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Posts Tagged ‘Lombardia’

Milano, genitori e presidi contrari ai condom a scuola. Fanno muro di gomma.

3 febbraio 2013 1 commento

La Provincia di Milano (a guida centrodestra) ha approvato una mozione di un consigliere PD finalizzata all’installazione negli istituti scolastici superiori di alcuni distributori di preservativi. Mi si copiano le idee, perbacco!

La mozione approvata ricorda da vicino la delibera che gli studenti del Liceo Scientifico Albert Einstein di Milano fecero approvare con regolare voto del Consiglio di Istituto. Delibera che il Dirigente Scolastico, prof. Edgardo Pansoni, decise autonomamente di disapplicare, sia pure contro il parare di un organo superiore (Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia). La delibera fu annullata dallo stesso Consiglio di Istituto più di un anno dopo, in data 1° dicembre 2011: ironicamente, nella Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS. Un tempismo perfetto! L’iniziativa era a titolo gratuito, e supportata dalla LILA.

Neppure i dirigenti scolastici di altre scuole, però, sembrano entusiasti dell’iniziativa, né lo sono le organizzazioni dei genitori cattolici, che mirano a diventare molto presto associazioni di nonni cattolici. Ma forse la ragione è un’altra: come farebbero, poi, a manifestare contro l’aborto?

Il titolo e la battuta conclusiva sono tratti da un post nel forum di Spinoza.it

Aiutate FORmigoni, sta FORtwittando come un FORsennato

14 novembre 2012 Lascia un commento

FORmaglioneUn appello a tutti i sinceri avversari politici di Roberto Formigoni, che lo hanno sempre criticato ma che in fondo gli vogliono bene: aiutatelo! Si sta rendendo ridicolo davanti a tutti su Twitter.

La situazione è molto grave: ha cominciato ad aggiungere il prefisso FOR ad ogni parola: FORgiacca, FORmaglione, FORsciarpa, FORtwitteroni (?!?). Intervenite presto!

 

 

Concorso per presidi: l’ennesimo EPIC FAIL targato Profumo

29 agosto 2012 2 commenti

Il Ministero tecnico dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, presieduto dal prof. Francesco Profumo, ultimamente non ne imbrocca una giusta.

I quiz preselettivi per il Tirocinio Formativo Attivo – preparati da un team di esperti nominati da Mariastella “Tunnel” Gelmini (AHAHAHAHAH) – contenevano diverse domande sbagliate. Il MIUR è stato costretto a scusarsi e ad “abbuonare” una notevolissima parte dei quesiti affinché l’intera procedura non fosse affondata dai ricorsi. La pezza si è rivelata forse peggiore del buco, perché ciò ha comprensibilmente scatenato le ire dei candidati che avevano superato il quiz e si sono invece ritrovati superati da candidati che sarebbero stati bocciati.

Le abilitazioni nazionali per i professori universitari stanno procedendo male, anzi malissimo. Se ne sta occupando nel dettaglio la redazione di ROARS (di cui fa parte anche mio papà). Le irregolarità sono tali che è prevedibile che l’intero bando sarà disintegrato dai ricorsi amministrativi.

Ma un terzo, catastrofico fallimento si profila all’orizzonte: quello del concorso per dirigenti scolastici. Il concorso si compone di un “quiz” preselettivo – che se non superato dai candidati impedisce il proseguimento nel concorso – di due prove scritte e di una prova orale. Già il numero di domande errate e ambigue nel “quizzone” iniziale aveva fatto presagire il peggio, tuttavia la questione sembrerebbe assestata senza sostanziali conseguenze.

Il punto critico è però un altro. Per garantire equità ed imparzialità nella valutazione delle prove scritte dei candidati, si procede in questo modo: l’aspirante preside svolge la propria prova (su cui non è scritto il nome) e la inserisce in una busta grande. Scrive poi il proprio nome in un cartoncino, lo pone in una busta piccola, la sigilla, inserisce la busta piccola dentro la busta grande, che infine chiude e consegna. La commissione apre tutte le buste grandi (ma non quelle piccole), corregge e dà il voto alle prove. Solo successivamente la commissione apre le buste piccole e attribuisce i voti ai candidati. In questo modo i commissari non sanno a chi appartenga la prova che stanno correggendo.

Ma alcuni candidati lombardi si accorgono che le buste piccole sono trasparenti e che il nome del candidato è visibile in controluce anche prima di aprire la busta piccola. Il principio dell’anonimato è dunque stato violato: i candidati presentano ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, che lo accoglie (sentenza 1489 del 18 luglio 2012), annullando gli atti delle prove scritte del concorso in Lombardia.

