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Posts Tagged ‘preside’

Svolta autoritaria al Liceo Einstein di Milano: genitori e studenti esclusi dai consigli di classe

17 marzo 2013 5 commenti

Mentre la politica nazionale ci riserva delle belle sorprese, pare che la situazione nella mia ex scuola stia degenerando.

Con un provvedimento che si colloca ben oltre i confini della legalità e del buon senso, il Dirigente Scolastico Edgardo Pansoni ha convocato i Consigli di Classe senza i rappresentanti degli studenti e dei genitori. È davvero inaudito, e antidemocratico, che un dirigente impedisca ai rappresentanti eletti di svolgere il proprio ruolo istituzionale.

L’atto è in contraddizione con l’art. 5 del dlgs. 297/94 (T.U. sulla scuola), che stabilisce che facciano parte del consiglio di classe anche «due rappresentanti eletti dai genitori degli alunni iscritti alla classe, nonché due rappresentanti degli studenti, eletti dagli studenti della classe». Per non parlare dell’art. 9 del Regolamento di Istituto della scuola. La normativa prevede che il CdC chiuso per soli docenti si possa avere solo per «esercitare le competenze in materia di coordinamento didattico e di rapporti interdisciplinari e di valutazione periodica e finale». Non è questo il caso: basta guardare l’ordine del giorno.

Le regole si rispettano solo quando fa comodo?

Vedremo se i genitori e gli studenti dell’Einstein avranno il coraggio di reagire contro questa svolta autoritaria, o se la faranno passare sotto silenzio. Da parte mia, auspico che gli uffici competenti reagiscano con fermezza contro abusi di questa portata.

Ecco la circolare della vergogna:

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Oops!… I Did It Again: caro libri al liceo Einstein di Milano

7 luglio 2012 8 commenti

Britney Spears: Oops!... I Did It AgainAncora una volta il Liceo Scientifico Einstein supera i tetti di spesa stabiliti dal Ministero dell’Istruzione sui libri di testo: spese fuori controllo per le famiglie degli studenti. I docenti trasgrediscono impunemente il budget di spesa imposto loro dal Ministero dell’Istruzione, senza che la dirigenza glielo impedisca. Nessuna notizia nemmeno dal fronte dei rappresentanti dei genitori e degli studenti.

La prima segnalazione del problema caro-libri (insieme alla denuncia del Dirigente Scolastico all’Ufficio Scolastico Regionale) sortì effetti molto positivi nell’anno successivo, ma l’effetto deterrente non è durato.

I tetti di spesa stabiliti annualmente dal Ministero dell’Istruzione per i libri di testo di ogni tipologia di scuola sono “elastici”: possono essere superati fino al 10%, ma in questo caso il Collegio dei Docenti deve fornire un’opportuna motivazione e farla approvare dal Consiglio di Istituto (D.M. 43/2012). Il Consiglio di Istituto non ha, ad oggi, approvato alcuna deroga. Comunque, due classi superano il limite ben oltre il 10% di tolleranza.

Di seguito è riportata la tabella con il costo complessivo dei libri segnalati come “da acquistare” per ogni sezione, confrontati con quelli massimi previsti dal Decreto Ministeriale. Le classi che superano il limite entro il 10% sono colorate di grigio, quelle che lo superano oltre il 10% sono colorate di rosso. Il noioso lavoro di scaricamento delle liste e di calcolo è stato effettuato da Simone Fiorentino e successivamente ricontrollato da me.

Classe 1 2 3 4 5
Max € 320,00 € 223,00 € 320,00 € 288,00 € 310,00
A € 275,90 € 129,55 € 244,85 € 204,75 € 318,15
B € 252,75 € 85,75 € 282,85 € 178,60 € 286,15
C € 339,15 € 134,55 € 319,85 € 204,35 € 334,00
D € 348,75 € 172,30 € 290,05 € 237,40 € 320,00
E € 393,60 € 130,95 € 314,45 € 277,95 € 331,80
F € 353,95 € 119,00 € 268,45 € 178,65 € 277,30
G € 348,75 € 108,85 € 259,25 € 222,05 € 283,80
H € 340,40 € 129,55
I € 337,25 € 100,95
L € 111,75
M € 106,85

11 classi superano complessivamente il limite di spesa; di queste, 2 prime lo superano di oltre il 10%. Le classi interessate sono solo prime e quinte.

La maggior parte degli sforamenti avviene nelle classi prime: questa è una bella vigliaccheria perché i “primini” e i loro genitori sono generalmente – senza offesa – quelli meno informati e che hanno meno strumenti per difendersi dagli abusi della scuola.

È così difficile capire che le disposizioni ministeriali vanno rispettate? Dinanzi a quest’ostinata e recidiva aggressione ai portafogli delle famiglie, ho denunciato oggi stesso la situazione all’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, come feci due anni fa.

