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Storia del tempo e tempo della storia: l’uomo tra il divenire e l’assoluto
Il testo seguente è il mio svolgimento della traccia di “saggio breve – ambito tecnico-scientifico” della maturità 2004, in occasione della simulazione della prima prova scritta dell’Esame di Stato effettuata il 17 maggio.
Argomento: Il tempo della natura, i tempi della storia e quelli della poesia, il tempo dell’animo: variazioni sul mistero del tempo.
Storia del tempo e tempo della storia: l’uomo tra il divenire e l’assoluto
Destinazione editoriale: giornalino scolastico
L’uomo si è da sempre interrogato sul concetto di tempo, già a partire dalla filosofia antica. Lo stesso Seneca dedicò il De brevitate vitae proprio al problema del tempo della vita umana.
Ma cosa si intende precisamente per tempo? Potremmo distinguere tra un tempo oggettivo o della natura, un tempo della storia e un tempo vissuto soggettivamente da ognuno di noi. La scienza dai tempi di Galileo e di Newton fino ai primi del Novecento riteneva che il tempo fosse un contenitore indipendente dal contenuto, una misura assoluta; in termini più precisi, un invariante relativistico: esso scorrerebbe egualmente per tutti gli osservatori inerziali. La teoria della relatività ristretta di Albert Einstein (1905) ci ha invece dimostrato che due diversi osservatori inerziali in relativo moto rettilineo uniforme percepiscono gli intervalli di tempo in modo differente.




