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DDL Aprea sugli organi collegiali della scuola al Senato: il punto della situazione
Nelle recenti manifestazioni di piazza gli studenti hanno protestato contro il disegno di legge ex-Aprea sulla riforma degli organi collegiali della scuola. Ma cos’è questo disegno di legge, che cosa prevede e a che punto è del suo iter parlamentare?
Dal 2008 – data in cui l’ex deputata Valentina Aprea, ex presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, presentò la prima versione del disegno di legge – vi sono stati parecchi cambiamenti al ddl. L’iter del disegno di legge è stato piuttosto complesso, e potete trovare i dettaglisul sito del Senato. Quello che c’è da sapere è che il ddl è stato assegnato alla Commissione Cultura della Camera in sede legislativa, e, dopo essere stato approvato, è passato all’esame del Senato. Sede legislativa significa che la commissione parlamentare può legiferare direttamente senza che sia necessario il voto dell’intera aula sul provvedimento. Questa scelta è stata criticata da più parti, poiché fa passare in sordina l’esame parlamentare di un provvedimento di una certa importanza.
Prima di procedere, le fonti: il testo completo e aggiornato del PDL 953 “ex-Aprea” (10 ottobre) e il dossier del Senato (a vostro rischio e pericolo: sono 72 pagine di linguaggio altamente burocratico).
Ddl Aprea: “tagli” per i rappresentanti degli studenti e le assemblee scolastiche
Mentre illustri commentatori scolastici dibattono appassionatamente sulla finta rivoluzione digitale di Profumo, con libri misti che in verità sono cartacei e tablet solo per pochi, la Commissione Cultura della Camera dei Deputati prosegue l’esame di un disegno di legge che, se approvato, modificherebbe sostanzialmente gli organi collegiali della scuola e le modalità democratiche di partecipazione di studenti e famiglie.
Sto parlando del famoso progetto di legge 953 ex-Aprea (“Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche statali”), di cui ho pubblicato l’ultima versione che comprende gli emendamenti fino al 19 settembre 2012. Ho già analizzato in più occasioni il ddl: qui voglio raccontarvi che cosa prevede l’ultima versione del ddl.
Il punto cardine del provvedimento è l’autonomia statutaria delle scuole: tramite lo statuto esse potranno regolare la composizione e il funzionamento dei propri organi di gestione. Non vi sarebbe più una regolamentazione unica nazionale di organi come il Consiglio di Istituto (che diventa Consiglio dell’Autonomia), il Consiglio dei Docenti o i Consigli di Classe: tutto verrebbe rimesso ai singoli istituti scolastici.
Consiglio dell’Autonomia (ex Consiglio di Istituto)
Il Consiglio dell’Autonomia è l’organo collegiale più importante della scuola perché raccoglie le rappresentanze di tutte le componenti. Con gli ultimi emendamenti, l’impostazione base del CdA è pressapoco quella attuale, salve alcune differenze nella composizione. Riporto di seguito il passo più significativo.
1. Il Consiglio dell’autonomia è composto da un numero di membri compreso fra nove e tredici. La sua composizione è fissata dallo Statuto, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) il dirigente scolastico è membro di diritto;
b) nelle scuole del primo ciclo la rappresentanza eletta dai genitori è paritetica con quella eletta dai
docenti;
c) nelle scuole secondarie di secondo grado la rappresentanza eletta dai genitori e dagli studenti – in numero pari per ciascuna delle due componenti – è complessivamente paritetica con quella eletta dai docenti;
d) del consiglio fa parte un rappresentante eletto dal personale amministrativo, tecnico e ausiliare;
e) il consiglio può essere integrato, con il voto favorevole di almeno i 2/3 dei componenti del consiglio stesso, da ulteriori membri esterni, scelti fra le realtà di cui all’articolo 1 comma 2, in numero non superiore a due, che non hanno diritto di voto.2. Le modalità di costituzione delle rappresentanze dei docenti, dei genitori e degli studenti sono stabilite dal regolamento di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b). I membri esterni sono scelti dal consiglio secondo modalità stabilite dal suddetto regolamento.