Avanzai in Consiglio di Istituto, tempo fa, una proposta per la soluzione finale del problema caro-libri. Inutile dire che fu respinta.

Non serve inventare nulla

5 giugno 2012 2 commenti

Essere pignoli non è un male.

Per essere un bravo rappresentante degli studenti spesso non serve inventarsi nulla. Basta trovare qualche norma favorevole e ostinarsi a farla applicare.

Questo è una delle cose che ho imparato nei due anni in cui ho avuto l’impegnativo incarico di rappresentare in Consiglio di Istituto gli studenti del mio liceo. Il punto è che gli studenti, di per sé, hanno poco potere rispetto alle altre componenti che rappresentano interessi contrapposti (docenti, preside). Difficilmente uno studente ha titoli per:

  1. giudicare la didattica dei docenti;
  2. fare critiche di merito sulle scelte di amministrazione della scuola.

È inutile tirare fuori dal cappello proposte velleitarie (risposta tipica: «chi sei tu per… ?»), ma occorre stare con i piedi per terra. È buona abitudine studiare la normativa e trarne fuori qualcosa di vantaggioso per sé. La maggior parte dei diritti degli studenti è già codificata in qualche testo normativo: basta saperlo trovare. La scuola – con tutti i suoi dipendenti – deve adeguarsi a tutte le leggi, i decreti, i regolamenti emessi dall’apparato statale. Ce n’è davvero per tutti i gusti: pensate che esiste una circolare ministeriale che impedisce di dare i compiti per il lunedì.

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Affissioni abusive all’Einstein: defiggere?

20 aprile 2012 Lascia un commento

Oggi la nostra scuola è stata invasa da una miriade di manifesti (“KONY 2012″), attaccati nei posti meno opportuni e più disparati. Mi aspetto che la Presidenza li faccia defiggere almeno con la stessa solerzia con cui ha fatto rimuovere, nel 2010, le nostre pagelle dei professori (oh sì) regolarmente affisse nelle bacheche degli studenti.

Altrimenti l’art. 42 del Regolamento di Istituto (“l’affissione di manifesti è consentita esclusivamente all’interno degli spazi a ciò preposti “) non troverebbe la sua compiuta attuazione.

Siamo una scuola ricca di bacheche, non manca certo lo spazio per sensibilizzare le persone riguardo alle proprie cause. Abbiamo una bacheca in atrio, una vicino al bar, almeno una nell’aula professori, una vicino alla biblioteca, una bacheca grande per ognuno dei tre piani e almeno una bacheca piccola per classe. E i volantini appesi altrove…

Abolire i voti bassi? No, non ci siamo.

14 aprile 2012 7 commenti

Il preside del Liceo Berchet di Milano, Innocente Pessina, propone di abolire i voti sotto il 4 in sede di scrutinio: «Vorrei escludere, in sede di scrutinio, i voti inferiori al 4. I due e i tre creano troppa frustrazione nei ragazzi. Che cosa ne pensate?».

La proposta non è affatto buona. Essa propone la riduzione del range di valutazione degli studenti 1-10 ad un range più ristretto 4-10. La scelta dei primi 10 numeri naturali (zero escluso) è arbitraria ma sensata: è facile da capire e da utilizzare per tutti noi abituati al sistema decimale.

Una scala 4-10 con sei voti è anch’essa arbitraria ma del tutto controintuitiva: perché partire proprio da 4 e perché utilizzare proprio sei voti? Tanto varrebbe fare una scala 1-7, o 10-16, o 3-9, o 5-11. Continua a leggere…

Sbatti la scollatura in prima pagina – quando la circolare fa notizia

12 aprile 2012 Lascia un commento

Tutto inizia con la circolare 255 del nostro Liceo Scientifico Einstein di Milano, “ispirata”, evidentemente, da qualche studentessa dell’Einstein dotata di una scollatura particolarmente ardita:

OGGETTO: abbigliamento consono
In concomitanza con il sopraggiungere di temperature ben superiori alla media reputo necessario ricordare agli studenti e alle studentesse la necessità di vestirsi in sintonia con il luogo frequentato (che non è né una palestra di aerobica ne un lido marino).
Confido nella consapevolezza dei miei studenti di utilizzare un abbigliamento adeguato.
Mi è già capitato di notare, senza bisogno di occhiali, un uso disinvolto di camicette dotate di vistose scollature.
Ritengo che l’abbigliamento, incluse le calzature, debba essere coniugato al comune senso del pudore.

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Ddl Aprea 2: il porcellum scolastico

28 marzo 2012 4 commenti

No PorcellumIl disegno di legge per la riforma degli organi collegiali della scuola continua la sua corsa alla Commissione Cultura della Camera. Avevo già parlato, a gennaio, del ddl Aprea, il disegno di legge all’esame della Camera che avrebbe rappresentato una seria minaccia per la democrazia scolastica.

