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Magdi Cristiano Allam: epic fail
Il voto: un diritto e dovere civico
Lettera a Napolitano: astenersi è un diritto
Caro Presidente Giorgio Napolitano, Le scrivo per chiederle, quale Presidente di tutti gli italiani, di manifestare pubblicamente la piena legittimità del «non voto» al referendum, chiarendo che i cittadini hanno l’assoluta facoltà di non andare a votare per i referendum abrogativi di leggi approvate dal Parlamento e d a lei stesso promulgate, sottolineando che si tratta di una scelta conforme all’articolo 75 della Costituzione e della Legge 25 maggio 1970 n. 352, che contemplano il «diritto » ma non il «dovere» del voto al referendum. La mia richiesta si giustifica per quanto lei ha detto lo scorso 6 giugno quando, alla domanda se si sarebbe o meno recato alle urne il prossimo 12 e 13 giugno per votare i 4 referendum, lei ha risposto affermativamente in questi termini: «Sono un elettore che fa sempre il suo dovere». Ora dal momento che non è affatto un «dovere » ma soltanto un «diritto» votare al referendum, le chiedo di rettificare pubblicamente la sua posizione per restituire piena dignità agli italiani che scelgono di non votare, eliminando qualsiasi ombra di dubbio che siano da considerarsi cittadini meno rispettosi della nostra Costituzione e delle nostre leggi.
[...]
(Magdi Cristiano Allam, il Giornale, 9 giugno 2011)
Costituzione, art. 48:
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. [...]
Votare è sicuramente un diritto, ma anche un dovere civico, nel senso che un buon cittadino dovrebbe votare, ma se non lo fa non sono previste sanzioni.
Quindi Napolitano ha ragione dicendo che andando a votare compie il proprio dovere di elettore, non deve rettificare, e Magdi Allam ha torto marcio.