L’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR. Il presidente del Consiglio di Stato (decreto 3218 del 3 agosto 2012) sospende temporaneamente l’efficacia della sentenza del TAR autorizzando il proseguimento del concorso.

Oggi però la Sezione Sesta del Consiglio di Stato respinge l’istanza cautelare dell’USR Lombardia (ordinanza 3295 del 28 agosto 2012), bloccando ancora il concorso. I giudici ritengono infatti:

[...] che, in relazione al merito della controversia, il rispetto del principio dell’anonimato degli elaborati nelle prove concorsuali costituisce garanzia ineludibile di serietà della selezione e dello stesso funzionamento del meccanismo meritocratico, insito nella scelta del concorso quale modalità ordinaria di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni (art. 97 Cost.) (tra gli altri, Cons. Stato, Sez. VI, 6 aprile 2012, n. 1928);

che, nella specie, tale principio non è stato rispettato; [...]

La sentenza definitiva di merito sarà emessa dal Consiglio di Stato nell’udienza pubblica del 20 novembre 2012.

Non sono un giurista, ma con queste premesse credo che i giudici del Consiglio di Stato non saranno affatto clementi riguardo alla questione dell’anonimato e delle buste trasparenti. La situazione si sta trasformando in un vero e proprio disastro: 500 scuole lombarde rimarranno senza presidi in una situazione cronica e prolungata di penuria di dirigenti; inoltre, i candidati che hanno onestamente superato tutte le prove, avendo speso soldi e tempo per prepararsi e partecipare al concorso, si ritrovano raggirati e danneggiati dall’incompetenza dell’amministrazione pubblica, che non è stata in grado di acquistare delle buste sufficientemente opache.

Vi è inoltre il rischio che, sulla scia lombarda, simili ricorsi siano accolti anche nelle altre regioni italiane, demolendo, per effetto domino, l’intero concorso su scala nazionale.

Meno male che questo era il governo dei tecnici, loro sì che sono competenti, dicevano. Figuriamoci gli altri.

Calendario scolastico: stop ai “ponti” vacanzieri in libertà. Aprea confusa?

30 aprile 2012 Lascia un commento

CalendarioNiente più “ponti” vacanzieri a discrezione delle singole scuole: la Giunta Regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore all’istruzione Valentina Aprea, ha approvato un calendario scolastico permanente, rigido, universale, cioè valido per tutte le scuole.

Dal testo della delibera si evince che le scuole potranno sospendere le lezioni per esigenze connesse a specificità dell’istituzione scolastica determinate da disposizioni normative di carattere particolare (?) o nel caso ciò sia necessario per l’attuazione del POF, per un massimo di tre giorni e solo d’intesa con gli Enti Locali. Praticamente mai. Ovviamente le lezioni saranno sempre sospese in caso di eventi imprevedibili o nel caso le aule debbano essere usate come seggi elettorali.

La sovietizzazione del calendario scolastico è assolutamente cosa buona e giusta e gioverà all’organizzazione familiare delle famiglie con più figli. Inoltre non si capisce perché scuole diverse debbano avere calendari diversi. Anzi: sarebbe addirittura preferibile un calendario unico statale per garantire un’uniformità ancora maggiore.

Come si capisce, la mia posizione è assolutamente antifederalista e centralista. Delegare troppe decisioni agli enti locali, infatti, aumenta la frammentazione delle norme e la confusione amministrativa generale.

È piuttosto curioso, però, che a proporre un provvedimento del genere sia la stessa Aprea che dal 2008 porta avanti un progetto di legge che porterebbe alle estreme e nefaste conseguenze il dogma dell’autonomia scolastica.

Scuole superiori: ci si può fidare della classifica della Fondazione Agnelli?

9 aprile 2012 5 commenti

Agli inizi di aprile 2012 la Fondazione Agnelli ha rilasciato una vera e propria classifica delle scuole superiori della Lombardia. Siccome i dati INVALSI del Ministero dell’Istruzione non sono pubblici, le scuole sono state valutate in base a due indicatori rappresentativi della performance universitaria degli studenti usciti da una data scuola: “il profitto (media dei voti agli esami) e la velocità (numero di crediti conseguiti rispetto a quelli dichiarati come impegno annuale)”. Questi due indicatori vengono poi normalizzati e mediati, e vanno a costituire il ranking secondo il quale sono ordinate le scuole della classifica.

Con metodi statistici (non chiarissimi) tale ranking “grezzo” viene “depurato” di vari fattori come la tipologia dello studente, il territorio, le differenze fisiologiche tra diversi indirizzi: si ottiene così il rank effetto scuola, che permetterebbe di valutare il “merito” di ogni singola scuola. Le scuole vengono comunque ordinate secondo il rank “grezzo”.

I dati si riferiscono all’anno accademico 2007/2008 e a quello successivo, quindi all’offerta formativa scolastica del 2006 (6 anni fa).

