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Il peggio di YouTube, edizione straordinaria: l’Harlem Shake di Alemanno
Questo video è così trash e coatto che merita un post tutto suo. Fa parte dei disperati tentativi di Alemanno di vincere il ballottaggio con Ignazio Marino per le elezioni amministrative nel comune di Roma.
Prima un tipo esclama:
La sinistra ci ha fottuto trent’anni di storia [???], non permetteremo a Marino di rubarcene altri cinque. Noi GGIOVANI voteremo Alemanno sindaco!
E poi parte il centurione con l’Harlem Shake. Atroce. Forse è il miglior spot elettorale per Ignazio Marino che sia mai stato realizzato.
Vincere di un voto
A Meda (MB) il candidato sindaco del centrosinistra ha staccato di ben un voto quello della Lega (grazie ciwati).
Napolitano: nessuna incertezza sulle dimissioni di Berlusconi
Quasi come se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avesse letto il precedente post. Infatti il mio timore era proprio questo: che Berlusconi approfittasse del tempo residuo per raccogliere una qualche maggioranza e riattaccarsi per sempre alla poltrona.
Visto la non eccellente performance dello spread BTP-Bund (e della Borsa di Milano), Napolitano chiarisce che Berlusconi se ne andrà a casa, senza ombra di dubbio. In effetti mi sembra l’unico modo sensato di rassicurare i mercati in evidente stato di panico. Se possedessi BTP non mi fiderei delle “dimissioni a termine” di Berlusconi, posto che ormai la sua parola vale meno di zero.
Per cui pare evidente che se Berlusconi tentasse qualche “trucchetto”, il PdR sarebbe pronto a sciogliere le Camere e dunque indire le elezioni politiche anticipate.
Ecco il comunicato della Presidenza della Repubblica (il grassetto è mio):
“Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, fugare ogni equivoco o incomprensione”
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Di fronte alla pressione dei mercati finanziari sui titoli del debito pubblico italiano, che ha oggi toccato livelli allarmanti, nella mia qualità di Capo dello Stato tengo a chiarire quanto segue, al fine di fugare ogni equivoco o incomprensione:
1) non esiste alcuna incertezza sulla scelta del Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi di rassegnare le dimissioni del governo da lui presieduto. Tale decisione diverrà operativa con l’approvazione in Parlamento della legge di stabilità per il 2012;
2) sulla base di accordi tra i Presidenti del Senato e della Camera e i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, la legge sarà approvata nel giro di alcuni giorni;
3) si svolgeranno quindi immediatamente e con la massima rapidità le consultazioni da parte del Presidente della Repubblica per dare soluzione alla crisi di governo conseguente alle dimissioni dell’on. Berlusconi;
4) pertanto, entro breve tempo o si formerà un nuovo governo che possa con la fiducia del Parlamento prendere ogni ulteriore necessaria decisione o si scioglierà il Parlamento per dare subito inizio a una campagna elettorale da svolgere entro i tempi più ristretti.
Sono pertanto del tutto infondati i timori che possa determinarsi in Italia un prolungato periodo di inattività governativa e parlamentare, essendo comunque possibile in ogni momento adottare, se necessario, provvedimenti di urgenza.
Enrico Letta, un geniaccio
Guida essenziale alle elezioni scolastiche per studenti
Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola.
(Statuto degli Studenti, art. 2, comma 4)
In che cosa consiste la rappresentanza degli studenti nei Consigli di Classe e nel Consiglio di Istituto? Cosa sono questi organi e come funzionano? Spesso molti studenti non sono consapevoli degli strumenti e dei diritti che gli permettono di intervenire sulla vita della scuola. Ecco una breve introduzione, che non pretende affatto di essere esaustiva.
Referendum elettorali: perché ammazzare il Porcellum
Appoggio i referendum che abrogherebbero alcune parti della legge elettorale del 2005, tristemente nota come Porcellum perché il suo estensore, Roberto Calderoli, la definì “una porcata”. L’iniziativa è composta da tre distinti quesiti.
Gli intenti dei referendari sono questi:
- Eliminare il sistema delle liste bloccate. Il referendum purtroppo può essere solo abrogativo, dunque non indica un sistema alternativo per l’elezione dei candidati, ma è comunque un buon segnale nei confronti del Parlamento a cui spetterà riempire il vuoto normativo. È una pecca tecnica del referendum, ma un segnale politico molto forte. I cittadini devono poter scegliere (in qualche modo…) i propri rappresentanti.
- Eliminare il premio di maggioranza. Un partito deve avere in Parlamento il numero di seggi effettivamente concessogli dagli elettori, e non una maggioranza che viene “vinta”.
- Soglia di sbarramento unica al 4%. Viene semplificato il sistema delle soglie di sbarramento (per la Camera), che non si abbassano per le liste in coalizione ma sono uguali per tutti. In questo modo verrà ridotta la presenza dei partiti meno significativi.
- Eliminazione dell’indicazione del capo di coalizione. Indicazione inutile (si vorrebbe far votare un “candidato premier”) perché il Presidente della Repubblica, ai sensi della Costituzione, può liberamente nominare un Presidente del Consiglio dei Ministri, a cui poi il Parlamento eventualmente accorderà la fiducia insieme al relativo governo.