3. Il Consiglio dell’autonomia è presieduto da un genitore, eletto nel suo seno. Il presidente convoca il Consiglio dell’autonomia e ne fissa l’ordine del giorno. Il Consiglio si riunisce, altresì, su richiesta del dirigente scolastico o di almeno la metà dei suoi componenti.
4. Il direttore dei servizi generali e amministrativi fa parte del Consiglio dell’autonomia senza diritto di voto con funzioni di supporto tecnico-amministrativo e svolge le funzioni di segretario del consiglio.
Gli emendamenti migliorano alcune “spigolosità” delle versioni precedenti: in particolare, ritorna la rappresentanza del personale ATA e si stabiliscono delle proporzioni precise nella rappresentanza delle componenti, che in pratica restano quelle attuali, se non si considera il fatto che diminuendo il numero dei consiglieri aumenta il peso del voto del dirigente scolastico, che è membro di diritto.
Ecco una composizione plausibile del CdA per una generica scuola superiore:
- Dirigente scolastico
- Direttore dei servizi generali e amministrativi (senza diritto di voto)
- 4 docenti
- 2 studenti
- 2 genitori (di cui uno è presidente)
- 1 ATA
- 2 eventuali membri esterni (senza diritto di voto)
Il CdA sarebbe composto così da 11 membri (12 o 13 con i componenti esterni). Se le rappresentanze dei docenti, studenti e genitori fossero invece dimezzate (2-1-1), il CdA si potrebbe costituire solo con la partecipazione obbligatoria di 2 membri esterni, per raggiungere il numero minimo di 9 membri: nella pratica, reputo improbabile che ciò avvenga.
Attualmente nelle scuole con più di 500 alunni il Consiglio di Istituto arriva fino a 19 membri. Si può discutere se sia meglio un Consiglio di Istituto “grande” o “piccolo”. Riducendo la rappresentanza delle componenti, non si risparmia niente: infatti nessun consigliere percepisce emolumenti per il proprio ruolo. Con le nuove regole sul dimensionamento scolastico, poi, una scuola può arrivare a contenere tranquillamente 1000 o 2000 studenti, con il doppio dei genitori e più di un centinaio di docenti. È giusto che 1000 studenti abbiano solo due rappresentanti di istituto? Secondo me, no.
Il Consiglio dei Docenti (ex Collegio Docenti) non subisce variazioni significative, a parte il fatto che il suo funzionamento, come quello di tutti gli organi, è rimesso allo Statuto della scuola.
Partecipazione di studenti e famiglie
Qui la situazione si fa molto fumosa e purtroppo il ddl rimane fortemente peggiorativo per i diritti di studenti e genitori. La normativa attuale dà ampi spazi di partecipazione alle due componenti e prevede le assemblee (che sono un diritto ben definito anche nei tempi) negli orari di lezione.
Il ddl Aprea abroga (art. 12) gli articoli del Testo Unico sulla scuola che sanciscono il diritto di assemblea di studenti e genitori. Con che cosa li sostituisce?
Resta innanzitutto il Consiglio di Classe, non più come organo partecipativo, ma come articolazione del Consiglio dei Docenti. Il ddl rasenta il paradosso con i commi 3 e 4 dell’art. 6, che si contraddicono in successione:
3. L’attività didattica di ogni classe è programmata e attuata dai docenti che ne sono responsabili, nella piena responsabilità e libertà di docenza e nel quadro delle linee educative e culturali della scuola e delle indicazioni e
standard nazionali per il curricolo.
4. Lo statuto disciplina la composizione, le modalità della necessaria partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe.
Prima si dice che i docenti sono pienamente responsabili dell’attività didattica della classe, salvo poi dire che gli studenti e i genitori partecipano “necessariamente” alla “definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe”, e quindi “interferiscono” per forza con l’attività didattica! Ma non erano i docenti ad essere responsabili di ciò? Boh!
Non si dice neppure se questa “necessaria partecipazione” si svolgerà attraverso la democratica elezione di rappresentanti di classe, o meno. Tutto dipende dagli Statuti. Studenti e genitori avranno diritto di voto nel Consiglio di Classe? Non lo sappiamo.
