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Archivio per la categoria ‘Politica’

Il TAR stoppa le lauree magistrali in inglese al Politecnico di Milano: una sentenza ingiusta

24 maggio 2013 1 commento

Il TAR della Lombardia ha bocciato ieri la delibera del 2012 del Senato Accademico del Politecnico di Milano che stabiliva che tutti i corsi di laurea magistrale fossero tenuti in lingua inglese a partire dal 2014/2015, accogliendo il ricorso di una minoranza di docenti del Politecnico.

Il testo completo della sentenza non è disponibile sul sito ufficiale del TAR Lombardia, ma sono riuscito ad ottenerlo per vie traverse. (Nota a margine: voi cosa ne pensate di un’istituzione che ha un sito come questo?)

Ecco il testo completo della sentenza.

Sono estremamente amareggiato da questa decisione e credo che non renda affatto giustizia al percorso e agli sforzi compiuti dal Politecnico di Milano, riconosciuto da più parti come la miglior scuola di ingegneria d’Italia. Gli organi decisionali del Politecnico lavorano in maniera efficiente e democratica, e non hanno certo bisogno che qualcuno da fuori dica loro come fare il proprio lavoro.

Studenti e docenti stavano collaborando costruttivamente per gestire la transizione in modo ottimale. Tutti i rappresentanti degli studenti del Politecnico negli organi centrali hanno approvato le linee strategiche dell’Ateneo in materia di internazionalizzazione. Sono state istituite delle commissioni di lavoro. La decisione è stata studiata, perché se il Politecnico fa una cosa, la fa bene! Mesi di lavoro mandati in fumo, insomma.

La completa conversione alla lingua inglese dei corsi di laurea magistrale avrebbe permesso di dare un autentico respiro mondiale alla didattica del Politecnico, e formare professionisti con orizzonti più ampi e capacità linguistiche avanzate. Avrebbe permesso di attrarre in misura ancora maggiore gli studenti migliori e i docenti prestigiosi dall’estero. Avremmo superato il problema della “ghettizzazione” per cui i corsi in inglese sono frequentati prevalentemente da studenti stranieri e quelli italiani da studenti italiani.

Il TAR è intervenuto a gamba tesa su una questione squisitamente didattica di competenza dell’università. In questa decisione nessuno ha tenuto conto del parere dei diretti interessati: gli studenti. È assai triste constatare che un coraggioso tentativo di riforma venga così brutalmente segato dalla giustizia amministrativa. Si potrà mai cambiare qualcosa, in questo Paese?

La Terna Sinistrorsa, l’associazione studentesca di cui faccio parte, che esprime 2 rappresentanti in Senato Accademico e 1 in Consiglio di Amministrazione, ha già pubblicato un comunicato stampa sulla vicenda. Il Rettore del Politecnico Giovanni Azzone ha già informato gli studenti che il 3 giugno Senato Accademico e CdA si riuniranno per valutare il da farsi.

Spero che gli organi centrali di governo del Politecnico reagiscano con forza a questo attacco: bisogna fare ricorso al Consiglio di Stato, e vincerlo!

“Mamma mia Pisapia!”: quando la pezza è peggiore del buco

11 maggio 2013 1 commento

Nel post precedente mi ero occupato dei dati errati del blog Mamma mia Pisapia! sugli stipendi a loro dire esagerati dei dirigenti del Comune di Milano.

Hanno rettificato, precisando:

Aggiornamento: Nessuna imprecisione. I dati fanno riferimento agli stipendi del 2011 ampiamente documentanti da numerosi articoli.

In effetti io ero andato a prendere gli stipendi dei dirigenti del 2012 (in mancanza di indicazioni più specifiche, il dato più aggiornato).

