, rapporto scuola-territorio, gestione delle risorse, livelli di abbandono…) verificati da un team di osservatori esterni composto da un ispettore e da due esperti indipendenti che, al termine delle attività, proporranno una relazione complessiva.

Sulla base dei risultati ottenuti verrà formulata da una Commissione tecnica regionale una graduatoria finale.
Alle scuole che si collocheranno nella fascia più alta sarà assegnato un premio (fino ad un massimo di 70mila euro) da destinare esclusivamente al personale effettivamente impiegato nell’istituto durante il periodo di sperimentazione.

L’idea è interessante, ma presenta dei punti critici:

  • Se una scuola fosse già al top, e dunque non fossero riscontrabili significativi miglioramenti nei risultati degli studenti, già bravissimi, la scuola verrebbe penalizzata, perché il “livello di miglioramento degli apprendimenti” (cioè il delta) sarebbe uguale a zero.
  • Le risorse da destinare esclusivamente al personale: assolutamente NO! È un’iniziativa assurda per un Ministro che si dichiara contrario ai finanziamenti a pioggia. In una stessa scuola, mediamente ottima, ci possono essere insegnanti bravissimi e alcuni incapaci. Questo sistema di valutazione distingue tra scuole, non tra insegnanti. Dunque assegnare il premio al personale non ha senso: va assegnato alla scuola, con la destinazione esclusiva di spese di investimento (nuovi laboratori, informatizzazione, sperimentazioni a livello di istituto).

Progetto sperimentale per premiare i docenti migliori

In ogni scuola verrà costituito un “nucleo” composto dal Dirigente scolastico, da due docenti eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di Istituto in qualità di osservatore. Il “nucleo” avrà il compito di valutare i docenti che hanno aderito volontariamente alla sperimentazione.
La valutazione farà riferimento a due elementi:

  • curriculum vitae;
  • documento di valutazione.

In aggiunta a questi elementi il nucleo dovrà considerare anche i risultati di indagini realizzate per rilevare l’apprezzamento dei docenti da parte dei genitori e degli studenti. Sperimentare l’utilizzo di indicatori dell’apprezzamento da parte di genitori e studenti costituisce un elemento qualificante della sperimentazione, poiché rende la valutazione più completa, significativa e soprattutto non autoreferenziale.
Gli insegnanti meritevoli saranno individuati e premiati entro aprile/maggio 2011.
Una quota del 30% consentirà, inoltre, di rafforzare l’azione dell’INVALSI ed estendere ad altre materie e livelli scolastici l’utilizzo di test per la valutazione degli apprendimenti.

Innanzitutto la composizione del nucleo di valutazione mi lascia seriamente perplesso: perché il genitore presidente del Consiglio di Istituto non ha diritto di voto, e perché non è prevista la partecipazione degli studenti a questo organo?

Positiva invece la valutazione del CV e di un documento di autovalutazione di ciascun docente. Più importanti ancora le indagini tra studenti e genitori, le famigerate pagelle dei prof. È questo punto che fa davvero la differenza tra una valutazione e una finta valutazione, perché sono gli studenti a stare in aula ogni giorno con i propri professori e a saperli valutare meglio e nel dettaglio.

Certo è che questo progetto lascia un’enorme e pericolosa discrezionalità al nucleo di valutazione, composto da sole tre persone (forse facilmente influenzabili?), nella definizione dei criteri di valutazione e dei quesiti delle indagini. Il Ministero avrebbe fatto meglio a definire delle griglie e dei questionari standard, in modo da rendere le valutazioni il più uniformi possibili tra le scuole del territorio.

C’è anche da dire che la meritocrazia non deve soltanto premiare, ma anche punire. Infatti, con questo sistema i docenti peggiori, che non hanno l’interesse di migliorare e di percepire un’ulteriore mensilità, ma semplicemente quello di tirare a campare, potrebbero andare avanti tranquillamente a rovinare i propri studenti senza perdere né guadagnare nulla.

Detto questo, non sono aprioristicamente contro una forma di valutazione: secondo me vale la pena di sperimentare soprattutto la valutazione dei docenti, rilevarne i problemi e proporre dei miglioramenti. Per come è formulata ora la proposta, nessuno avrebbe da perderci. Sarei comunque contrario alla messa a regime della proposta as is, per le obiezioni sopra sollevate.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 766 follower

%d bloggers like this: