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Istituto Viviani, Napoli: dove lo Stato ha fallito

21 novembre 2011 1 commento

Mi ha molto toccato la videoinchiesta del Corriere della Sera sulla situazione dell’Istituto Comprensivo “Raffaele Viviani” di Napoli, nel quartiere Parco Verde Caivano. Già la trasmissione Presa Diretta se ne era occupata l’8 febbraio 2009; consiglio di guardare entrambe le inchieste, tutte e due davvero ben fatte. Qui sotto Presa Diretta:

In questa scuola, situata in un quartiere dominato dalla criminalità organizzata, è molto difficile lavorare. Gran parte dei ragazzi ha gravi problemi di relazione e di apprendimento, vivendo in famiglie “difficili”: alcuni di loro hanno addirittura il padre in carcere per reati legati alla criminalità organizzata. Spaccio di droga, sparatorie e regolamenti di conti sono all’ordine del giorno. L’evasione scolastica si aggira intorno al 50%, e gli insegnanti assegnati alle classi, vista la difficile situazione degli studenti e l’ambiente ostile, dopo pochi giorni si mettono in malattia, raggiungendo un assenteismo record. In pratica a scuola ci sono 7 docenti su 34. L’assenteismo è tale e così sistematico che la scuola è costretta a convocare “la supplente della supplente della supplente”. La maggior parte dei docenti sono “precari”, non preparati ad affrontare situazioni così estreme. In verità, dopo un appello della Preside, sono pervenute centinaia di domande di professori da tutta Italia che vogliono venire ad insegnare al Viviani, ma la scuola non può accogliere questi docenti per problemi burocratici. L’impressione è quella di abbandono, di disinteresse da parte degli organi scolastici territoriali per questa drammatica situazione che richiederebbe aiuti specifici.

Notevole è la figura della Preside, prof. Eugenia Carfora, che con grande coraggio e senso del dovere fa di tutto per portare avanti la scuola (sgridando anche chi fuma dove non dovrebbe, faccio notare :-D ), nonostante manchino segretari, insegnanti, bidelli e studenti. Infatti la stessa Preside si fa carico dei compiti più disparati: lei stessa insegna e svolge attività di segreteria, e va addirittura a “rastrellare” i ragazzi casa per casa per portarli a scuola, come si vede nel servizio di Presa Diretta: ma proprio per questo riceve delle vere e proprie minacce di stampo mafioso, anche online.

Già solo il fatto che siano d’obbligo i sottotitoli per comprendere le interviste degli studenti e dei loro genitori indica che lo Stato, lì, ha fallito il suo compito educativo.

La criminalità organizzata non permette ai ragazzi di frequentare nemmeno i gradi inferiori dell’istruzione obbligatoria: sta rubando loro il futuro. Infatti, che futuro avrà oggi un ragazzo senza nemmeno la licenza media, in un ambiente del genere? Non potrà che mettersi al servizio della criminalità organizzata, per lo svolgimento di attività illecite, pericolose e criminali: in un circolo vizioso, il problema finirà per aggravarsi.

Bisogna ripartire dalla scuola, che ha il compito di formare i futuri cittadini. Il grande Piero Calamandrei, padre costituente, l’11 febbraio 1950 diceva a riguardo: se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue.

Ma se questi organi sono malati, potrà forse il sangue essere buono?

La passione di Salvini per la canzone napoletana

27 maggio 2011 2 commenti

Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord nel consiglio comunale di Milano, ha dichiarato:

Sono pronto a cantare anche con Gigi D’Alessio se riusciamo a ribaltare il risultato dell’andata e a tenere Milano in Europa. Dirò di più, se vinciamo a Milano trascorrerò anche una mezza giornata a Napoli.

Del resto il suo amore per la città partenopea e per la canzone napoletana è noto da tempo.

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