Riprendo le affermazioni di Mamma mia Pisapia, a loro dire valide per il 2011:

Davide Corritore, direttore generale del Comune di Milano e dirigente PD, guadagna 289mila euro l’anno.
Maurizio Baruffi, dirigente PD e capo gabinetto del Sindaco Pisapia, percepisce 189mila euro l’anno.
Giovanni Confalonieri, ex avanguardia operaia e oggi delegato del Comune di Expo 2015, 169mila euro.

Andiamo a vedere allora quanto guadagnavano questi dirigenti nel 2011! Ho trovato fonti giornalistiche per quanto riguarda Corritore e Baruffi, nulla però su Confalonieri.

Il Sole 24 Ore (quotidiano non certo al soldo di Pisapia), in un articolo del 15 giugno 2011 riportava questo:

Il city manager, Davide Corritore, percepirà uno stipendio annuo lordo di 210 mila euro (contro i 230 del suo predecessore Antonio Acerbo), il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Baruffi, di 140 mila euro (ad Alberto Bonetti Baroggi era stato riconosciuto un compenso di 160 mila euro).

Il Corriere della Sera Milano (3 agosto 2011):

La lista continua con i risparmi legati agli stipendi del direttore generale Davide Corritore e dello stesso capo di gabinetto. Si passa dai 210 mila euro del precedente dg [ndr: ci deve essere un errore qui o nella percentuale], ai 210mila di Corritore, con un risparmio dell’8,87 per cento. Per Baruffi si passa dai 160mila del precedente capo di gabinetto a 140mila, con un taglio del 12,5 per cento.

Libero Milano (noto quotidiano al soldo dei cosacchi, 15 giugno 2011):

La prima riunione della giunta Pisapia ha nominato Davide Corritore nuovo direttore generale del Comune di Milano e Maurizio Baruffi nuovo capo di gabinetto del sindaco. Entrambi avranno uno stipendio inferiore fra il 10 e il 15% rispetto a chi deteneva gli stessi incarichi nell’amministrazione Moratti.

Ma la vera bomba è un altra. Lo stesso blog Mamma mia Pisapia, in un articolo del 7 dicembre 2011, confermava le cifre date dalle fonti precedenti:

Era il caso di pagare Davide Corritore (Direttore Generale) 210.000 euro l’anno e Maurizio Baruffi (Gabinetto del Sindaco) 140.000 euro?

Stipendi dei dirigenti del Comune di Milano secondo "Mamma mia Pisapia!"

Insomma, le cifre sparate dal blog non solo sono superiori a quelle realmente guadagnate dai dirigenti, ma sono persino superiori agli stipendi reali (lordi…) dei loro predecessori nominati dalla Giunta Moratti. E sono diverse da quelle pubblicate dallo stesso blog nel 2011.

Tabella riassuntiva:

Dirigente Stipendio 2011
Sole24H, 2011 Corriere, 2011 Mamma mia Pisapia, 2011 Mamma mia Pisapia, 2013
Davide Corritore  210.000  210.000  210.000  289.000
Maurizio Baruffi  140.000  140.000  140.000  189.000

I dati falsi di “Mamma mia Pisapia!” sugli stipendi dei dirigenti comunali

10 maggio 2013 3 commenti

Mi sono casualmente imbattuto nel blog Mamma mia Pisapia!, su cui si trovano articoli fortemente critici nei confronti del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Il sito è nato su iniziativa dell’europarlamentare del PDL Carlo Fidanza (fonte).

Nulla di male, per carità. In questo articolo, però, si presentano dei dati falsi sugli stipendi dei dirigenti del Comune di Milano, mettendoli a confronto con gli emolumenti (che non ho verificato) di alcuni esponenti di spicco della scena internazionale (Angela Merkel, Mariano Rajoy, Hillary Clinton).

La retribuzione lorda annua di tutti i dirigenti del Comune è facilmente consultabile in questa pagina, che si trova all’interno della sezione Trasparenza, valutazione e merito del sito del Comune di Milano.

