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Posts Tagged ‘Roberto Formigoni’

Aiutate FORmigoni, sta FORtwittando come un FORsennato

14 novembre 2012 Lascia un commento

FORmaglioneUn appello a tutti i sinceri avversari politici di Roberto Formigoni, che lo hanno sempre criticato ma che in fondo gli vogliono bene: aiutatelo! Si sta rendendo ridicolo davanti a tutti su Twitter.

La situazione è molto grave: ha cominciato ad aggiungere il prefisso FOR ad ogni parola: FORgiacca, FORmaglione, FORsciarpa, FORtwitteroni (?!?). Intervenite presto!

 

 

Il doppio incarico abusivo di Valentina Aprea

23 febbraio 2012 4 commenti

L’on. Valentina Aprea detiene illegittimamente due incarichi pubblici costituzionalmente incompatibili, e non presenta le dovute dimissioni.

Valentina Aprea è stata membro della Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia e del Pdl ininterrottamente dal 1994 ad oggi. Nell’attuale legislatura (dal 2008) ricopre l’importante ruolo di Presidente della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera. Avevo già parlato degli effetti nefasti che il suo disegno di legge sulla riforma degli organi collegiali della scuola avrebbe, se approvato.

Il giorno 8 febbraio 2012 il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni la nomina nella Giunta Regionale; in Lombardia sta portando avanti un ddl regionale che ricalca le linee generali del ddl 953 alla Camera. Ma l’incarico, ai sensi dell’art. 122 della Costituzione, è incompatibile con il mandato parlamentare:

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Aprea ha annunciato le sue dimissioni dalla Camera dei Deputati e dalla Presidenza della Commissione, senza però, in effetti, rassegnarle.

Ricordo che Valentina Aprea non è un deputato qualunque, ma un presidente di una Commissione parlamentare, e in virtù del suo incarico ha alle sue dipendenze degli esperti legislativi, una segreteria e un’auto blu con autista. Risorse che risultano sprecate: evidentemente non potrà assicurare un’assidua presenza e un lavoro costante in entrambe le posizioni. Peraltro lo stesso Formigoni nel sito sbandiera l’incarico “a tempo pieno” dei nuovi membri di Giunta. Sono d’obbligo le dimissioni dalla Camera.

Ma cosa succede se un deputato per legge incompatibile non si dimette? Dovrebbe intervenire la Giunta per le elezioni, l’organo della Camera che delibera in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei deputati. Ma il procedimento, che è regolato dagli artt. 15, 16 e 17 del Regolamento della Giunta, è lungo e macchinoso. Il deputato deve  rendere conto entro 30 giorni del suo nuovo incarico; poi un Comitato interno alla Giunta esaminerà entro sei mesi (!) per i casi di incompatibilità la sua posizione con una “delibazione preliminare” e poi svolgerà un’apposita istruttoria in contraddittorio (!) e solo dopo l’istruttoria avanzerà la proposta alla giunta. Se la Giunta delibera l’incompatibilità, entro 30 giorni il deputato deve scegliere tra i due incarichi; trascorso inutilmente tale termine, è dichiarato decaduto dalla Camera.

Spero che non debba essere portato a termine l’intero procedimento e che l’on. Aprea si dimetta spontaneamente da un incarico ormai abusivo!

Ad listam

Sembra che, nel Consiglio dei Ministri che si sta svolgendo in queste ore, il governo abbia intenzione di varare una cosa del genere.

  1. Il diritto all’elettorato attivo e passivo è preminente rispetto alle formalità. (…)
  2. Ci sono 24 ore di tempo, a partire dall’accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale.
    Ma, udite udite, solo per Lombardia e Lazio (chissà perché?), le 24 ore non partono dall’accettazione delle liste (che peraltro in Lazio non c’è neanche stata), ma dall’approvazione del decreto.
  3. Con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste. Quindi per depositare una lista non sarà necessario consegnarla agli uffici competenti, ma sarà sufficiente dimostrare di essersi introdotti dell’edificio, sede di tale ufficio. Interessante!

Stavolta non riesco a scherzare su un provvedimento del genere: non riuscirei a dire nulla di più originale… questo è il capolavoro di Ghedini!

Vezzosi orpelli

2 marzo 2010 1 commento

[...] certi timbri e certi orpelli non sono affatto indispensabili a certificare la volontà degli elettori che hanno firmato la mia lista, e che è perfettamente chiara. Sono in gara e vincerò la gara.
(Roberto Formigoni – La Repubblica, 2010-03-02)

Un semplice “Me ne frego” sostituisce respiratori e vezzosi orpelli con cui le donnette arricchiscono il paese della sterlina.
(Fascisti su Marte – Wikiquote)

Lo definirei un film molto educativo!

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Buono scuola, ovvero come eludere la Costituzione

17 febbraio 2010 2 commenti
Roberto Formigoni e Silvio Berlusconi

Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, e Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Ho trovato sul sito di Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del PRC, questo interessante documento, che vi invito a leggere: “Il finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia. I numeri, i trucchi e i privilegi.” (2009). Illustra il “modello Formigoni” per i finanziamenti pubblici alla scuola privata in barba all’articolo 33 della nostra Costituzione. Roberto Formigoni è l’attuale (ri)candidato del PDL per la Regione Lombardia, candidatura peraltro illegittima.

La Regione Lombardia ha istituito per gli studenti delle scuole private il “buono scuola”, tecnicamente chiamato “dote per la libertà di scelta”. La ratio di questo provvedimento è, in soldoni: “uno studente deve essere libero di scegliere se andare alla scuola pubblica o in una scuola privata; se la scuola privata richiede una retta, la Regione rimborsa le famiglie, perché se no non siamo tutti uguali”. Insomma, è una libertà di scelta pagata con i soldi dei contribuenti. Dal rapporto si evince che la Regione ha sborsato, nell’A.S. 2008/2009, 44.832.128,25 € di buono scuola per le famiglie degli studenti delle scuole private.

L’articolo 33 della nostra Costituzione stabilisce che:

[...] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. [...]

L’operazione quindi è davvero ai margini della costituzionalità, se non oltre! Infatti il trucco usato da Formigoni e dalla sua combriccola è questo: le scuole private non vengono finanziate direttamente, ma il denaro viene dato alle famiglie, che poi lo useranno per pagare la retta delle scuole private. È un enorme regalo da parte della Regione ai ricchi e alle istituzioni scolastiche private. Ci sarebbero anche altre cose da dire, ma non mi dilungo, rimandando alla lettura del documento.

Tutto questo in tempi di crisi, mentre lo Stato non paga i suoi debiti nei confronti delle istituzioni scolastiche pubbliche.

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