Il diritto di assemblea è eliminato e sostituito dal vago art. 7:
Le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia organizzativa e didattica riconosciuta dalla legge, prevedono forme di partecipazione alle attività della scuola degli studenti e delle famiglie, di cui garantiscono l’esercizio dei diritti di riunione, di associazione e di rappresentanza.
Lo Statuto potrebbe per esempio dire che gli studenti hanno diritto ad un’ora di assemblea di classe al quadrimestre. E sarebbe pienamente legittimo!
In conclusione, anche dopo gli ultimi emendamenti questo resta un provvedimento fortemente negativo per gli studenti, che dovrebbero contrastarlo in ogni modo per evitare che la loro voce negli organi istituzionali scolastici venga messa a tacere una volta per tutte.
Oops!… I Did It Again: caro libri al liceo Einstein di Milano
Ancora una volta il Liceo Scientifico Einstein supera i tetti di spesa stabiliti dal Ministero dell’Istruzione sui libri di testo: spese fuori controllo per le famiglie degli studenti. I docenti trasgrediscono impunemente il budget di spesa imposto loro dal Ministero dell’Istruzione, senza che la dirigenza glielo impedisca. Nessuna notizia nemmeno dal fronte dei rappresentanti dei genitori e degli studenti.
La prima segnalazione del problema caro-libri (insieme alla denuncia del Dirigente Scolastico all’Ufficio Scolastico Regionale) sortì effetti molto positivi nell’anno successivo, ma l’effetto deterrente non è durato.
I tetti di spesa stabiliti annualmente dal Ministero dell’Istruzione per i libri di testo di ogni tipologia di scuola sono “elastici”: possono essere superati fino al 10%, ma in questo caso il Collegio dei Docenti deve fornire un’opportuna motivazione e farla approvare dal Consiglio di Istituto (D.M. 43/2012). Il Consiglio di Istituto non ha, ad oggi, approvato alcuna deroga. Comunque, due classi superano il limite ben oltre il 10% di tolleranza.
Di seguito è riportata la tabella con il costo complessivo dei libri segnalati come “da acquistare” per ogni sezione, confrontati con quelli massimi previsti dal Decreto Ministeriale. Le classi che superano il limite entro il 10% sono colorate di grigio, quelle che lo superano oltre il 10% sono colorate di rosso. Il noioso lavoro di scaricamento delle liste e di calcolo è stato effettuato da Simone Fiorentino e successivamente ricontrollato da me.
| Classe | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 |
| Max | € 320,00 | € 223,00 | € 320,00 | € 288,00 | € 310,00 |
| A | € 275,90 | € 129,55 | € 244,85 | € 204,75 | € 318,15 |
| B | € 252,75 | € 85,75 | € 282,85 | € 178,60 | € 286,15 |
| C | € 339,15 | € 134,55 | € 319,85 | € 204,35 | € 334,00 |
| D | € 348,75 | € 172,30 | € 290,05 | € 237,40 | € 320,00 |
| E | € 393,60 | € 130,95 | € 314,45 | € 277,95 | € 331,80 |
| F | € 353,95 | € 119,00 | € 268,45 | € 178,65 | € 277,30 |
| G | € 348,75 | € 108,85 | € 259,25 | € 222,05 | € 283,80 |
| H | € 340,40 | € 129,55 | |||
| I | € 337,25 | € 100,95 | |||
| L | € 111,75 | ||||
| M | € 106,85 |
11 classi superano complessivamente il limite di spesa; di queste, 2 prime lo superano di oltre il 10%. Le classi interessate sono solo prime e quinte.
La maggior parte degli sforamenti avviene nelle classi prime: questa è una bella vigliaccheria perché i “primini” e i loro genitori sono generalmente – senza offesa – quelli meno informati e che hanno meno strumenti per difendersi dagli abusi della scuola.
È così difficile capire che le disposizioni ministeriali vanno rispettate? Dinanzi a quest’ostinata e recidiva aggressione ai portafogli delle famiglie, ho denunciato oggi stesso la situazione all’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, come feci due anni fa.
Avanzai in Consiglio di Istituto, tempo fa, una proposta per la soluzione finale del problema caro-libri. Inutile dire che fu respinta.
