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OCSE: Italia ultima per spesa pubblica per istruzione
In Italia, la percentuale del PIL destinata all’istruzione è una delle più basse di tutti i Paesi OCSE. Il grido d’allarme dell’OCSE.
Oggi l’OCSE ha pubblicato il rapporto annuale Education at a Glance 2011, che riporta le ultime statistiche disponibili relative al campo dell’istruzione.
In particolare, l’Italia si distingue per la sua posizione nella classifica riguardante la spesa pubblica per l’istruzione (in percentuale rispetto al totale della spesa pubblica): il nostro Paese è ultimo tra le 33 nazioni considerate dall’OCSE.
Al grafico si aggiunge un commento che ne spiega il significato:
Public expenditure on education, as a percentage of total public expenditure, indicates the extent to which governments prioritise education in relation to other areas of investment, such as health care, social security, defence and security.
Se ne conclude che l’istruzione non è una priorità per il nostro Paese.
L’OCSE arriva addirittura a lanciare un grido d’allarme nella Country note dedicata all’Italia:
In Italia, la percentuale del PIL destinata all’istruzione è una delle più basse di tutti i Paesi OCSE.
Nel 2008, l’Italia ha speso il 4,8% del PIL per l’istruzione, ovvero 1,3 punti percentuali in
meno rispetto al totale OCSE del 6,1% (posizionandosi al 29 posto su 34 Paesi) (Tabella
B2.1).
È da notare che questi dati si riferiscono al 2008 e sono pertanto anteriori ai tagli effettuati dall’attuale governo. Ma il ministro Gelmini nel 2008 ci raccontava: “È innegabile che in questi ultimi anni la spesa dell’istruzione era fuori controllo”. Questa bugia costituì la giustificazione ideologica degli 8 miliardi di tagli della legge 133/08.




