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Miracle Silvio
Print more money… infinite money! Problem?
Peggio di Scilipoti non si può… o forse sì, con l’Udc
Domenico Scilipoti è un deputato italiano, che era stato eletto nel 2008 alla Camera con l’Italia dei Valori, partito di opposizione rispetto al Governo Berlusconi IV.
Con l’approssimarsi del voto di fiducia al Governo, Scilipoti forma il Movimento di Responsabilità Nazionale insieme a Bruno Cesario e a Massimo Calearo. Tali deputati, tutti provenienti dall’opposizione, passano a concedere il proprio voto, decisivo, a favore del Governo Berlusconi. Con l’ingresso di altri deputati, “traghettati” nelle file della maggioranza, verrà poi fondato il gruppo alla Camera “Iniziativa Responsabile”, in rappresentanza del nuovo partito ”Popolo e Territorio”.
Credeva di essere il più scaltro del Parlamento, lui. Eggià, proprio il più furbo di tutti.
Ma non aveva fatto i conti con l’Udc.
Problem, Berlusconi?
Una brillante analisi del berlusconismo
Pubblico di seguito un articolo scritto il 13 novembre 2011 da Luigi Luca Borrelli.
De Bortoli disse che gli storici sarebbero stati con Silvio Berlusconi meno duri di quanto non lo siano stati i giornalisti e la cronaca. Il direttore del Corriere ha certamente ragione, ma le motivazioni non vanno cercate tanto nella persona in questione, semmai nel lavoro stesso e nella natura della storia: chi la studia è costretto a prendere nota di un susseguirsi inesausto di malati e massacratori tra i quali un uomo come Berlusconi risulta persino decoroso in quanto molto limitato nello spazio e nel tempo. Inoltre egli non ha inventato nulla: la corruzione non è invenzione sua. La maleducazione non è invenzione sua. La demagogia non è invenzione sua. Il conflitto di interessi non è una sua invenzione. Il fazionismo non lo è. La pornocrazia nemmeno.
Chissà che qualcuno non provi ad innalzarlo a Superuomo di Nietzsche: ha piegato in due un paese di disinformati riuscendo alla perfezione nell’intento di gestire al meglio le proprie aziende e i propri dolorosissimi problemi giudiziari. È giusto che lasci la scena politica dicendo di essere fiero di ciò che ha fatto: è riuscito persino ad evitare il carcere, cosa per la quale anche un Craxi ha necessitato di una fuga. Lodi e controlodi. Assurde figure internazionali a raffica. Premier e cittadini d’altrui paesi sgomenti e increduli. Italiani onesti rassegnati.
Qualche liberal-liberista ha cercato di difenderlo: per la verità a me pare che abbia fatto poco anche per la parte ricca e produttiva del paese (tanto è vero che persino Confindustria ha dovuto “scaricarlo”).
I suoi sostenitori dicono che abbia fatto male ad una sinistra invidiosa che non ha fatto altro che odiarlo: in realtà Berlusconi ha fatto forse più male alla destra italiana (ormai pressoché scomparsa sotto i suoi tacchi), tanto è vero che il Paese ancora oggi vive di questa alienazione da lui prodotta, di una errata e assai pericolosa identificazione destra-berlusconi sinistra-contro berlusconi.
Ci vorranno almeno trent’anni per ripulirci del modello che il berlusconismo ha portato : alzare la voce o il dito medio, insultare l’avversario, far deragliare le problematiche nei telegiornali pilotati, drogare gli italiani con divertimenti sessuali o sportivi per evitare di discutere di un paese che va a rotoli.
Grinta da vendere, personalità sfiancante senza eguali, ma è anche vero che moltissimi, praticamente tutti, lo hanno seguito per i suoi soldi: quando un politico dispone di una capitale di tale questione, l’ascesa è con evidenza più semplice. Andreotti, Craxi, Almirante, Berlinguer, Cossiga, nessuno dei grandi politici italiani ha avuto a disposizione nemmeno un decimo di quello che Berlusconi avrebbe potuto bruciare senza problemi. Pertanto è errato considerare Berlusconi un grande nell’arte della politica pura. Si è comprato un partito nel quale ha comandato allo stesso modo con cui un proprietario comanda una azienda, e di fatto questa è la notivà rispetto ai dinosauri della I Repubblica: ha portato l’aziendalismo in politica. L’incapace, insignificante, irritante opposizione italiana non è praticamente mai riuscita a buttarlo giù.