Fine e nuovo inizio
Con viva e vibrante soddisfazione (cit.), ho finalmente completato il mio esame di maturità, come pure la mia esperienza al Liceo Einstein.
È stato uno degli anni più intensi e più belli – dopo la terza, anno eccezionale – della mia permanenza all’Einstein. Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto in questi mesi: i miei compagni, gli amici, i miei professori… siete davvero tanti!
Durante questi cinque anni di liceo ho conosciuto delle persone brillanti (e intendo davvero brillanti), altre meno brillanti, dei grandi amici e anche qualche nemico, ché altrimenti non ci si diverte. Sono stato fortunato a poter studiare in un ambiente così stimolante.
Non serve inventare nulla
Per essere un bravo rappresentante degli studenti spesso non serve inventarsi nulla. Basta trovare qualche norma favorevole e ostinarsi a farla applicare.
Questo è una delle cose che ho imparato nei due anni in cui ho avuto l’impegnativo incarico di rappresentare in Consiglio di Istituto gli studenti del mio liceo. Il punto è che gli studenti, di per sé, hanno poco potere rispetto alle altre componenti che rappresentano interessi contrapposti (docenti, preside). Difficilmente uno studente ha titoli per:
- giudicare la didattica dei docenti;
- fare critiche di merito sulle scelte di amministrazione della scuola.
È inutile tirare fuori dal cappello proposte velleitarie (risposta tipica: «chi sei tu per… ?»), ma occorre stare con i piedi per terra. È buona abitudine studiare la normativa e trarne fuori qualcosa di vantaggioso per sé. La maggior parte dei diritti degli studenti è già codificata in qualche testo normativo: basta saperlo trovare. La scuola – con tutti i suoi dipendenti – deve adeguarsi a tutte le leggi, i decreti, i regolamenti emessi dall’apparato statale. Ce n’è davvero per tutti i gusti: pensate che esiste una circolare ministeriale che impedisce di dare i compiti per il lunedì.
Ddl Aprea 2: il porcellum scolastico
Il disegno di legge per la riforma degli organi collegiali della scuola continua la sua corsa alla Commissione Cultura della Camera. Avevo già parlato, a gennaio, del ddl Aprea, il disegno di legge all’esame della Camera che avrebbe rappresentato una seria minaccia per la democrazia scolastica.
Valentina Aprea (PdL), presidente della Commissione Cultura della Camera e relatrice del ddl, mantiene abusivamente il proprio posto da deputato: infatti dovrebbe dimettersi per incompatibilità con la carica di membro della giunta regionale della Lombardia. (Aggiornamento: si è dimessa dalla Camera con qualche mese di ritardo.)
La Commissione Cultura e Istruzione della Camera ha elaborato un nuovo testo unificato che mitiga alcuni aspetti dell’originale ddl Aprea, mantenendo purtroppo la stessa impostazione di fondo. È stata completamente eliminata la parte sulla chiamata diretta dei docenti da parte delle scuole, che aveva agitato i sindacati.
L’origine di tutti i mali del ddl è l’autonomia statutaria delle scuole. Continua a leggere…
Contributo volontario: avevamo ragione (lo dice il MIUR)
È sempre un piacere sapere che qualcuno sostiene la tua battaglia sul contributo volontario delle scuole (1, 2, 3, 4). Alcune scuole usano veri e propri strumenti intimidatori per pretendere un contributo che non potrebbero imporre. Il contributo è peraltro utile, se non essenziale, al funzionamento degli istituti, ma la scuola non può minacciare azioni disciplinari contro chi decida di non pagare un contributo volontario!
Una circolare del Ministero dell’Istruzione del 21 marzo 2012 finalmente ribadisce la volontarietà dei contributi scolastici, che devono essere distinti dalle tasse scolastiche che invece sono dovute. I contributi non possono essere usati per l’ordinaria gestione della scuola, ma solo per l’arricchimento dell’offerta formativa. Le scuole devono poi indicare in modo trasparente come spendono i soldi delle famiglie. Insomma, cose risapute dagli addetti ai lavori, ma volutamente ignorate da molti istituti.