Possiamo fidarci di questa classifica?

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Il doppio incarico abusivo di Valentina Aprea

23 febbraio 2012 4 commenti

L’on. Valentina Aprea detiene illegittimamente due incarichi pubblici costituzionalmente incompatibili, e non presenta le dovute dimissioni.

Valentina Aprea è stata membro della Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia e del Pdl ininterrottamente dal 1994 ad oggi. Nell’attuale legislatura (dal 2008) ricopre l’importante ruolo di Presidente della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera. Avevo già parlato degli effetti nefasti che il suo disegno di legge sulla riforma degli organi collegiali della scuola avrebbe, se approvato.

Il giorno 8 febbraio 2012 il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni la nomina nella Giunta Regionale; in Lombardia sta portando avanti un ddl regionale che ricalca le linee generali del ddl 953 alla Camera. Ma l’incarico, ai sensi dell’art. 122 della Costituzione, è incompatibile con il mandato parlamentare:

Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo.

Aprea ha annunciato le sue dimissioni dalla Camera dei Deputati e dalla Presidenza della Commissione, senza però, in effetti, rassegnarle.

Ricordo che Valentina Aprea non è un deputato qualunque, ma un presidente di una Commissione parlamentare, e in virtù del suo incarico ha alle sue dipendenze degli esperti legislativi, una segreteria e un’auto blu con autista. Risorse che risultano sprecate: evidentemente non potrà assicurare un’assidua presenza e un lavoro costante in entrambe le posizioni. Peraltro lo stesso Formigoni nel sito sbandiera l’incarico “a tempo pieno” dei nuovi membri di Giunta. Sono d’obbligo le dimissioni dalla Camera.

Ma cosa succede se un deputato per legge incompatibile non si dimette? Dovrebbe intervenire la Giunta per le elezioni, l’organo della Camera che delibera in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei deputati. Ma il procedimento, che è regolato dagli artt. 15, 16 e 17 del Regolamento della Giunta, è lungo e macchinoso. Il deputato deve  rendere conto entro 30 giorni del suo nuovo incarico; poi un Comitato interno alla Giunta esaminerà entro sei mesi (!) per i casi di incompatibilità la sua posizione con una “delibazione preliminare” e poi svolgerà un’apposita istruttoria in contraddittorio (!) e solo dopo l’istruttoria avanzerà la proposta alla giunta. Se la Giunta delibera l’incompatibilità, entro 30 giorni il deputato deve scegliere tra i due incarichi; trascorso inutilmente tale termine, è dichiarato decaduto dalla Camera.

Spero che non debba essere portato a termine l’intero procedimento e che l’on. Aprea si dimetta spontaneamente da un incarico ormai abusivo!

Buono scuola, ovvero come eludere la Costituzione

17 febbraio 2010 2 commenti
Roberto Formigoni e Silvio Berlusconi

Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, e Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Ho trovato sul sito di Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del PRC, questo interessante documento, che vi invito a leggere: “Il finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia. I numeri, i trucchi e i privilegi.” (2009). Illustra il “modello Formigoni” per i finanziamenti pubblici alla scuola privata in barba all’articolo 33 della nostra Costituzione. Roberto Formigoni è l’attuale (ri)candidato del PDL per la Regione Lombardia, candidatura peraltro illegittima.

La Regione Lombardia ha istituito per gli studenti delle scuole private il “buono scuola”, tecnicamente chiamato “dote per la libertà di scelta”. La ratio di questo provvedimento è, in soldoni: “uno studente deve essere libero di scegliere se andare alla scuola pubblica o in una scuola privata; se la scuola privata richiede una retta, la Regione rimborsa le famiglie, perché se no non siamo tutti uguali”. Insomma, è una libertà di scelta pagata con i soldi dei contribuenti. Dal rapporto si evince che la Regione ha sborsato, nell’A.S. 2008/2009, 44.832.128,25 € di buono scuola per le famiglie degli studenti delle scuole private.

L’articolo 33 della nostra Costituzione stabilisce che:

[...] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. [...]

L’operazione quindi è davvero ai margini della costituzionalità, se non oltre! Infatti il trucco usato da Formigoni e dalla sua combriccola è questo: le scuole private non vengono finanziate direttamente, ma il denaro viene dato alle famiglie, che poi lo useranno per pagare la retta delle scuole private. È un enorme regalo da parte della Regione ai ricchi e alle istituzioni scolastiche private. Ci sarebbero anche altre cose da dire, ma non mi dilungo, rimandando alla lettura del documento.

Tutto questo in tempi di crisi, mentre lo Stato non paga i suoi debiti nei confronti delle istituzioni scolastiche pubbliche.

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