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Una soluzione per il fumo (che non è fumo negli occhi)
Credo di aver finito i possibili titoli con un gioco di parole riguardante il fumo: per fortuna anche il problema del fumo nella nostra scuola è avviato verso la soluzione definitiva. Finalmente una soluzione chiara, per niente fumosa! (ok, stop)
Proprio ieri una circolare del Preside operava la separazione dei cortili (detta così rievoca episodi biblici, ma vabbè): in un cortile vige il divieto assoluto di fumo, l’altro è aperto ai fumatori, che sono confinati in un preciso spazio. È in effetti la soluzione più logica, caldeggiata anche dagli studenti in Consiglio di Istituto. Infatti la linea rossa nell’altro cortile aveva ben poche speranze di essere rispettata. Certamente la messa in pratica può ancora essere migliorata, ma l’impostazione è quella giusta.
Questa soluzione impedisce l’entrata del fumo all’interno della scuola, e consente ai non fumatori di accedere al cortile senza dover inalare sostanze tossiche e cancerogene. Ringrazio di cuore gli studenti (specie quelli in Consiglio di Istituto), i docenti e i genitori che hanno fatto sentire la propria voce e hanno collaborato in questa piccola ma significativa battaglia per la salute di tutti.
Il fumo si dirada
Relativamente al rispetto del divieto di fumo a scuola, dopo le mie ripetute mail al Preside, la situazione è sensibilmente migliorata da qualche giorno.
Infatti il 18 ottobre è stata diramata la circolare n. 66, che chiarisce dove è possibile fumare e dove no; in sintesi:
Le disposizioni operative, con obbligo di stretta osservanza per tutte le componenti, sono le seguenti:
1. all’interno dei locali scolastici è vietato fumare
2. all’esterno dei locali scolastici, il cortile interno potrà, come in passato, essere utilizzato
secondo, però, precise modalità [...]Obblighi per i fumatori
Essi dovranno fumare senza, però, oltrepassare la linea rossa.
Tale dislocazione deve impedire sia di convogliare il fumo verso l’ingresso, sia di costituire una potenziale occasione di “fumo passivo” a danno degli eventuali presenti.
L’inosservanza sarà sanzionabile a cura degli accertatori che, oltre al sottoscritto, sono stati da me prescelti e nominati con apposita determinazione dirigenziale notificata tramite albo e sito web. A tale proposito verrà inflitta la sanzione amministrativa pari ad € 55,00 (cinquantacinque)
La circolare dispone il posizionamento dei posacenere sulla linea rossa, creando una sorta di “barriera” ben visibile. L’effetto deterrente delle disposizioni e il posizionamento dei posacenere dovrebbero scoraggiare il fumo “abusivo” almeno nel breve periodo.
La circolare non risolverà definitivamente il problema (il divieto esisteva anche prima…), ma è necessario vigilare costantemente sul divieto e punire le eventuali infrazioni. Spero che così sia fatto.
Aggiornamento (25 ottobre): come sono stato stupido a credere che la circolare cambiasse davvero le cose. Oggi il piano terra della scuola era una camera a gas. Ricomincio con le mail.
Fumus persecutionis

All’interno della nostra scuola vige, ovviamente, il divieto di fumo. Il divieto si estende anche alla parte del cortile interno più prossima all’entrata della scuola. La zona off-limits è delimitata da una linea rossa ben visibile dipinta sulla pavimentazione: al di qua non puoi fumare, al di là puoi fumare. Infatti entro la linea rossa sono affissi degli avvisi recanti il divieto di fumo. La ratio del divieto è quella di limitare l’ingresso del fumo all’interno dell’edificio scolastico: i fumatori devono tenersi a debita distanza.
Il nostro Dirigente Scolastico ha nominato quattro professori come funzionari incaricati di vigilare e contestare le infrazioni al divieto di fumo. La sanzione prevista, se non ricordo male, è una multa di 55€. Tutto a posto, quindi?