Il Ministero dell’Istruzione biasima ora la stessa situazione che i rappresentanti degli studenti dell’Einstein avevano denunciato più di due anni fa in Consiglio di Istituto.
Era infatti il 10 febbraio 2010 quando intervenivo in CdI segnalando per la prima volta il fatto, assolutamente disonesto e vergognoso, che il contributo di 120€ venisse fatto passare come obbligatorio ai fini dell’iscrizione (la circolare recitava: Verranno accettate solo le domande complete in ogni loro parte, firmate da entrambi i genitori e corredate di tutti i bollettini di versamento). Ricordo anche interventi di risposta piuttosto duri di alcuni docenti, che mi accusavano di boicottare finanziariamente la scuola. Come se fossimo stati degli evasori fiscali… ma l’onestà viene sempre prima delle esigenze finanziarie (almeno nella mia scala di valori). Il Consiglio di Istituto votò infine per specificare la volontarietà del contributo.
Il 15 febbraio 2011, cioè l’anno dopo, nonostante il voto di Consiglio la situazione non era granché migliorata, così scrissi una lettera all’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia segnalando la ripetuta scorrettezza nei confronti delle famiglie. Il 18 febbraio ecco pronta una circolare di rettifica!
Il nostro contributo volontario è di 120€, ma certe soddisfazioni non hanno prezzo…
La guerra dei profilattici 5 – Contagion
L’iniziativa si sta diffondendo. Dopo il successo del Virgilio, del Parini a Milano e del liceo Keplero a Roma, pare che gli studenti del liceo classico Montale di San Donà (Venezia) abbiano avuto un’idea simile a quella dell’Einstein: far installare nei bagni della scuola dei distributori di preservativi ed assorbenti.
Il loro Consiglio di Istituto ha approvato la proposta a parità di voti con il voto del presidente che vale doppio. (Immagino la scena XD)
Ma… indovinate cos’è successo? La preside, Marisa Dariol, ha sospeso la delibera per ottenere il parere – che l’articolo definisce non vincolante – del Collegio dei Docenti e dei Consigli di Classe (che qui c’entrano come i cavoli a merenda).
Ciò mi ricorda qualcosa (chissà che cosa?).
Il bonus (immateriale) per l’eccellenza
La scuola aveva annunciato un bonus eccellenza di 150€ per i 45 studenti più meritevoli della scuola: com’è andata a finire?
Aggiornamento (10 maggio 2012): il bonus è arrivato!
Il 17 dicembre 2011 il Liceo Scientifico “Albert Einstein” di Milano ha tenuto una cerimonia di premiazione alla presenza degli studenti “meritevoli” e dei rispettivi genitori, nonché dei rappresentanti di classe.
Alla premiazione erano anche presenti dei rappresentanti dell’associazione Rotary Milano Sempione, la quale ha gentilmente donato alla scuola 600€ per la premiazione del merito, che vanno ad aggiungersi ai 6000€ di budget erogati dalla scuola al 5% degli studenti con la media finale dei voti più alta. La decisione era stata presa già nel Consiglio di Istituto del 15 marzo 2010.
Il Preside ha chiamato uno per uno gli studenti (me compreso
) e ha consegnato loro una lettera di congratulazioni che preannunciava l’accredito di 150€ (mediante bonifico su conto corrente bancario o assegno circolare, a scelta dei beneficiari).
Quasi due mesi dopo, e nonostante i solleciti dei rappresentanti degli studenti, nessuno studente ha visto un centesimo. Perché una spesa già programmata e iscritta a bilancio (2011!) è ancora bloccata?
Verifiche all’Einstein (for dummies)
Verifiche e interrogazioni: cosa possono e non possono fare gli studenti e i professori? Più volte degli studenti mi hanno chiesto cosa dicesse in merito Regolamento d’Istituto, e mi sono ritrovato a dare sempre le stesse risposte: ecco il perché di questo articolo. Consiglio caldamente di leggere con attenzione tutto il Regolamento, che si può trovare sul sito della scuola. Ho deciso di riportare integralmente gli articoli (che parlano abbastanza da soli) e un mio breve successivo commento.




