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D’Alema reinventa la Costituzione

Massimo D’Alema, 13 settembre 2011 (ANSA):

Il matrimonio ”come e’ previsto dalla Costituzione del nostro Paese, se non la si cambia, e’ l’unione tra persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione. Tra l’uomo e la donna, questo dice la Costituzione

Ma la Costituzione non dice proprio questo:

Art. 29

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

Art. 30

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Non è presente il riferimento ad “unione tra persone di sesso diverso”, né la finalizzazione del matrimonio alla procreazione (i genitori devono mantenere, istruire ed educare i figli, non per forza procrearli!). Nemmeno si leggono le parole “uomo” o “donna”.

Ci si può interrogare su che cosa intendessero i Padri Costituenti per “matrimonio”, ma non si può sparare un polpettone ideologico concludendolo con “questo dice la Costituzione”. Se parli di Costituzione, voglio la citazione letterale con tanto di articolo e comma.

Al di là di quello che ognuno di noi pensi sui matrimoni gay, è intellettualmente disonesto sostenere la propria opinione, qualunque essa sia, con delle fonti false. Specie se si va a toccare la nostra amata Carta Costituzionale.

Aggiornamento: evidentemente non sono il solo a parlare di questo argomento. E D’Alema, almeno parzialmente, ritratta.

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  1. 17 settembre 2011 alle 12:28 | #1

    La Costituzione italiana, stilata negli Anni 40 prevede che la famiglia sia fondata “come società naturale”. A quei tempi, gli atti omosessuali erano considerati “contro natura”: la Costituzione è chiara. O gli omosessuali chiedono di cambiarla e vedremochi gli andrà dietro in un paese cattocomunista, oppure son chiacchiere.

    • 17 settembre 2011 alle 14:04 | #2

      E chi dice che la Costituzione vada interpretata con i criteri degli anni ’40? Il mondo cambia. Peraltro vale ciò che c’è scritto, non ciò che (forse) i legislatori implicitamente intendevano ai tempi della Costituente.
      Anche lo stesso concetto di “società naturale” e di diritto “naturale” evolve con il tempo: modernamente la pena di morte è considerata un abominio, in passato (ma ancora oggi in alcuni Paesi) era tranquillamente praticata come forma di giustizia da parte degli Stati.
      Resta fermo che la finalizzazione della famiglia alla procreazione non è prevista dalla Costituzione: due anziani o una coppia di coniugi sterili non possono forse sposarsi?

  1. 15 luglio 2012 alle 15:53 | #1

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