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Trololo: evoluzione di un meme
Tutto nacque da un brano del baritono russo Eduard Khil, nato nel 1934 a Smolensk. Il brano, del 1966, è intitolato Sono felice, perché sto finalmente ritornando a casa, e originariamente cantava di un cowboy che era felice di tornare alla propria fattoria.
Evidentemente il tema non fu dei più graditi dal regime russo, perché il testo venne censurato (come affermato dallo stesso Khil) e sostituito con degli armonici gorgheggi.
Nel febbraio 2010 apparve il sito del Trololo, che trasformò questo brano in un meme del web. Il sito ricevette più di 3 milioni di visite nel primo mese: la diffusione del fenomeno fu esplosiva. Eduard Khil è ora conosciuto anche sotto il nome di “Trololo guy”.
Ma cos’è un meme? Secondo Wikipedia, esso sarebbe una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria, per esempio un libro, ad un’altra mente o supporto. Nella fattispecie, è un pezzettino di informazione che si diffonde in modo virale sul web attraverso gli strumenti di condivisione e i social network. Il meme ha avuto una discreta diffusione a livello internazionale. In Italia ad esempio ne ha parlato Sky.
L’idea fondamentale è stata quello di unire l’onomatopea “Trololo” al già esistente meme di Trollface e affini.
Anche la celebre serie TV i Griffin ha mostrato una propria interpretazione del brano, in cui Eduard Khil è un cameriere russo.