Ad ogni modo non è con lui che l’Italia colta, che paga le tasse, educata e pensante deve prendersela, quanto semmai perlomeno con i ceti popolari che lo hanno sostenuto. È stato forse il più funzionale demagogo italiano sceso in politica nell’ ultimo mezzo secolo, quello che meglio ha saputo interpretare il panem et circenses in un paese profondamente mediterraneo e decaduto dove i verba contano più dei facta. Ha fatto disperare un paese intero talmente tanto da far rimpiangere un partito come La Democrazia Cristiana.
Spero vivamente di ritrovarmi a seguire i corsi di Storia Contemporanea con Berlusconi assunto già nell’inevitabile corso di quel che è stato e non di quel è. Detto questo chiedo scusa per la mia incursione nel secolo e me ne torno tra problematiche romano-orientali-puniche.
Buona Domenica a tutti.
(Luigi Luca Borrelli)
Parlerò alla Camera, ma anche no. Cribbio.
Sic transit gloria mundi
Napolitano: nessuna incertezza sulle dimissioni di Berlusconi
Quasi come se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avesse letto il precedente post. Infatti il mio timore era proprio questo: che Berlusconi approfittasse del tempo residuo per raccogliere una qualche maggioranza e riattaccarsi per sempre alla poltrona.
Visto la non eccellente performance dello spread BTP-Bund (e della Borsa di Milano), Napolitano chiarisce che Berlusconi se ne andrà a casa, senza ombra di dubbio. In effetti mi sembra l’unico modo sensato di rassicurare i mercati in evidente stato di panico. Se possedessi BTP non mi fiderei delle “dimissioni a termine” di Berlusconi, posto che ormai la sua parola vale meno di zero.
Per cui pare evidente che se Berlusconi tentasse qualche “trucchetto”, il PdR sarebbe pronto a sciogliere le Camere e dunque indire le elezioni politiche anticipate.
Ecco il comunicato della Presidenza della Repubblica (il grassetto è mio):
“Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, fugare ogni equivoco o incomprensione”
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, che ha oggi toccato livelli allarmanti, nella mia qualità di Capo dello Stato tengo a chiarire quanto segue, al fine di fugare ogni equivoco o incomprensione:
1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;
2) sulla base di accordi tra i Presidenti del Senato e della Camera e i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni;
3) si svolgeranno quindi immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per dare soluzione alla crisi di governo conseguente alle dimissioni dell’on. Berlusconi;
4) pertanto, entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti.
Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza.
Berlusconi è finito? No, è più pericoloso che mai
Da pochi minuti, sul sito del Quirinale:
Il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato una volta compiuto l’adempimento dell’approvazione della Legge di Stabilità
Spero che nessuno, specie i parlamentari dell’opposizione, dia credito a quest’ultima dichiarazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
È chiaramente una tattica per prendere tempo e “convincere” altri parlamentari a “rimpolpare” le file della maggioranza. Se aspettiamo, altri Scilipoti colmeranno quel lievissimo vantaggio di voti alla Camera a favore del fronte della sfiducia.
Berlusconi è stato molto furbo: temo che non pochi (anche a livello internazionale) crederanno alle sue parole, contenti in cuor loro. In questo modo incasserà il sì alla legge di stabilità, poi urlerà al mondo “Ho una maggioranza!” e forse ce l’avrà davvero per il motivo sopra descritto.
È già successo un’altra volta: nell’autunno-inverno 2010, dopo le defezioni di FLI, la maggioranza era a pezzi e Berlusconi praticamente spacciato. Con la scusa dell’approvazione della Finanziaria si è rimandato il voto sulla mozione di sfiducia alla Camera fino a metà dicembre. Il 14 dicembre 2010 il governo Berlusconi IV si è salvato di 3 voti: 314 contro 311.
Non diamogli tempo. Sconfiggiamo questo governo ora che lo possiamo fare. Sfiducia ora.