Per niente! Alla mattina e all’intervallo noto che studenti, collaboratori scolastici e docenti (oh, sì) fumano entro la linea rossa se non addirittura a ridosso dell’entrata. Il 20 settembre 2011 scrissi un’email al Preside, ai docenti incaricati e all’indirizzo di posta elettronica certificata della scuola chiedendo di contestare e perseguire le frequenti violazioni del divieto, ma ad oggi non ho ricevuto risposta.
La trasgressione del divieto pone due importanti problemi. Il primo è sanitario: è accertato che il fumo passivo è dannoso, e la scuola ha il dovere di proteggere la salute degli studenti che si trovano nell’edificio scolastico.
Il secondo problema è educativo: che credibilità ha un’istituzione educativa che istituisce un divieto senza poi farlo rispettare? Da questo punto di vista sarebbe meno dannoso e meno ipocrita rimuovere il divieto e permettere di fumare fino all’ingresso della scuola. Altrimenti il messaggio che si dà è molto chiaro: formalmente esistono delle regole, ma di fatto non esiste nessuno che controlla, dunque tutti sono liberi di trasgredire, anche a costo della salute altrui.
Che società potrà essere formata da una scuola che non ha il rispetto delle regole tra i suoi valori fondanti? Nessuna società, perché senza leggi non si dà società. Particolarmente grave è il comportamento di quegli adulti che trasgrediscono davanti ai ragazzi: l’esempio negativo, più che nel fumo in sé, sta nell’esplicita e impunita violazione di una regola della comunità di appartenenza.
Non vorrei essere equivocato: non ho intenzione di perseguitare i fumatori (non c’è fumus persecutionis, se mi concedete la battuta) né di proibire il fumo in ogni spazio aperto della scuola (tale proposta è già stata presentata e respinta dal Consiglio di Istituto). Desidero, anzi pretendo (perbacco!) che un divieto esistente sia scrupolosamente rispettato e che i trasgressori siano puniti a tutela della salute di tutti. Non sto dicendo “non puoi fumare”: sto dicendo “fuma pure se vuoi, ma un po’ più in là”.
L’espressione latina del titolo è volutamente distorta nel significato.
Riprendiamoci il cortile!
Di seguito, la mail che ho inviato oggi agli altri membri del Consiglio di Istituto, relativa al divieto di utilizzo di uno dei due cortili della scuola.
Gentili consiglieri,
con la circolare del 19 settembre 2011 (non presente sul sito) prendo atto del divieto di utilizzo del cortile esterno (tra il nostro liceo e l’istituto Verri) durante l’intervallo.
A nome mio personale e dei rappresentanti degli studenti in CdI, esprimo la mia totale contrarietà a tale provvedimento, che è stato adottato senza la consultazione delle componenti della scuola. Considero infatti un valore la «partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola» da parte degli studenti prevista dallo Statuto degli Studenti. La nostra componente è sempre stata aperta al confronto con la scuola, e in più occasioni questo confronto è stato costruttivo e ha permesso di trovare un “miglior compromesso” tra posizioni divergenti.
Non comprendo, poi, le motivazioni di tale atto.
Perché privarci volontariamente di uno spazio nella piena disponibilità dell’Istituto, considerato anche l’elevato numero degli studenti? Gli spazi della scuola sono un bene pubblico e come tali dovrebbero essere, in generale, usufruibili da tutti nei tempi opportuni, a meno che non vi siano gravi impedimenti (pericoli, lavori in corso, fango alle caviglie, ecc.)
Ad un primo esame l’ambiente mi sembra accogliente e sicuro, sufficientemente grande per contenere gli studenti che vogliano prendere una boccata d’aria relativamente pulita.
Non vedo particolari problematiche di sorveglianza: in una scuola delle nostre dimensioni non dovrebbe essere difficile trovare abbastanza personale in servizio per coprire 5 livelli e 2 cortili.
In definitiva penso che il Consiglio di Istituto, unico organo rappresentante tutte le componenti della scuola, debba stabilire una politica chiara e condivisa sull’utilizzo degli spazi della scuola.
Ringraziandovi per la cortese attenzione, vi porgo
cordiali saluti.
Pietro De Nicolao