Mamma mia Pisapia afferma:

Davide Corritore, direttore generale del Comune di Milano e dirigente PD, guadagna 289mila euro l’anno
Il cancelliere tedesco Angela Merkel, percepisce stipendi per 289mila euro l’anno

Falso. Davide Corritore guadagna 191.402,30€ lordi annui.

Maurizio Baruffi, dirigente PD e capo gabinetto del Sindaco Pisapia, percepisce 189mila euro l’anno
Mariano Rayoy primo ministro del Governo spagnolo guadagna 185mila euro l’anno

Falso. Maurizio Baruffi guadagna 129.207,64€ lordi annui.

Giovanni Confalonieri, ex avanguardia operaia e oggi delegato del Comune di Expo 2015, 169mila euro
Hillary Clinton, (ex) segretario di Stato degli USA ha uno stipendio di 143mila euro (186mila dollari)

Falso. Giovanni Confalonieri guadagna 108.521,95€ lordi annui.

La “nota per la STANPA” del Governo Italiano

23 aprile 2013 1 commento

Sì, l’hanno scritto davvero. Click per ingrandire.

Aggiornamento: l’errore è stato corretto.

Governo Italiano - Nota per la STANPA

Per una volta, devo dare ragione a Gasparri.

17 aprile 2013 Lascia un commento

(vedi news)

ABBOLIAMO gli sbreghi, abbasso Berzani!

24 marzo 2013 3 commenti

Questa foto mi ha fatto sghignazzare non poco. (Ma da dove escono questi?)

Abbolizione finanziamento pubblico! Abbasso berzani!

Contributo scolastico: durissima nota MIUR contro i ricatti alle famiglie

10 marzo 2013 3 commenti

Berlusconi: "Vi restituirò il contributo volontario"Torno ad occuparmi, dopo pochi giorni, del “contributo volontario” richiesto da molte scuole alle famiglie degli studenti, talvolta con minacce e ricatti.

Infatti il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ancora guidato da Francesco Profumo (che rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti) ha emanato una durissima nota (la n. 593 del 7 marzo 2013) proprio su questo argomento. Non avevo mai visto un documento ufficiale così cattivo, e lo dice uno che non risparmia certo critiche a nessuno.

Il servizio delle Iene sui contributi scolastici deve aver fatto incazzare degli alti dirigenti ministeriali… come iene.

Il capo del Dipartimento per l’Istruzione, Lucrezia Stellacci, richiama la propria precedente circolare, deplora “comportamenti vessatori e poco trasparenti”, ribadisce il diritto ad un’istruzione gratuita ed obbligatoria ed arriva a citare l’art. 23 della Costituzione (“Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.“).

Il MIUR ritiene che “simili comportamenti, oltre a danneggiare l’immagine dell’intera amministrazione scolastica e minare il clima di fiducia e collaborazione che è doveroso instaurare con le famiglie” – argomento centrale del mio precedente post – “si configurino come vere e proprie lesioni al diritto allo studio costituzionalmente garantito”.

Continuano i (meritati) schiaffoni ai dirigenti irresponsabili: “subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo non solo è illegittimo, ma si configura, per i soggetti che sono responsabili della gestione, come una grave violazione dei propri doveri d’ufficio“.

Invita infine i direttori degli Uffici Scolastici Regionali a verificare e punire gli abusi; auspica che i revisori dei conti svolgano specifici controlli sulle richieste di contributi alle famiglie.

Il sindacato FLC CGIL un anno fa guardava con fastidio – in nome di una mal interpretata autonomia scolastica – il fatto che il Ministero facesse il proprio dovere, richiamando i dirigenti alla legalità:

Noi riteniamo che le scuole della Repubblica abbiano tutti gli strumenti per autoregolarsi: sanno agire in trasparenza, sanno come chiedere, quando ne hanno necessità, piccoli contributi volontari alle famiglie degli alunni chiarendone la destinazione e rendicontando ai diretti interessati sul loro utilizzo.