Valentina Aprea (PdL), presidente della Commissione Cultura della Camera e relatrice del ddl, mantiene abusivamente il proprio posto da deputato: infatti dovrebbe dimettersi per incompatibilità con la carica di membro della giunta regionale della Lombardia. (Aggiornamento: si è dimessa dalla Camera con qualche mese di ritardo.)

La Commissione Cultura e Istruzione della Camera ha elaborato un nuovo testo unificato che mitiga alcuni aspetti dell’originale ddl Aprea, mantenendo purtroppo la stessa impostazione di fondo. È stata completamente eliminata la parte sulla chiamata diretta dei docenti da parte delle scuole, che aveva agitato i sindacati.

L’origine di tutti i mali del ddl è l’autonomia statutaria delle scuole. Continua a leggere…

Contributo volontario: avevamo ragione (lo dice il MIUR)

26 marzo 2012 3 commenti

È sempre un piacere sapere che qualcuno sostiene la tua battaglia sul contributo volontario delle scuole (1, 2, 3, 4). Alcune scuole usano veri e propri strumenti intimidatori per pretendere un contributo che non potrebbero imporre. Il contributo è peraltro utile, se non essenziale, al funzionamento degli istituti, ma la scuola non può minacciare azioni disciplinari contro chi decida di non pagare un contributo volontario!

Una circolare del Ministero dell’Istruzione del 21 marzo 2012 finalmente ribadisce la volontarietà dei contributi scolastici, che devono essere distinti dalle tasse scolastiche che invece sono dovute. I contributi non possono essere usati per l’ordinaria gestione della scuola, ma solo per l’arricchimento dell’offerta formativa. Le scuole devono poi indicare in modo trasparente come spendono i soldi delle famiglie. Insomma, cose risapute dagli addetti ai lavori, ma volutamente ignorate da molti istituti.

Il Ministero dell’Istruzione biasima ora la stessa situazione che i rappresentanti degli studenti dell’Einstein avevano denunciato più di due anni fa in Consiglio di Istituto.

Era infatti il 10 febbraio 2010 quando intervenivo in CdI segnalando per la prima volta il fatto, assolutamente disonesto e vergognoso, che il contributo di 120€ venisse fatto passare come obbligatorio ai fini dell’iscrizione (la circolare recitava: Verranno accettate solo le domande complete in ogni loro parte, firmate da entrambi i genitori e corredate di tutti i bollettini di versamento). Ricordo anche interventi di risposta piuttosto duri di alcuni docenti, che mi accusavano di boicottare finanziariamente la scuola. Come se fossimo stati degli evasori fiscali… ma l’onestà viene sempre prima delle esigenze finanziarie (almeno nella mia scala di valori). Il Consiglio di Istituto votò infine per specificare la volontarietà del contributo.

Il 15 febbraio 2011, cioè l’anno dopo, nonostante il voto di Consiglio la situazione non era granché migliorata, così scrissi una lettera all’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia segnalando la ripetuta scorrettezza nei confronti delle famiglie. Il 18 febbraio ecco pronta una circolare di rettifica! :-D

Il nostro contributo volontario è di 120€, ma certe soddisfazioni non hanno prezzo…

La guerra dei profilattici 5 – Contagion

Contagion (film 2011)L’iniziativa si sta diffondendo. Dopo il successo del Virgilio, del Parini a Milano e del liceo Keplero a Roma, pare che gli studenti del liceo classico Montale di San Donà (Venezia) abbiano avuto un’idea simile a quella dell’Einstein: far installare nei bagni della scuola dei distributori di preservativi ed assorbenti.

Il loro Consiglio di Istituto ha approvato la proposta a parità di voti con il voto del presidente che vale doppio. (Immagino la scena XD)

Ma… indovinate cos’è successo? La preside, Marisa Dariol, ha sospeso la delibera per ottenere il parere – che l’articolo definisce non vincolante – del Collegio dei Docenti e dei Consigli di Classe (che qui c’entrano come i cavoli a merenda).

Ciò mi ricorda qualcosa (chissà che cosa?).

Il contributo scolastico volontario (mani in alto e fuori la grana)

16 marzo 2012 1 commento

Continua la rapina gentile richiesta da parte delle scuole del “contributo volontario”, una generosa donazione delle famiglie per far funzionare gli istituti.

All’istituto tecnico Fazzini Mercantini (NA) la dirigenza ha accoratamente invitato le famiglie a compiere un volontario e – soprattutto – spontaneo gesto di cristiana carità: dare un contributo di 80€. Dalla loro circolare:

“la mancata presentazione entro il detto termine del 20.02.2012 di quanto sopra richiesto sarà considerata un’infrazione disciplinare a tutti gli effetti, con ripercussioni sulla valutazione del comportamento e quindi, sulla media dei voti e sull’ammissione alla classe successiva”

Più volontario e spontaneo di così…

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