Sì, certo, si è proprio visto come i presidi si sono autoregolati: con ricatti ed estorsioni alle famiglie… e la CGIL lo sapeva benissimo sin da allora. Poi però ci si lamenta delle vessazioni alle famiglie, quando non si è fatto nulla per punire i responsabili.

Gli abusi relativi ai contributi volontari sono ben noti da anni e i dirigenti scolastici che li compiono spesso si autodenunciano lasciando prove scritte, inconfutabili e pubbliche: le proprie circolari. Che cosa si aspetta? Applichiamo un po’ di meritocrazia: voglio vedere rotolare qualche testa!

Enza Blundo, la senatrice M5S che vuole cambiare la Costituzione senza averla letta

28 febbraio 2013 Lascia un commento

Come tutti sanno, tra i punti programmatici del MoVimento Cinque Stelle c’è la riduzione dei costi della politica.

Una neo-eletta senatrice M5S, Enza Blundo – insegnante di scuola elementare – si propone, nei primi giorni di governo, il sacrosanto intento di dimezzare deputati e senatori. Però non ha le idee molto chiare nemmeno sul numero dei propri colleghi.

Ironicamente, nel programma del MoVimento ci sarebbe anche questo punto:

• Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

Un consiglio: prima di cambiare la Costituzione, sarebbe meglio leggerla.

Berlusconiani anonimi – La mela IMU

20 febbraio 2013 Lascia un commento

«Partiamo dalle basi: questo è un sasso; questo è un telefono; questo è un condannato in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Dai, ora prova tu.»

Un governo poco trasparente

15 febbraio 2013 Lascia un commento

FOIASolo nel nostro Paese il Governo riesce ad approvare un decreto legislativo sulla trasparenza delle informazioni nelle Pubbliche Amministrazioni… senza rendere pubblico il testo del decreto!

Il decreto in questione è di fondamentale importanza perché riguarda le politiche di accesso ai documenti delle Pubbliche Amministrazioni e dunque il controllo dell’operato di esse da parte dei singoli cittadini. Da tempo si spinge per l’approvazione di un FOIA (Freedom Of Information Act) da parte del Governo Italiano.

Infatti, dal comunicato stampa della chiusura del CdM si apprende che:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, il decreto con la disciplina degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle PA. Il testo conferma sostanzialmente l’impianto di quello già approvato in sede preliminare. Infatti sono state introdotte limitate modifiche, in massima parte di carattere tecnico e formale, in accoglimento di osservazioni contenute nei pareri del Garante della privacy e delle vari componenti della Conferenza Unificata (Regioni, province e Comuni).

Segue una descrizione sommaria del decreto sulla trasparenza, che contiene anche molte belle cose, ma… manca il testo!

Un altro esempio di scarsa trasparenza è sicuramente quello del decreto attuativo della riforma Gelmini sul diritto allo studio. Tutti ne parlano: l’Unione degli Universitari lo deplora, i ciellini lo esaltano, il Ministro Profumo in persona difende la sua «proposta» (quale? sul sito del MIUR non c’è!), ma sembra impossibile leggere il testo di questa bozza e farsi un’opinione autonoma.

È purtroppo consolidata la pessima prassi secondo la quale il Consiglio dei Ministri approva atti il cui testo viene diffuso solo molti giorni dopo, magari prestandosi ad ulteriori modifiche, fuori da ogni circuito istituzionale. Si lascia che alcune, frammentarie, informazioni trapelino alla stampa in modo da “sondare” preliminarmente gli umori dell’opinione pubblica e “aggiustare” di conseguenza gli atti. Questo modo di procedere è oltraggioso e offensivo dell’intelligenza dei cittadini; non permette un’adeguata discussione pubblica dei provvedimenti governativi.

Senza un accesso diretto e ufficiale ai testi degli atti del Governo, la partecipazione democratica dei cittadini risulta molto difficile. Non è più rimandabile una riforma incisiva sulla pubblicità degli atti del Governo Italiano.

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